Pesticidi
Introduzione

Il termine "pesticidi" è comunemente usato come sinonimo di prodotti fitosanitari. Il termine “pesticidi” è tuttavia termine più ampio che comprende anche prodotti come i biocidi, che non sono destinati sì all’uso su piante, ma servono a debellare organismi nocivi e portatori di malattie come insetti, ratti e topi, e non rientrano nell’ambito di competenza dell’EFSA.
I prodotti fitosanitari sono pesticidi che vengono utilizzati principalmente per mantenere in buona salute le colture e impedire loro di essere distrutte da malattie e infestazioni. Comprendono erbicidi, fungicidi, insetticidi, acaricidi, fitoregolatori e repellenti.
I prodotti fitosanitari contengono almeno una sostanza attiva. Tali sostanze possono essere sostanze chimiche oppure microrganismi, inclusi i virus, che permettono al prodotto di svolgere la sua azione. Una buona parte delle attività EFSA in ambito di valutazione del rischio nel settore dei prodotti fitosanitari è incentrata proprio su tali sostanze attive.
Partecipare
Panoramica
Revisione paritetica
- La richiesta di approvazione di una sostanza attiva è presentata dal produttore della sostanza a uno Stato membro (RMS) designato relatore, insieme a un apposito fascicolo contenente i dati richiesti.
- Per ogni sostanza viene prodotta un’iniziale relazione di valutazione dallo RMS che effettua la prima valutazione del rischio.
- List of available rapporteur Member State assessment reports
- List of available rapporteur Member State assessment Reports (pubblicati prima del 22 settembre 2014)
Livelli massimi di residui
Relazione annuale
- Annual Reports on Pesticide Residues prepared by EFSA.
- Dal 1996 al 2006 gli Annual EU-wide Pesticide Residues Monitoring Reports sono stati pubblicati a cura della Commissione europea.
FAQ
1. Cosa sono i residui di pesticidi?
I residui di pesticidi sono le quantità misurabili di principi attivi - sostanze chimiche usate per proteggere le piante da malattie e organismi nocivi - e loro metaboliti (prodotti di degradazione) che possono trovarsi sul raccolto o negli alimenti di origine animale.
2. Cos’è il rapporto EFSA sui pesticidi?
L'Unione europea dispone di un quadro legislativo completo che disciplina l’uso dei pesticidi. Per garantire un'elevata protezione dei consumatori, i limiti di legge - noti come livelli massimi di residui (LMR) - sono stabiliti sulla base della quantità di residui di pesticidi ammissibili sui cibi (vedi domanda 6). Sono stati stabiliti LMR per più di 500 pesticidi in oltre 370 prodotti alimentari. Per garantire che gli alimenti immessi sul mercato rispettino i limiti di legge, gli Stati membri dell'UE eseguono programmi di controllo e prelevano campioni di vari prodotti alimentari, che testano per verificarvi l'eventuale presenza di residui di pesticidi. Questi dati vengono analizzati e pubblicati dall'EFSA per dare un’idea dell’osservanza dei limiti nell'UE e dell'esposizione dei consumatori europei ai residui. In aggiunta l'EFSA esprime raccomandazioni per i futuri programmi di monitoraggio.
3. Qual sono le principali risultanze dell'ultimo rapporto?
Il novantasette per cento dei campioni di alimenti raccolti nell'Unione Europea nel 2014 si è rivelato privo di residui di pesticidi o con tracce contenute nei limiti di legge. Il dato è desunto dall’analisi di 83 000 campioni raccolti dai 28 Stati membri dell'UE - tra cui, per la prima volta, la Croazia - nonché da Islanda e Norvegia.
4. Chi decide quali cibi e sostanze chimiche analizzare?
Il rapporto contiene due insiemi di dati prodotti dai due diversi programmi di monitoraggio:
- il programma coordinato dall’UE, in base al quale la Commissione europea obbliga i Paesi relatori ad analizzare un elenco comune di prodotti alimentari e pesticidi. Gruppi di prodotti alimentari diversi da questi vengono analizzati con ciclicità triennale. I campioni sono prelevati casualmente per ottenere risultati statisticamente rappresentativi dei cibi consumati dai cittadini europei;
- i programmi di controllo nazionali, il cui campo d’azione è definito dai singoli Stati membri. I programmi sono "risk-based", si concentrano cioè su quei prodotti che si pensa contengano residui in concentrazioni superiori ai limiti di legge.
5. Che significa "privo di residui di pesticidi"?
Significa che l'analisi del campione non ha rilevato la presenza di residui quantificabili. Volendo essere un po’ più tecnici, i pesticidi chimici non sono stati rilevati in concentrazioni superiori al limite di quantificazione (LOQ). Il LOQ è la più bassa concentrazione di una sostanza quantificabile con precisione accettabile. Per la maggior parte dei pesticidi il LOQ è compreso tra lo 0,01 mg/kg e lo 0,05 mg/kg. Una concentrazione di 0,01 mg/kg equivale approssimativamente a cinque cucchiaini di zucchero diluiti in una piscina olimpionica. Nel 2014 il 53,6% dei campioni è risultato privo di residui quantificabili di pesticidi.
6. E allora da dove viene la percentuale del 97%?
Si è riscontrato che, oltre al 53,6% dei campioni privi di residui, il 43,4% conteneva residui che rispettavano i limiti di legge (cioè non erano superiori agli LMR. Vedere la domanda 1). Quindi, nel complesso, il 97% dei campioni rientrava nei limiti di legge.
7. Come vengono stabiliti i livelli massimi di residui (LMR)?
Prima che un pesticida possa essere approvato per l'uso in Europa, occorre che il richiedente (di solito il produttore del pesticida) fornisca un’estesa serie di studi scientifici, con cui deve dimostrare che l’uso del pesticida non pone rischi inaccettabili per i consumatori (tramite i residui negli alimenti), l'operatore (l’agricoltore o il lavoratore che utilizza il pesticida) e l'ambiente (da infiltrazioni nell’acqua potabile o danno alla fauna selvatica, per esempio). Il richiedente deve inoltre fornire studi che permettano di stimare il livello di residui previsto nel raccolto. L'EFSA valuta poi se questa concentrazione di residui potrebbe rappresentare un rischio per la salute dei consumatori. Un LMR viene stabilito al livello più basso al quale l'effetto desiderato può essere ottenuto. L'UE disponde di una banca dati degli attuali LMR.
8. Gli LMR equivalgono ai livelli di sicurezza tossicologica?
No, gli LMR non sono primariamente limiti di sicurezza tossicologica. Essi vengono stabiliti a un livello che non pone rischi per i consumatori, ma mirano anche a ottenere il livello minimo di pesticida che può essere usato per ottenere un’efficace protezione della pianta: vale a dire, mantenere la coltura in salute e prevenire che venga distrutta in conseguenza di malattie e infestazioni. Gli LMR sono spesso stabiliti a livelli molto inferiori ai limiti tossicologici. Inoltre la presenza di pesticidi negli alimenti a livelli superiori agli LMR non necessariamente implica un timore in termini di sicurezza.
9. E gli alimenti che contengono residui di più di un pesticida, i cosiddetti residui multipli?
Residui di più di un pesticida sono stati trovati nel 28,3% dei campioni del rapporto 2014. La presenza di residui multipli non costituisce inosservanza della normativa sugli LMR purché i singoli pesticidi non superino i limiti di legge. Tuttavia i prodotti contenenti residui multipli devono essere valutati attentamente dalle autorità nazionali (per esempio, le combinazioni di pesticidi vengono usate deliberatamente per aggirare i limiti massimi ammessi per le singole sostanze?). L'EFSA non ha tenuto conto della valutazione del rischio cumulativo nel suo ultimo rapporto, perché sta ultimando uno strumento per la valutazione dell'esposizione cumulativa a più pesticidi. Lo strumento è sottoposto attualmente a una fase di sperimentazione pilota per studiare gli effetti cumulativi dei pesticidi su sistema nervoso e tiroide. I risultati saranno pubblicati nel 2017.
10. Ci sono differenze tra i campioni prelevati da beni prodotti dentro l'UE e quelli prodotti fuori dall’UE?
Si è rilevato che l’1,6% dei campioni provenienti dai Paesi UE/SEE conteneva residui che superavano i livelli ammessi. Tra i campioni provenienti da Paesi terzi, invece, la percentuale era del 6,5%, un lieve aumento rispetto al 2013 (5,7%). Dei 3 265 campioni che eccedevano il limite di legge nella raccolta 2014, 1 253 riguardavano pesticidi non autorizzati o non più autorizzati nell'UE. La maggior parte di questi casi (957) riguardava prodotti importati.
