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Salute delle api

L'apicoltura è un’antica tradizione, e le api da miele sono allevate in Europa da parecchi millenni. Le api sono di fondamentale importanza per l'ambiente, in quanto sostengono la biodiversità fornendo l'impollinazione essenziale per una vasta gamma di colture e piante selvatiche. Contribuiscono alla ricchezza e al benessere umano direttamente attraverso la produzione di miele e di altri alimenti e mangimi come: polline, cera per la lavorazione degli alimenti, propoli nella tecnologia alimentare, e pappa reale come integratore alimentare e ingrediente di alimenti.

Secondo le stime dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), delle 100 specie di colture che forniscono il 90 % dei cibi di tutto il mondo, 71 sono impollinate dalle api. La maggior parte delle colture dell’Unione europea dipende dall’impollinazione degli insetti. Al di là del valore essenziale dell'impollinazione per il mantenimento della biodiversità, il valore monetario annuo globale dell'impollinazione è stato stimato in centinaia di miliardi di euro.

Considerato l'importante valore ecologico ed economico delle api, è necessario monitorare e mantenere un patrimonio apicolo sano, non solo a livello locale o nazionale, ma globale.

Negli ultimi 10-15 anni, gli apicoltori hanno segnalato una insolita diminuzione del numero di api e perdite di colonie, in particolare nei paesi dell'Europa occidentale, tra cui Francia, Belgio, Svizzera, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Italia e Spagna.

Non è stata individuata una causa unica per la diminuzione del numero di api. Sono stati invece indicati diversi fattori concomitanti, che agiscono in combinazione fra loro o separatamente. Tra questi gli effetti dell'agricoltura intensiva e dell'uso di pesticidi, la fame o lo scarso nutrimento a disposizione delle api, i virus, gli attacchi di agenti patogeni e delle specie invasive - come l'acaro Varroa (Varroa destructor), il calabrone asiatico (Vespa velutina), e il piccolo coleottero dell'alveare Aethina tumida e poi i cambiamenti ambientali (ad esempio la frammentazione e la perdita di habitat).

 

Notizie recenti

Nell’ambito della revisione delle linee guida relative ad api e pesticidi, il gruppo di lavoro dell’EFSA ha pubblicato un metodo per definire obiettivi specifici di protezione per le api mellifere sulla base della variabilità di fondo delle dimensioni delle colonie. L’EFSA ha elaborato il documento in risposta alla richiesta dei responsabili della gestione del rischio di fornire informazioni scientifiche di riferimento per assisterli nel processo decisionale in merito a ciò che deve essere protetto e in quale misura.

Tappe fondamentali

Gennaio-marzo 2021. Si tiene una consultazione pubblica di otto settimane per raccogliere osservazioni sul progetto di parere scientifico dell’EFSA relativo alla valutazione di fattori multipli di stress sulle api (MUST-B). Si pubblica inoltre un calendario per l’elaborazione del sistema di modellazione ApisRAM.

Dicembre 2020. L’EFSA pubblica un documento per assistere i responsabili della gestione del rischio nella fissazione di obiettivi specifici di protezione per le api. Il documento, che costituisce parte integrante della revisione delle linee guida relative ad api e pesticidi, stabilisce un approccio per determinare una soglia di effetti accettabili sulle dimensioni delle colonie sulla base della variabilità di fondo. Fa seguito a un primo documento di riferimento, pubblicato in giugno, che presentava ai responsabili della gestione del rischio una selezione di quattro approcci per la revisione degli obiettivi specifici di protezione.

Luglio 2020 Viene condotta un'esaustiva analisi delle evidenze scientifiche disponibili sulla mortalità delle api nell'ambito della corrente revisione delle linee guida applicate dall'UE per valutare i rischi da pesticidi per le api.Il rapporto si basa sulla più grande raccolta sistematica di evidenze sui tassi di mortalità mai realizzata, e riguarda tre gruppi di api: api da miele, bombi e api solitarie.

Giugno 2019 L’EFSA riceve il premio “Excellence through Collaboration” dal Mediatore europeo per il suo lavoro di sensibilizzazione sulla salute delle api.

Maggio 2019 La Commissione europea chiede all'EFSA di rivedere le linee guida sulla valutazione del rischio da pesticidi e api che sono state pubblicate nel 2013. L'EFSA istituisce un gruppo consultivo delle parti interessate che coadiuvi la revisione. Nel corso della revisione il gruppo sarà consultato in diverse fasi e fornirà contributi al gruppo di lavoro scientifico dell'EFSA incaricato di aggiornare il documento.

Settembre 2018 La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento europeo chiede all'EFSA di elaborare un parere scientifico su “Un approccio olistico per la valutazione dei rischi da fattori multipli di stress nelle api da miele” che esamini non solo gli effetti cumulativi e sinergici dei pesticidi, ma anche questioni legate alla varietà genetica delle api, agli agenti patogeni, alle pratiche di gestione delle api e all'ambiente delle colonie. Il parere sarà di ausilio anche per l’iniziativa di partenariato UE per le api fornendo linee guida per la raccolta e la condivisione dati armonizzati.

Giugno 2018 L'EFSA organizza un simposio al Parlamento europeo dal titolo Settimana delle api e dell'impollinazione. Culmine dell’evento è la presentazione del mandato (terms of reference) del partenariato UE per le api, appena istituito. L'eurodeputato Michel Dantin, presidente del gruppo di lavoro parlamentare sull'apicoltura e la salute delle api, afferma che l'istituzione del partenariato potrebbe rappresentare "una pietra miliare nei nostri sforzi per proteggere api e impollinatori".

Maggio 2018 EFSA celebra la prima Giornata mondiale delle api annunciando che è stato raggiunto un accordo in merito al mandato che guiderà il lavoro del partenariato UE per le api.

Febbraio 2018 L’EFSA aggiorna le valutazioni dei rischi del 2013 su tre pesticidi neonicotinoidi clothianidin, imidacloprid e thiamethoxam – che nell’UE sono soggetti a restrizioni a causa della loro pericolosità per le api.

Giugno 2017 Nell'ambito della settimana europea dell’ape e dell’impollinazione, l’EFSA organizza un simposio intitolato "Raccolta e condivisione di dati sulla salute delle api: verso un partenariato europeo sulle api”. L'evento è organizzato in collaborazione con l'associazione europea degli agricoltori e delle cooperative agro-alimentari europee, l'associazione europea degli apicoltori professionali, BeeLife (European Apiculture Coordination) e l'associazione europea per la protezione delle colture.

Maggio 2017 Il gruppo di lavoro dell'EFSA sui fattori multipli di stress per le api (MUST-B) pubblica le specifiche per la raccolta di dati sulle api da miele che alla fine contribuiranno alla verifica e convalida di un modello di valutazione del rischio per le colonie di api.

Ottobre 2016 Il gruppo di esperti scientifici sulla salute e il benessere degli animali dell'EFSA pubblica un parere scientifico sulla definizione di colonia sana di api, che comprende un insieme di strumenti di ausilio armonizzazione della raccolta di dati.

Luglio 2016 Il gruppo di lavoro MUST-B dell'EFSA sviluppa un modello concettuale per la valutazione del rischio da pesticidi in una singola colonia di api simulando vari scenari.

Marzo 2016 L'EFSA organizza un seminario scientifico per discutere e definire le priorità di ricerca nel quadro di Orizzonte 2020 e coadiuvare le azioni dell'EFSA miranti a sviluppare un approccio olistico alla valutazione del rischio per le api. Il seminario riunisce rappresentanti della Commissione europea, del Centro comune di ricerca della CE, dell'Agenzia europea dell'ambiente e dell'Agenzia europea per i medicinali, dell'Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti, dell'Organizzazione mondiale per la salute degli animali e dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura

Luglio 2013 L'EFSA pubblica un importante documento contenente linee guida alla valutazione del rischio da pesticidi in relazione ad api mellifere, bombi e api solitarie. Le basi di tale lavoro erano state gettate nell’aprile 2012, quando il gruppo scientifico PPR aveva pubblicato un parere che descriveva le basi scientifiche per lo sviluppo di linee guida.

Maggio 2013 L'EFSA esegue una valutazione del rischio legato all’insetticida fipronil, con particolare riguardo ai possibili effetti acuti, cronici e sub-letali sulle api. Nella seconda parte del mese più di 100 esperti di api partecipano al Colloquio scientifico dell'Autorità sugli approcci olistici alla valutazione del rischio collegato ai molteplici fattori di stress nelle api.

Gennaio 2013 L'EFSA effettua valutazioni del rischio circa i potenziali effetti sulle api di tiamethoxam , imidacloprid e clothianidin. Le valutazioni, pubblicate nel gennaio 2013, prestano particolare attenzione agli effetti acuti e cronici sulla sopravvivenza delle colonie di api e sul loro sviluppo, tenendo conto degli effetti sulle larve di ape, nonché sul comportamento delle api.

Marzo 2013 Il gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sulla salute e il benessere degli animali pubblica un parere scientifico sul rischio di introduzione e diffusione nell’UE del piccolo scarabeo dell’alveare (Aethina tumida) e dell’acaro parassita delle api Tropilaelaps tramite l'importazione da Paesi terzi di api vive e prodotti apistici, oltre che di prodotti come frutta e verdura.

Giugno 2012 L’Unità Pesticidi dell’EFSA rilascia una dichiarazione su due articoli pubblicati sulla rivista Science che suggeriscono collegamenti tra i neonicotinoidi e la sopravvivenza delle colonie di api. Il primo articolo mette in luce una ricerca che sostiene che le api da miele esposte a dosi subletali di Thiamethoxam soffrono di una diminuzione delle abilità di orientamento, e conclude che le concentrazioni di Thiamethoxam utilizzate comunemente possono contribuire alla decimazione delle colonie. Il secondo articolo conclude che l’Imidacloprid, un altro neonicotinoide, può influire sulla salute riproduttiva dei bombi. La Commissione europea ha chiesto all’EFSA di verificare se le dosi utilizzate per lo studio fossero confrontabili alle dosi reali cui le api sono esposte.

Maggio 2012 L' EFSA istituisce una task force interna incaricata di redigere una disamina avanguardistica del lavoro svolto all'EFSA, ma anche delle attività correnti condotte al di fuori dell'EFSA, nel settore delle api.

La task force pubblica due rapporti. Il primo fornisce una panoramica delle attività attuali dell’EFSA e formula raccomandazioni su come proseguire il lavoro. La seconda esamina i lavori sulla valutazione dei rischi per le api in corso in tutta l'UE. Mette in luce lacune nelle conoscenze e suggerisce ricerche che potrebbero portare alla nascita di un programma armonizzato di valutazione dei rischi ambientali per le api.

2009 L’EFSA pubblica un rapporto, Mortalità delle api e sorveglianza delle api in Europa, ove esprime alcune raccomandazioni per migliorare la sorveglianza e pervenire a un consenso nell’UE circa l’origine multifattoriale del declino del numero di api. Contribuisce a definire la strategia della Commissione per affrontare il calo del numero di api in tutta Europa.

Ruolo dell'EFSA

L’EFSA ha un ruolo importante da svolgere nel garantire il mantenimento di riserve di api sane in Europa, dal momento che il suo mandato è migliorare la sicurezza alimentare e la salute animale nell’UE, e garantire un elevato livello di protezione dei consumatori. Vari gruppi di esperti scientifici e Unità scientifiche dell’Autorità contribuiscono a questo lavoro, principalmente nei settori dei pesticidi, della salute e del benessere degli animali e della salute delle piante, degli organismi geneticamente modificati (OGM), della raccolta di dati e della valutazione scientifica.

Fondamentali per questo lavoro sono le valutazioni che l’EFSA esegue sulla sicurezza ambientale di pesticidi e OGM che i produttori intendono immettere sul mercato dell’UE. L’unità Pesticide Peer Review è responsabile dell’esame tra pari delle valutazioni dei rischi connessi ai principi attivi impiegati nei prodotti fitosanitari. I fascicoli presentati dai richiedenti devono contenere informazioni complete sul rischio potenziale dei loro prodotti per l’ambiente.

L’unità Pesticide Residues esegue valutazioni del rischio relativo ai livelli massimi di residui (LMR) di principi attivi presenti nei pesticidi. Tali valutazioni tengono conto dei possibili effetti delle sostanze sull’ambiente in generale e su organismi non bersaglio, ad esempio le api in particolare.

L'unità Evidence Management Unit compila la Relazione annuale dell’Unione europea sui residui di pesticidi negli alimenti, che offre una panoramica delle attività di controllo eseguiote nei 28 Stati membri dell’UE e in due Paesi EFTA (Islanda e Norvegia) al fine di garantire la conformità degli alimenti agli standard definiti nella legislazione europea sui residui di pesticidi. La relazione più recente, per il 2017, evidenzia che soltanto l’1,8 % dei campioni di miele conteneva residui di pesticidi oltre i limiti di legge (LMR).

Il gruppo di esperti scientifici sui prodotti fitosanitari e i loro residui dell’EFSA (gruppo PPR) fornisce consulenza scientifica indipendente sulla valutazione dei rischi da prodotti fitosanitari e loro residui. Ciò include, in particolare, l’esame dei rischi per gli operatori, i lavoratori, i residenti e i consumatori, nonché per l’ambiente, inclusa la fauna selvatica. Una delle principali attività del gruppo di esperti scientifici PPR è sviluppare nuovi documenti contenenti linee guida o rivedere quelli esistenti riguardanti la valutazione del rischio da pesticidi, incluso lo sviluppo di approcci, metodologie e modelli di valutazione del rischio. Il gruppo di esperti scientifici può fornire pareri in merito agli effetti di specifici principi attivi utilizzati nei prodotti fitosanitari o in merito a qualsiasi questione generica relativa a un utilizzo dei pesticidi senza rischi.

Gli OGM e gli alimenti e mangimi da essi derivati vengono sottoposti a un’analisi del rischio prima che possano essere immessi sul mercato UE. In tale processo il ruolo del gruppo di esperti scientifici GMO è di esaminare in modo indipendente le valutazioni del rischio fornite da aziende e fabbricanti e di offrire consulenza scientifica ai gestori del rischio su qualsiasi rischio che gli OGM possano presentare per la salute umana e animale e per l'ambiente. La valutazione abbraccia diversi aspetti specifici del rischio, uno dei quali è l’eventuale rischio per gli “organismi non bersaglio” come ad esempio le api.

Inoltre ogni richiesta di autorizzazione di un vegetale GM deve essere accompagnata da un piano di monitoraggio ambientale post-commercializzazione (PMEM) che dimostri come il richiedente monitorerà gli eventuali effetti avversi della pianta GM sull’ambiente dopo l’immissione della stessa, ai sensi di legge, sul mercato UE. Scopo del PMEM è individuare eventuali effetti avversi imprevisti sull’ambiente, che potrebbero discendere direttamente o indirettamente dalla coltivazione di vegetali GM.

Il gruppo di esperti scientifici sulla salute dei vegetali formisce consulenza scientifica indipendente sui rischi derivanti da organismi che possono danneggiare le piante, i prodotti vegetali o la biodiversità vegetale nell'Unione europea. Ogni valutazione del rischio da organismo nocivo ai vegetali comprende anche una valutazione del rischio per l’ambiente, ma per chiarire e armonizzare gli approcci in questo campo il gruppo di esperti scientifici ha pubblicato specifiche linee guida per la valutazione del rischio ambientale da patogeni delle piante. Il lavoro dell’EFSA nel settore della salute delle piante è di particolare interesse per la salute delle api, in quanto alcuni organismi nocivi che rappresentano una minaccia per le api possono essere trasportati dalle piante su cui prosperano. Il piccolo scarabeo dell’alveare, ad esempio, può vivere in assenza di api, sopravvivendo su frutta e ortaggi. Potrebbe quindi essere introdotto nell’UE con partite di tali prodotti.

Il gruppo di esperti scientifici sulla salute e il benessere degli animali offre consulenza scientifica indipendente su tutti gli aspetti delle malattie animali e del benessere animale. Il suo lavoro riguarda principalmente gli animali destinati alla produzione alimentare.

L’EFSA pubblica una relazione annuale che sintetizza i dati sulla presenza di residui di farmaci veterinari e altre sostanze in animali vivi e prodotti di origine animale (come ad esempio il miele) nell’Unione europea. L’ultima relazione, relativa al 2017, evidenzia che soltanto lo 0,35 % dei 360.293 campioni mirati non era conforme.

Quadro UE

Nel 2010 la Commissione europea ha pubblicato un comunicato sulla salute delle api mellifere che ha chiarito le questioni chiave per la salute delle api e i principali provvedimenti che la Commissione sta assumendo per affrontarle.

Salute e benessere degli animali

Le api sono contemplate nella Strategia per la salute degli animali per l’Unione europea e nella legislazione sulla certificazione sanitaria per gli animali e le prescrizioni in materia di movimenti di api fra Stati membri (Direttiva 92/65/CEE). Tali requisiti sono intesi a prevenire e controllare la diffusione di un certo numero di parassiti e malattie delle api come ad esempio il piccolo scarabeo dell’alveare (Aethina tumida) e l'acaro Tropilaelaps, che può diffondersi tramite i movimenti delle api e il commercio di prodotti dell’apicoltura, di piante e di frutta. Vigono prescrizioni sanitarie anche per le importazioni da Paesi terzi di api vive e calabroni, per evitare l’introduzione nell’UE di malattie di api esotiche (Regolamento 206/2010).

Pesticidi

I residui di pesticidi possono essere assorbiti dalle api durante la raccolta di nettare e/o polline e acqua. Nel 2009 è stato adottato un regolamento relativo all'immissione sul mercato di prodotti fitosanitari, che sostiuiva la direttiva 91/414/CEE del Consiglio. Il nuovo regolamento 1107/2009 mantiene la disposizione secondo cui i pesticidi possono essere approvati a livello dell'UE esclusivamente se il loro uso non comporta effetti inaccettabili sulla salute delle api o comporta un’esposizione trascurabile per le api da miele. Alla base di tale regime vi è la fissazione di LMR, introdotti per proteggere i consumatori e consentire il commercio di prodotti che contengano residui. Gli LMR per i residui di pesticidi sono stabiliti nel Regolamento 396/2005.

Organismi geneticamente modificati

Prima che un OGM possa essere utilizzato o coltivato, deve essere autorizzato ai sensi della Direttiva 2001/18/CE oppure del Regolamento 1829/2003 dopo un'approfondita valutazione scientifica dell'EFSA che includa i potenziali effetti avversi sulle api.

Salute delle piante

Obiettivo del regime fitosanitario dell’UE, stabilito dalla direttiva 2000/29/CE del Consiglio, è di prevenire l'introduzione di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti di origine vegetale o la loro diffusione nell'UE. Ogni valutazione del rischio fitosanitario comprende la valutazione dei rischi ambientali.

Residui di medicinali veterinari nei prodotti alimentari di origine animale

Il regolamento 37/2010 stabilisce i limiti massimi di residui di farmaci veterinari in animali e prodotti animali, compreso il miele. La direttiva 96/23/CE del Consiglio stabilisce misure per monitorare determinate sostanze e i loro residui, principalmente farmaci veterinari, in animali vivi e prodotti di origine animale. Inoltre la decisione 97/747/EC della Commissione stabilisce i livelli e le frequenze di campionamento per determinati prodotti di origine animale.

Progetto MUST-B

All'inizio del 2015 l'EFSA ha avviato un importante progetto per sviluppare un approccio olistico alla valutazione del rischio da fattori multipli di stress per le api da miele (MUST-B).

Il progetto MUST-B si avvale delle competenze dell'EFSA in tanti settori come la salute degli animali e delle piante, la raccolta e l'analisi dei dati, la modellazione, i pesticidi e il rischio ambientale, ma coinvolgerà anche esperti e parti interessate esterni. Comprende una serie di attività connesse tra loro che vengono svolte internamente o in collaborazione con esperti esterni, ricercatori ed enti come gli Stati membri dell'UE, la Commissione europea, le agenzie consorelle dell'UE e il Laboratorio europeo di riferimento per la salute delle api.

Il progetto è supervisionato da un gruppo di lavoro composto da esperti di diversa estrazione scientifica. Nell’estate del 2021 il gruppo di lavoro consegnerà un parere scientifico su “Un approccio olistico per la valutazione dei rischi da fattori multipli di stress nelle api da miele” ove si esaminano non solo gli effetti cumulativi e sinergici dei pesticidi, ma anche questioni legate alla varietà genetica delle api; agli agenti patogeni per le api oggetto delle pratiche; di gestione delle api sino all'ambiente delle colonie. Il parere, richiesto dal comitato Ambiente del Parlamento europeo, sarà di ausilio anche per l’iniziativa di partenariato UE sulle api mettendo a disposizione linee guida per la raccolta e la condivisione di dati armonizzati.

Domande frequenti: il progetto MUST-B

1. Perché l’EFSA sta lavorando a questo progetto?

Nel 2018 la commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento europeo ha inviato all’EFSA la richiesta di elaborare un approccio integrato e olistico per la valutazione dei rischi da fattori multipli di stress nelle api mellifere di allevamento. La richiesta scaturiva da una precedente iniziativa del Parlamento europeo, che nel 2017 era sfociata nella creazione del partenariato UE sulle api, un progetto guidato dalle parti interessate e facilitato dall’EFSA che mira a istituire una piattaforma UE per la raccolta e la condivisione di dati armonizzati sulla salute delle api e sull’apicoltura in Europa. L’attuale parere scientifico rappresenta il culmine di cinque anni di lavoro sui fattori multipli di stress e sulle api condotto presso l’EFSA (il progetto MUST-B).

2. Quali sono le novità dell’approccio MUST-B?

Il progetto MUST-B è un ambizioso tentativo di raggruppare un insieme di fattori multipli di stress (di natura chimica, biologica o derivanti da fattori ambientali come i cambiamenti climatici e le pratiche agricole) in un unico quadro di valutazione del rischio. Si tratta di un quadro imperniato sui sistemi che è costituito da due componenti fondamentali, vale a dire un sistema di monitoraggio e un sistema di modellazione, e che utilizza le api mellifere per illustrare l’approccio.

3. Come funzionerebbe?

L’approccio prevede un flusso di dati interoperabili dal sistema di monitoraggio al modello di simulazione di una colonia di api mellifere. Il modello, denominato ApisRAM, è stato sviluppato appositamente per il progetto MUST-B. Nello specifico, sarà in grado di simulare l’esposizione a una varietà di sostanze chimiche e di riflettere più accuratamente l’esposizione delle api mellifere a più sostanze chimiche nel tempo, sia sul campo che all’interno dell’alveare. ApisRAM sarebbe calibrato e continuamente aggiornato con dati di monitoraggio in entrata e con i risultati delle ultime ricerche, per il momento ottenuti nell’ambito dei progetti B-GOOD e PoshBee.

4. Da dove proverrebbero i dati?

I dati verrebbero raccolti da una rete di “alveari sentinella” dotati di sensori digitali nonché da zone climatiche e paesaggi rappresentativi nell’UE, e successivamente collegati a una piattaforma per l’archiviazione e l’analisi. Il partenariato UE sulle api (cfr. la domanda 1) e lo sviluppo della ricerca a sostegno di MUST-B (B-GOOD e PoshBee) svolgono un ruolo vitale nel potenziamento di questo aspetto del progetto.

5. E per quanto riguarda le altre api?

L’approccio è stato sviluppato per le api mellifere, ma potrebbe essere applicato ai bombi, alle api solitarie e ad altri insetti impollinatori, nonché ad artropodi non bersaglio, per rafforzarne la protezione e per migliorare i servizi ecosistemici che questi insetti forniscono all’ambiente in generale.

6. Il progetto è quindi pronto per essere avviato?

No. Il presente parere scientifico illustra idee e concetti per un suo sviluppo futuro. Il parere non è prescrittivo né è associato o correlato a una normativa specifica dell’UE. La versione finale del parere presenterà un quadro operativo e la relativa motivazione, ma molti degli strumenti e dei metodi proposti dovranno essere perfezionati, il che dipenderà in parte da nuove attività di ricerca e dal progresso scientifico. Si prevede, tuttavia, che nel prossimo futuro l’approccio imperniato sui sistemi e i relativi modelli e strumenti innovativi potranno contribuire in modo significativo all’elaborazione di valutazioni del rischio ambientale di svariate sostanze chimiche e altri fattori di stress.

7. In che modo il parere relativo al progetto MUST-B differisce dal documento di orientamento sui pesticidi e le api in fase di revisione da parte dell’EFSA?

Le linee guida sulle api sono in fase di revisione conformemente alla vigente normativa in materia di approvazione dei prodotti fitosanitari; tale revisione fa parte del processo di valutazione periodico per i pesticidi. Tale processo segue il metodo di valutazione del tipo “singola coltura, singolo pesticida” e non prende in esame gli effetti combinati dell’esposizione a più sostanze chimiche e/o altri fattori di stress. Il progetto MUST-B non fa parte di alcun processo normativo e, pertanto, è idoneo a suggerire nuove prospettive per il futuro sviluppo di valutazioni del rischio ambientale. Non è escluso, tuttavia, che in futuro non possa apportare un notevole contributo alla revisione e all’aggiornamento dei documenti di orientamento normativo.