L’EFSA valuta la sicurezza degli acidi grassi omega-3 a catena lunga
Un’assunzione giornaliera supplementare di 5 g di acidi grassi omega-3 a catena lunga non desta timori sulla sicurezza per la popolazione generale, secondo le conclusioni dell’EFSA. Il gruppo di esperti scientifici sui prodotti dietetici, l’alimentazione e le allergie (NDA) ha espresso un parere scientifico dopo avere esaminato i dati relativi ai possibili effetti avversi sulla salute causati da un’assunzione eccessiva di questa categoria di acidi grassi omega-3.
Gli acidi grassi polinsaturi omega-3 a catena lunga (n-3 LCPUFA), quali l’acido eicosapentaenoico (EPA), l’acido docosaesaenoico (DHA) e l’acido docosapentaenoico (DPA), svolgono un ruolo importante nella crescita e nello sviluppo del cervello, nella regolazione della pressione sanguigna, nella funzione renale, nella coagulazione del sangue e nelle reazioni infiammatorie e immunologiche. Gli n-3 LCPUFA si trovano in alimenti come il pesce e gli oli di pesce, il latte e le alghe marine coltivate. Possono anche essere aggiunti agli alimenti o consumati sotto forma di integratori alimentari.
L’EFSA ha condotto una serie di valutazioni scientifiche delle indicazioni sulla salute in relazione ai benefici dell’assunzione di n-3 LCPUFA. Secondo le conclusioni del gruppo di esperti NDA, per ottenere gli effetti indicati di riduzione della pressione sanguigna e dei livelli dei trigliceridi[1] occorre un’assunzione di EPA e DHA compresa tra 2 e 4 g al giorno, mentre per il mantenimento di una normale funzione cardiaca è sufficiente un’assunzione di 250 mg. Inoltre, per quanto riguarda i valori dietetici di riferimento, il gruppo di esperti ha concluso che l’assunzione di 250 mg al giorno è adeguata per il mantenimento della salute cardiovascolare generale negli adulti e nei bambini sani.
A seguito dei timori espressi da diversi Stati membri in merito a possibili effetti avversi associati a un consumo eccessivo di n-3 LCPUFA, la Commissione europea ha chiesto all’EFSA di fornire una consulenza scientifica sui livelli di assunzione sicuri ed esaminare l’eventualità di fissare un livello massimo di assunzione tollerabile (UL)[2] per tali sostanze.
Il gruppo di esperti ha concluso che i dati disponibili non erano sufficienti per stabilire un UL relativo agli n-3 LCPUFA (DHA, EPA e DPA singolarmente o in combinazione) per alcun gruppo di popolazione.
Tuttavia ha rilevato che, ai livelli di assunzione derivata dagli alimenti, gli n-3 LCPUFA non sono stati associati ad effetti avversi nei bambini o negli adulti sani e ha concluso che un’assunzione supplementare di EPA e DHA in combinazione a dosi fino a 5 g non suscita timori per la sicurezza della popolazione generale.
Nello specifico, secondo gli esperti, un’assunzione supplementare di EPA e DHA fino a 5 g al giorno non aumenta il rischio di episodi emorragici. Inoltre dosi fino a 5 g al giorno consumate per un periodo massimo di 12-16 settimane non influenzano significativamente la regolazione del glucosio in soggetti sani o diabetici né la funzione immunitaria.
L’assunzione derivante dagli alimenti e dagli integratori alimentari osservata nelle popolazioni dell’UE è in generale considerevolmente inferiore a 5 g al giorno. Gli adulti consumano in media 400-500 mg di n-3 LCPUFA al giorno con l’alimentazione, mentre i bambini ne consumano circa 320 mg al giorno. Tra i consumatori di grandi quantità di pesce grasso o chi fa uso di integratori alimentari, l’assunzione può salire a 2 700 mg al giorno negli adulti e 600 mg al giorno nei bambini.
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