Metalli come contaminanti negli alimenti
I metalli come l’arsenico, il cadmio, il piombo e il mercurio sono composti chimici presenti in natura. Essi possono essere presenti a varie concentrazioni nell’ambiente, ad esempio nel terreno, nell’acqua e nell’atmosfera. Anche negli alimenti possono essere presenti come residui derivanti da attività umane agricole e industriali, da gas di scarico delle automobili , oppure da contaminazione intervenuta durante la lavorazione degli alimenti o in fase di conservazione. L’uomo può essere esposto a tali metalli dall’ambiente oppure ingerendo cibi o acqua contaminati. Il loro accumulo nell’organismo può causare, nel tempo, effetti nocivi.
Notizie recenti
L'EFSA sta effettuando una valutazione dei rischi-benefici del consumo di pesce, esaminando i benefici nutrizionali e i potenziali effetti avversi dovuti all'esposizione a diversi contaminanti, tra cui le diossine e i PCB diossinaInquinante organico persistente contenente cloro, che si forma come sottoprodotto di processi industriali. Può accumularsi nella catena alimentare e rappresentare un grave rischio per la salute pubblica e per l'ambiente-simili. Lo studio, atteso per la fine del 2027, è stato richiesto dalla Commissione europea per assistere le autorità nazionali nel formulare consigli alimentari per i cittadini.
Valutazioni in corso o già completate
Seguite il lavoro dell'EFSA
Tappe fondamentali
2026
Giugno
Gli esperti dell’EFSA esaminano il profilo tossicologicoSintesi degli effetti tossici di una particolare sostanza, compresi i livelli di esposizione ai quali si verificano tali effetti del mercurio del 2024 pubblicato dall’Agenzia statunitense per il registro delle sostanze tossiche e delle malattie. Concludono che la dose settimanale tollerabileAssunzione al massimo livello di sostanze presenti negli alimenti, tra cui contaminanti, che possono essere consumate settimanalmente per tutta la vita senza effetti avversi per la salute (DST) di 4 microgrammi per chilogrammo (μg/kg) di peso corporeo per il mercurio inorganico (espresso come mercurio), stabilita dall’EFSA nel 2012, rimane valida e che non è necessario un aggiornamento.
Per quanto riguarda il metilmercurio potrebbe essere opportuno effettuare una valutazione aggiornata; tuttavia, l’attuale DSTAbbreviazione di “dose settimanale tollerabile”, assunzione massima di sostanze eventualmente presenti negli alimenti, come i contaminanti, che possono essere consumate settimanalmente per tutta la vita senza che si producano effetti avversi per la salute dell’EFSA pari a 1,3 μg/kg di peso corporeo (espresso come mercurio) rimane valida.
Febbraio
Da un’indagine dell’EFSA emerge che il 60% dei consumatori dell’UE consuma pesce e altri prodotti ittici e che circa un terzo di essi – il 34% degli adolescenti e degli adulti e il 33% delle donne in gravidanza – ha dichiarato di consumare, tre o più volte alla settimana, specie ittiche con i livelli più elevati di contaminazione da mercurio.
La maggior parte delle autorità nazionali dell’UE raccomanda di consumare 1-2 porzioni alla settimana di pesce e frutti di mare con livelli di mercurio più elevati, oppure 3-4 porzioni di specie con livelli di mercurio più bassi, al fine di ottenere i benefici per la salute derivanti dal consumo di pesce e frutti di mare, mantenendo al contempo l’esposizione al metilmercurio la più bassa possibile.
2024
Dicembre
L’EFSA pubblica un parere scientifico sui rischi per la salute associati alle specie organoarseniche complesse presenti negli alimenti, vertente su quelle più comuni: l’arsenobetaina, gli arsenolipidi e gli arsenozuccheri. I livelli più elevati di specie organoarseniche complesse vengono rilevati in pesci, crostacei, molluschi e alghe marine.
La valutazione conclude che è improbabile che l'esposizione alimentare all'arsenobetaina e all'arsenosaccaride glicerico costituisca un rischio per la salute. Tuttavia, a causa dell’insufficienza dei dati, non è stato possibile trarre conclusioni riguardo agli altri tipi di arsenozuccheri e agli arsenolipidi.
Luglio
L'EFSA valuta i rischi per la salute derivanti dalla presenza di piccole specie organoarseniche negli alimenti, concentrandosi in particolare sui composti dell’acido monometilarsonico (MMA) e dell’acido dimetilarsinico (DMA). L'esposizione alimentare al DMA desta preoccupazioni per la salute, in particolare per le persone che consumano grandi quantità di pesce e riso. Il rischio per la salute è associato all'aumento di casi di cancro alla vescica osservato nei ratti. Al contrario l’MMA non rappresenta un rischio per la salute.
Gennaio
L'EFSA conclude che l'esposizione dei consumatori all'arsenico inorganico presente negli alimenti costituisce un rischio per la salute. I risultati confermano l'esito della precedente valutazione dell’EFSA del 2009 circa i rischi connessi alla presenza di arsenico inorganicocomposto dell’arsenico non contenente legami arsenico-carbonio che si trova naturalmente nel suolo e nelle acque sotterranee o come risultato dell’attività umana (esempi di arsenico inorganico sono ossidi, cloruri, solfuri, arseniti e arseniati) negli alimenti.
2021
Gennaio
L'EFSA pubblica un rapporto sull'esposizione alimentare cronica all'arsenico inorganico, il primo del genere dal 2014. Si basa sui dati relativi al consumo provenienti da 23 Paesi europei e da 44 indagini alimentari (su 87.945 soggetti)
2020
Ottobre
L'EFSA aggiorna il proprio parere scientificoDocumento scientifico che comprende: valutazioni del rischio su questioni scientifiche generiche; valutazioni di una domanda di autorizzazione all'immissione in commercio di un prodotto, una sostanza o un'indicazione; o l'esame di una valutazione del rischio sui rischi per la salute umana associati al nichel presente nei cibi e nell’acqua da bere. Gli esperti hanno innalzato il limite di sicurezza, noto come dose giornaliera tollerabileStima della quantità di una sostanza in alimenti o bevande, non aggiunta deliberatamente (per esempio, contaminanti), che può essere consumata nell’arco di vita senza rappresentare un rischio significativo per la salute (DGT), da 2,8 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo a 13 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo. Ciò è dovuto all'applicazione delle linee guida aggiornate sulla dose di riferimento che ha permesso di allargare la base di dati. Gli esperti dell’EFSA hanno concluso che l'attuale esposizione alimentareMisurazione finalizzata alla valutazione del rischio del quantitativo di una sostanza assunto da una persona o un animale tramite la dieta, che viene intenzionalmente aggiunta o è casualmente presente nella dieta stessa (per esempio una sostanza nutritiva, un additivo o un pesticida) cronica al nichel può essere motivo di preoccupazione per le fasce di età più giovani (neonati, bambini piccoli e bambini più grandi).
2015
Gennaio
L'EFSA pubblica una dichiarazione sui rischi e benefici del consumo dei frutti di mare, con particolare riferimento alla presenza di metilmercurio negli alimenti. Il modo più efficace per ottenere effetti benefici sulla salute dal consumo di pesce, riducendo al tempo stesso i rischi da un’eccessiva esposizioneConcentrazione o quantitativo di una particolare sostanza che viene assorbito da un individuo, una popolazione o un ecosistema con una specifica frequenza nell'arco di un determinato lasso di tempo al metilmercurio, è limitare il consumo delle specie ittiche contenenti alti tenori di metilmercurio.
2014
Marzo
L’EFSA pubblica un parere scientifico sui rischi per la salute umana da cromo negli alimenti, in particolare nelle verdure e nell’acqua da bere in bottiglia. Gli esperti dell’EFSA stabiliscono una dose giornaliera tollerabile (DGT) di 0,3 milligrammi per kg di peso corporeo al giorno per il cromo III, nutriente essenzialeQualsiasi sostanza che un essere vivente deve assumere attraverso la dieta per vivere in condizioni di buona salute, crescere e svilupparsi e principale forma di cromo naturalmente presente nei cibi. L'esposizione alimentare di soggetti di tutte le fasce d’età risulta ben al di sotto della DGT e, pertanto, non desta preoccupazioni per la salute pubblica.
Studi condotti su animali indicano che elevati livelli di cromo VI possono provocare il cancro; pertanto il gruppo non ha stabilito alcun livello di sicurezza ('DGT') per il cromo VI. Il cromo VI viene per lo più prodotto tramite processi industriali ed è a volte presente nell'acqua potabile.
Gli esperti dell'EFSA concludono che vi è motivo di preoccupazione per i neonati che assumano cromo VI tramite l’acqua potabile, ma scarsa preoccupazione per tutte le altre fasce d'età. Se si supera l’esposizione media in alcuni gruppi, in particolare neonati, bambini piccoli e altri bambini, potrebbe esservi motivo di preoccupazione, ma tali stime sono limitate dalla disponibilità di dati.
2011
Febbraio
Dopo la valutazione del cadmio eseguita dal Comitato congiunto di esperti FAO-OMS sugli additivi alimentari (JECFA), l’EFSA valuta nuovamente la DST di 2,5,µg/kg pc stabilita nel 2009 concludendo che è tuttora appropriata.
L’esposizione media corrente degli adulti al cadmio tramite la dieta si aggira intorno a tale valore, ma l’esposizione di alcuni sottogruppi come bambini, vegetariani e abitanti di zone altamente contaminate potrebbe superare la DST. Tuttavia il rischio di effetti nocivi, anche nei gruppi con livelli di esposizione superiori alla DST, è estremamente basso, poiché la DST non è basata su danni renali effettivi, ma su un indicatore precoce di cambiamenti nella funzionalità renale che suggerisce un possibile danno aiRaccomandazione nutrizionale usata quando non vi siano informazioni sufficienti per calcolare il fabbisogno medio. Un'assunzione adeguata è il livello medio di sostanze nutritive assunte quotidianamente da una popolazione sana, che si presume sia adeguato a soddisfare il fabbisogno di tale popolazione reni in futuro. Gli esperti ribadiscono le loro precedenti conclusioni secondo cui, all’esposizione alimentare corrente, sono improbabili effetti nocivi nell’uomo, ma occorre ridurre l’esposizione al cadmio a livello di popolazioneComunità di persone, animali o piante della stessa specie generale.
2010
Aprile
L’EFSA pubblica un parere scientifico sui possibili rischi per la salute umana connessi alla presenza di piombo negli alimenti. Gli esperti ritengono che per la maggior parte degli europei siano i cereali, le verdure e l'acqua del rubinetto a contribuire maggiormente all'esposizione alimentare al piombo. Il gruppo conclude che gli attuali livelli di esposizione al piombo rappresentano un rischio basso o trascurabile per la salute della maggior parte degli adulti, ma che esistono potenziali preoccupazioni in particolare per quanto riguarda gli effetti sullo sviluppo neurologicoprocesso di sviluppo del cervello e del sistema nervoso, dalle prime fasi dello sviluppo embrionale fino all’età adulta di feti, neonati e bambini.
2009
Marzo
L’EFSA esegue una valutazione del rischioCampo specialistico della scienza applicata che comporta la disamina di dati e studi scientifici per valutare i rischi associati a determinati pericoli. Si articola in quattro fasi: individuazione del pericolo, caratterizzazione del pericolo, valutazione dell'esposizione e caratterizzazione del rischio relativa all’esposizione alimentare all’uranio presente negli alimenti, in particolare nell’acqua mineraleElemento inorganico naturale (per esempio, calcio, ferro) che è un indispensabile ingrediente della dieta per mantenere il benessere e la salute, esprimendo un parere in merito alla dose giornaliera tollerabile (DGT) per l’uranio. Il parere verte sulla tossicitàPotenziale di una sostanza di causare un danno a un organismo vivente chimica dell’uranio.
L’EFSA conclude che in tutta Europa l’esposizione alimentare media all’uranio della popolazione in genere nonché quella dei forti consumatori è attualmente inferiore alla DGT. In zone particolari in cui le concentrazioni di uranio nell’acqua potabile sono elevate, le stime dell’esposizione sono vicine al limite ma comunque inferiori alla DGT. Per i neonati alimentati con latte artificiale fatto con acqua contenente uranio, l’esposizione in relazione al peso corporeo potrebbe raggiungere il triplo di quella degli adulti.
Ruolo dell'EFSA
L'EFSA ha ricevuto richieste dalla Commissione europea o dagli Stati membri di effettuare valutazioni del rischio su diversi metalli come contaminanti, tra cui arsenico, cadmio, cromo, piombo, mercurio, nichel e uranio. Tale attività viene svolta dal gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sui contaminanti nella catena alimentare (gruppo CONTAM). L'EFSA lavora anche a stretto contatto con gli Stati membri e gli altri fornitori di dati per raccogliere dati sulla presenza di metalli in alimenti e mangimi.
Quadro UE
I principi fondamentali della legislazione UE sui contaminanti negli alimenti sono contenuti nel regolamento 315/93/CEE:
- Gli alimenti che contengano una sostanza contaminanteQualsiasi sostanza presente nei prodotti alimentari che non sia stata aggiunta intenzionalmente. I contaminanti possono derivare da confezionamento, trasformazione dei prodotti alimentari e trasporto, pratiche agricole o uso di farmaci veterinari. Non è contemplata in questa definizione la contaminazione degli alimenti da parte di insetti o roditori in quantità inaccettabile dal punto di vista della salute pubblica non devono essere immessi sul mercato.
- I livelli di contaminanti devono essere mantenuti quanto più bassi si possa ragionevolmente ottenere seguendo le buone prassi manifatturiere raccomandate.
- Per alcuni contaminanti devono essere impostati livelli massimi onde tutelare la salute pubblica.
Il regolamento CE 2023/915 stabilisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari, tra cui piombo, cadmio, mercurio e stagno inorganico. Non si occupa di sostanze radioattive.
Il regolamento CE 333/2007 disciplina i metodi di campionamento e di analisi per il controllo ufficiale dei tenori massimi di questi metalli.
I controlli ufficiali relativi ai contaminanti presenti negli alimenti vengono effettuati nel quadro stabilito dal regolamento UE 2017/625 sui controlli ufficiali e delle relative misure di esecuzione, tra cui il regolamento delegato UE 2022/931 della Commissione e il regolamento di esecuzione CE 2022/932 della Commissione.
Vedi anche
Legislazione UE sui contaminanti – Commissione europea