Metalli come contaminanti negli alimenti | Autorità europea per la sicurezza alimentare Salta al contenuto principale

Metalli come contaminanti negli alimenti

I metalli come l’arsenico, il cadmio, il piombo e il mercurio sono composti chimici presenti in natura. Essi possono essere presenti a varie concentrazioni nell’ambiente, ad esempio nel terreno, nell’acqua e nell’atmosfera. Anche negli alimenti possono essere presenti come residui derivanti da attività umane agricole e industriali, da gas di scarico delle automobili oppure da contaminazione intervenuta durante la lavorazione degli alimenti o in fase di conservazione. L’uomo può essere esposto a tali metalli dall’ambiente oppure ingerendo cibi o acqua contaminati. Il loro accumulo nell’organismo può causare, nel tempo, effetti nocivi.

Notizie recenti

Nel gennaio 2021 l'EFSA ha pubblicato un rapporto sull'esposizione alimentare cronica all'arsenico inorganico, il primo dal 2014. Il rapporto si basa sui dati di consumo riferiti da 23 Paesi europei e su 44 indagini alimentari (su 87 945 soggetti).
 

Ruolo dell'EFSA

L'EFSA ha ricevuto richieste dalla Commissione europea o dagli Stati membri di effettuare valutazioni del rischio su diversi metalli come contaminanti, tra cui arsenico, cadmio, cromo, piombo, mercurio, nichel e uranio. Tale attività viene svolta dal gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sui contaminanti nella catena alimentare (gruppo CONTAM). L'EFSA lavora anche a stretto contatto con gli Stati membri e gli altri fornitori di dati per raccogliere dati sulla presenza di metalli in alimenti e mangimi.

Tappe fondamentali

Ottobre 2020 L'EFSA aggiorna il proprio parere scientifico sui rischi per la salute umana associati al nichel presente nei cibi e nell’acqua da bere. Gli esperti hanno innalzato il limite di sicurezza, noto come dose giornaliera tollerabile (DGT), da 2,8 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo a 13 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo. Ciò è dovuto all'applicazione delle linee guida aggiornate sulla dose di riferimento che ha avuto come esito la disponibilità di dati più completi. Gli esperti dell'EFSA hanno concluso che l'attuale esposizione alimentare cronica al nichel può essere motivo di preoccupazione per le fasce di età più giovane (neonati, infanti e bambini).

Gennaio 2015 L'EFSA pubblica un documento scientifico sui rischi e benefici del consumo dei frutti di mare, con particolare riferimento alla presenza di metilmercurio negli alimenti. Il modo più efficace per ottenere effetti benefici sulla salute dal consumo di pesce, riducendo al tempo stesso i rischi da un’eccessiva esposizione al metilmercurio, è limitare il consumo delle specie ittiche contenenti alti tenori di metilmercurio.

Marzo 2014 l'EFSA aggiorna la propria analisi della presenza di arsenico negli alimenti in Europa. Gli specialisti dell'Autorità che si occupano di dati affinano le proprie stime dell’esposizione alimentare a lungo termine ('cronica') all'arsenico inorganico, avendole riscontrate inferiori a quelle già riferite dall'EFSA.

Marzo 2014 Il gruppo CONTAM pubblica un parere scientifico sui rischi per la salute umana da cromo negli alimenti, in particolare nelle verdure e nell’acqua potabile imbottigliata. Gli esperti dell’EFSA stabiliscono una dose giornaliera tollerabile (DGT) di 0,3 milligrammi per kg di peso corporeo al giorno per il cromo III, che è una sostanza naturale, un nutriente essenziale e la principale forma di cromo presente nei cibi. L'esposizione alimentare di soggetti di tutte le fasce d’età è ben al di sotto della DGT e, pertanto, non desta preoccupazioni per la salute pubblica.

Studi condotti su animali indicano che elevati livelli di cromo VI possono provocare il cancro; pertanto il gruppo non ha stabilito alcun livello di sicurezza ('DGT') per il cromo VI. Il cromo VI viene per lo più prodotto tramite processi industriali ed è a volte presente nell'acqua potabile.

Gli esperti dell'EFSA concludono che vi è motivo di preoccupazione per i neonati che assumano cromo VI tramite l’acqua potabile, ma scarsa preoccupazione per tutte le altre fasce d'età. Se si supera l’esposizione media in alcuni gruppi, in particolare neonati, bambini piccoli e altri bambini, potrebbe esservi motivo di preoccupazione, ma tali stime sono limitate dalla disponibilità di dati.

2011 Dopo la valutazione del cadmio eseguita dal Comitato congiunto di esperti FAO-OMS sugli additivi alimentari (JEFCA), l’EFSA valuta nuovamente la DST di 2,5,µg/kg pc stabilita nel 2009 concludendo che è tuttora appropriata.

L’esposizione media corrente degli adulti al cadmio tramite la dieta si aggira intorno a tale valore, ma l’esposizione di alcuni sottogruppi come bambini, vegetariani e abitanti di zone altamente contaminate potrebbe superare la DST. Tuttavia il rischio di effetti nocivi, anche nei gruppi con livelli di esposizione superiori alla DST, è estremamente basso, poiché la DST non è basata su danni renali effettivi, ma su un indicatore precoce di cambiamenti nella funzionalità renale che suggerisce un possibile danno ai reni in futuro. Gli esperti ribadiscono le loro precedenti conclusioni secondo cui, all’esposizione alimentare corrente, sono improbabili effetti nocivi nell’uomo, ma occorre ridurre l’esposizione al cadmio a livello di popolazione in genere.

Aprile 2010 L'EFSA pubblica un parere scientifico sui possibili rischi per la salute umana connessi alla presenza di piombo negli alimenti. Gli esperti ritengono che per la maggior parte degli europei siano i cereali, le verdure e l'acqua del rubinetto a contribuire maggiormente all'esposizione alimentare al piombo. Il gruppo conclude che gli attuali livelli di esposizione al piombo rappresentano un rischio basso o trascurabile per la salute della maggior parte degli adulti, ma che esistono potenziali preoccupazioni in particolare per quanto riguarda gli effetti sullo sviluppo neurologico di feti, neonati e bambini.

Ottobre 2009 L’EFSA adotta un parere scientifico sulla presenza di arsenico negli alimenti, vertente per lo più sull’arsenico inorganico, forma più tossica in cui può presentarsi l'arsenico. Gli esperti raccomandano che l'esposizione all’arsenico inorganico venga ridotta.

Marzo 2009 L’EFSA esegue una valutazione del rischio relativa all’esposizione alimentare all’uranio presente negli alimenti, in particolare nell’acqua minerale, esprimendo raccomandazioni in merito alla DGT per l’uranio. Il parere verte sulla tossicità chimica dell’uranio.

L’EFSA conclude che in tutta Europa l’esposizione alimentare media all’uranio della popolazione in genere nonché quella dei forti consumatori è attualmente inferiore alla DGT. In zone particolari in cui le concentrazioni di uranio nell’acqua potabile sono elevate, le stime dell’esposizione sono vicine al limite ma comunque inferiori alla DGT. Per i neonati alimentati con latte artificiale fatto con acqua contenente uranio, l’esposizione in relazione al peso corporeo potrebbe raggiungere il triplo di quella degli adulti.

Quadro UE

I principi fondamentali della legislazione UE sui contaminanti negli alimenti sono contenuti nel regolamento 315/93/CEE:

  • Gli alimenti che contengano un contaminante in quantitativi non accettabili dal punto di vista della salute pubblica, in particolare sul piano tossicologico, non devono essere immessi sul mercato.
  • I livelli di contaminanti devono essere mantenuti quanto più bassi si possa ragionevolmente ottenere seguendo le buone prassi manifatturiere raccomandate.
  • Per alcuni contaminanti devono essere impostati livelli massimi onde tutelare la salute pubblica.

Regolamento CE 1881/2006 stabilisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari, tra cui piombo, cadmio, mercurio e stagno inorganico. Non si occupa di sostanze radioattive. Il regolamento CE 333/2007 tratta i metodi di campionamento e di analisi per il controllo ufficiale dei tenori massimi di questi metalli. La sorveglianza sui residui di elementi chimici negli alimenti di origine animale è descritta nella direttiva 96/23/CE.

Vedi anche

Legislazione UE sui contaminanti – Commissione europea

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