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L’EFSA pubblica un parere sul mais Bt11 geneticamente modificato

Il gruppo di esperti scientifici sugli organismi geneticamente modificati (gruppo GMO) dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato oggi un parere sul mais Bt11 relativo alla sua immissione in commercio a scopo di coltivazione, importazione, lavorazione ed uso analogo a quello degli altri tipi di mais. Il masi Bt11 è stato precedentemente autorizzato per utilizzo come alimenti e mangimi da precedente comitato scientifico della Commissione europea. Il gruppo GMO dell’EFSA ha concluso che l’immissione in commercio del mais Bt11, nel quadro dell’uso proposto, non provoca effetti avversi sulla salute umana, animale o sull’ambiente. Non è emersa alcuna informazione che indicante che il mais Bt11 è meno sicuro del suo omologo convenzionale. A seguito del rilascio accidentale della linea di mais Bt10 geneticamente modificato (GM) non autorizzata e della sua esportazione involontaria come Bt11 a scopo di ricerca verso la Spagna e la Francia, il gruppo GMO ha voluto che il richiedente confermasse che il mais Bt11 usato per gli studi per la valutazione del rischio Campo specialistico della scienza applicata che comporta la disamina di dati e studi scientifici per valutare i rischi associati a determinati pericoli. Si articola in quattro fasi: individuazione del pericolo, caratterizzazione del pericolo, valutazione dell'esposizione e caratterizzazione del rischio non era contaminato da Bt10. solo dopo aver ricevuto conferma dal richiedente, il gruppo scientifico dell’EFSA ha portato a termine la valutazione del rischio sul mais Bt11 e ha adottato il parere.

Il mais Bt11 è stato geneticamente modificato per fornire protezione contro determinati parassiti lepidotteri, quali la piralide del mais. Inoltre, contiene anche un gene che lo rende tollerante all’erbicida glufosinato.

Conformemente alla procedura prevista dalla normativa, la valutazione iniziale è stata svolta dalle autorità competenti di un Paese membro, in questo caso la Francia, ed è stata successivamente rivista da tutti gli altri Stati membri. Dato che diversi Stati membri hanno espresso dubbi, la Commissione europea (CE) ha incaricato l’EFSA di svolgere una valutazione internazionale e di emettere un parere al riguardo.

Il gruppo GMO ha esaminato la domanda di autorizzazione, le informazioni supplementari fornite dal richiedente, nonché le osservazioni formulate dagli Stati membri. Per la valutazione scientifica, si è inoltre studiato il materiale genetico (DNA) inserito nel mais Bt11 e le nuove proteine espresse prodotte dalla pianta GM, dal punto di vista dell’allergenicità e della sicurezza.

Per quanto riguarda l’importazione dagli Stati Uniti di mais contaminato con Bt10 della linea di mais GM Bt10 non autorizzata (cfr. decisione 2005/317/CE della Commissione europea del 18 aprile 2005 e la relativa dichiarazione dell’EFSA), l’EFSA ha chiesto ulteriori informazioni al richiedente. Il gruppo GMO voleva sapere esplicitamente se il mais Bt11 usato negli studi per la valutazione del rischio era stato contaminato da materiale proveniente da mais Bt10. Dopo che il richiedente ha confermato che il mais Bt11 utilizzato per questi studi non è stato contaminato da Bt10, il gruppo GMO ha potuto portare a termine la propria valutazione del Bt11 e adottare il parere.

Il gruppo GMO ha concluso che il mais Bt11 avrà un impatto sull’ambiente analogo a quello della linea non-GM. L’unico effetto avverso Variazione dello stato di salute, della crescita, del comportamento o dello sviluppo di un organismo, che ne compromette la sopravvivenza o la capacità di svilupparsi o sopravvivere possibile individuato dal gruppo GMO potrebbe essere una resistenza alla nuova proteina Tipo di molecola composta da catene complesse di amminoacidi (i componenti fondamentali delle proteine) introdotta, che potrebbe manifestarsi nella piralide del mais esposta al Bt11 dopo diversi anni di coltivazione. Gli esperti del gruppo GMO hanno valutato ed approvato il programma di monitoraggio fornito dal richiedente. Al fine di ridurre al minimo l’esposizione degli insetti non-bersaglio e di ritardare negli insetti bersaglio lo sviluppo della resistenza alla nuova proteina inserita, il gruppo GMO ha raccomandato che la coltivazione sia accompagnata da un’adeguata gestione del rischio Gestione dei rischi individuati tramite la valutazione del rischio. Comprende la pianificazione, l'attuazione e la valutazione di qualsiasi azione conseguentemente intrapresa per proteggere i consumatori, gli animali e l'ambiente.

Infine, il gruppo GMO ha concluso che non vi sono elementi che indichino che l’immissione in commercio del mais Bt11 e dei prodotti da esso derivati è suscettibile di provocare effetti avversi sulla salute umana ed animale o sull’ambiente, nel quadro dell’uso proposto.

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