Neonicotinoidi: l'EFSA ne valuta gli usi di emergenza

L'EFSA ha esaminato la base scientifica per le autorizzazioni di emergenza dei pesticidi neonicotinoidi che sono state concesse in sette Stati membri dell'UE nel 2017.

I rapporti dell'EFSA valutano, Paese per Paese, se altri pesticidi avrebbero potuto essere sostituiti ai prodotti neonicotinoidi e analizzano la disponibilità di prodotti alternativi non insetticidi.

Nel 2013 la Commissione europea ha imposto restrizioni sull'uso dei pesticidi contenenti le sostanze attive clothianidin, thiamethoxam e imidacloprid. Ciò ha fatto seguito a una valutazione dell'EFSA che aveva evidenziato che le sostanze ponevano rischi per la salute delle api.

I governi degli Stati membri hanno la facoltà di ignorare le restrizioni e rilasciare autorizzazioni di emergenza nei casi in cui vi siano evidenze che il rischio derivante da specifici organismi nocivi vegetali non possa essere contenuto con altri mezzi. Diversi Stati membri hanno più volte concesso tali autorizzazioni dal 2013 in poi.

Nel 2017 l'EFSA ha sviluppato una metodologia per valutare le richieste di uso di insetticidi in caso di grave pericolo per la salute delle piante. In seguito la Commissione europea ha chiesto all'EFSA di utilizzare tale metodologia per valutare gli usi in via eccezionale dei pesticidi neonicotinoidi autorizzati nel 2017 da Bulgaria, Estonia, Finlandia, Ungheria, Lettonia, Lituania e Romania.

I rapporti prendono in considerazione solo legiustificazioni per il rilascio delle autorizzazioni di emergenza. La metodologia non comprende le misure adottate dagli Stati membri per mitigare il rischio per api e ambiente da pesticidi a base di neonicotinoidi.

I rapporti, che contengono valutazioni particolareggiate delle autorizzazioni di emergenza in ciascun Paese, sono state messe a disposizione dei gestori del rischio presso la Commissione europea.

Nel maggio 2018, a seguito dell'approvazione da parte degli Stati membri, la Commissione europea ha ulteriormente limitato l'uso dei neonicotinoidi sulla base di una nuova valutazione del rischio da parte dell'EFSA.

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