Parere dell’EFSA sulla potenziale infettività da ESB di materiali specifici a rischio provenienti da bovini di differenti gruppi di età
L’EFSA ha pubblicato oggi un parere sulla potenziale infettività da ESB di materiali specifici a rischio (SRM)[1] provenienti da bovini di differenti gruppi di età. Gli SRM sono i tessuti bovini con il maggior rischio di infettività da ESB. Tali tessuti vengono rimossi in via prioritaria nell’ambito dei controlli della ESB svolti dall’UE[2]. La Commissione europea ha chiesto all’EFSA di monitorare l’applicazione di una delle sue raccomandazioni scaturite dal precedente parere (EFSA, 2005[3]) sulla rimozione degli SRM, calcolando anche la potenziale infettività degli SRM provenienti da bovini infetti da ESB. Dopo aver analizzato i nuovi dati sperimentali disponibili, il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sui pericoli biologici (BIOHAZ) ha confermato la validità del suo precedente parere del 2005, secondo cui nel sistema nervoso centrale dei bovini l’infettività è suscettibile di essere rilevata nell’animale a ¾ del tempo di incubazione, prima che la malattia si manifesti clinicamente.
I dati sperimentali hanno confermato che il “marcatore” della ESB (la proteinaTipo di molecola composta da catene complesse di amminoacidi (i componenti fondamentali delle proteine)prioneAgente infettivo costituito da proteine anomale che possono essere trasferite tra specie e che aggrediscono le proteine cellulari presenti prevalentemente a livello cerebrale associata alla malattia) nel sistema nervoso centrale dei bovini è rilevabile a ¾ del tempo di incubazione della ESB nell’animale, prima dell’esordio clinico della malattia. Applicando questo modello predittivo alla potenziale esposizioneConcentrazione o quantitativo di una particolare sostanza che viene assorbito da un individuo, una popolazione o un ecosistema con una specifica frequenza nell'arco di un determinato lasso di tempo naturale dei bovini (anziché nell’ambito di esperimenti di laboratorio artificiali), il “marcatore” della ESB non verrebbe rilevato oppure sarebbe ancora assente nella colonna vertebrale nei bovini di 33 mesi o meno di età. Tuttavia, l’interpretazione di questi dati sperimentali deve necessariamente tener conto del rilevamento eccezionale dell’infezione da ESB negli animali di età inferiore a 33 mesi nelle coorti dell’Unione europea sorte dopo il 2000, nonché del fatto che l’incapacità di rilevare il “marcatore” della ESB non è di per sé una garanzia della non infettività di un tessuto[4].
Il gruppo di esperti scientifici ha notato inoltre che l’epidemia da ESB è in fase decrescente[5] nei vari Stati membri dell’UE e che questa tendenza dovrebbe proseguire anche in futuro. Nonostante ciò il gruppo di esperti scientifici ha sottolineato che vi sono buone ragioni per considerare il livello di rischio di ciascuno Stato membro separatamente o per riunire i gruppi con caratteristiche simili, per via delle differenze tra gli Stati membri dell’UE presenti a monte delle diverse misure di controllo e degli interventi di vigilanza, nonché delle differenze relative al livello di esposizione specifico di ciascun paese.
Spetta alla Commissione europea e ai gestori del rischio negli Stati membri decidere, in base al parere espresso dall'EFSA, se eventuali modifiche da apportare ai controlli attuali siano giustificate.
[1] I materiali specifici a rischio sono tessuti di bovini, quali midollo spinale, cervello, colonna vertebrale (compresi i gangli nervosi) e tonsille, che hanno più probabilità di contenere l’agente infettivo della ESB.
[2] Nell’UE diversi materiali SRM vengono rimossi dai bovini, a qualsiasi età (per esempio, le tonsille), dopo i 12 mesi di età (per esempio, il cranio e il midollo spinale) o a 24 mesi (per esempio, la colonna vertebrale). La decisione in materia di gestione del rischio relativa ai controlli della colonna vertebrale nei bovini di 24 mesi è stata adottata dalla Commissione europea in base a un parere dell’EFSA del 2005 sugli SRM
[3] Parere del gruppo di esperti scientifici sui pericoli biologici (BIOHAZ) sulla valutazione del limite di età nei bovini per l’eliminazione di taluni materiali specifici a rischio (SRM)
[4] Durante l’aggiornamento del suo precedente parere, il gruppo BIOHAZ si è reso conto dell’impossibilità di raggiungere il consenso scientifico sull’approccio preferito per il calcolo dell’infettività della ESB raccomandato dagli esperti nel 2005. Questo approccio, che fa affidamento sui dati di vigilanza messi a disposizione dagli Stati membri, avrebbe permesso di elaborare un modello predittivo del numero di casi di ESB nelle diverse fasce di età. L’ipotesi che questo approccio non fosse fattibile era già stata ventilata nel 2005 come limite potenziale. Perciò il gruppo di esperti scientifici ha fondato il suo parere su nuovi studi sperimentali e su ulteriori dati sperimentali relativi al rilevamento della BSE nei bovini, oltre che su dati epidemiologici recenti raccolti nell’ambito delle attività di vigilanza, piuttosto che su modelli predittivi.
[5] Dall’epoca di attuazione del regolamento sulle EST nel 2001, nell’Unione europea sono stati testati oltre 50 milioni di bovini adulti e sono stati rilevati circa 7 000 casi. È stato registrato un calo costante (il 35% circa all’anno) del numero di casi: dai 2 167 del 2001 ai 520 circa nel 2005. Soltanto 22 casi hanno riguardato animali nati dopo l’introduzione del divieto assoluto concernente i mangimi.
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