L’EFSA pubblica una relazione sulla resistenza agli antimicrobici nei batteri zoonotici per gli anni 2004-2007

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato una relazione in cui si afferma che la resistenza agli antimicrobici è diffusa tra i più comuni batteri zoonotici provenienti da animali e alimenti nell’UE, quali Salmonella e Campylobacter. I batteri zoonotici resistenti agli antimicrobici costituiscono motivo di preoccupazione in quanto possono compromettere l’efficacia del trattamento di malattie negli esseri umani.

La resistenza ad antibiotici quali l’ampicillina, le sulfonamidi e la tetraciclina è stata riscontrata comunemente fra i batteri zoonotici testati. Inoltre diversi Stati membri hanno riferito una resistenza ai fluorochinoloni, ai macrolidi o alle cefalosporine di terza generazione, che sono antibiotici importanti nel trattamento delle malattie umane. In particolare si sono registrati alti livelli di resistenza al fluorochinolone nella Salmonella presente nel pollame e nel Campylobacter presente nel pollame, nei suini e nei bovini, nonché nella carne di pollo destinata al consumo.

Durante gli anni 2004-2007, 26 Stati membri hanno trasmesso i loro dati all’unità Zoonosi dell’EFSA perché confluissero nella relazione, che costituisce la terza e ultima parte della “Relazione annuale comunitaria dell’EFSA sulle tendenze e sulle fonti di zoonosi e agenti zoonotici nell’Unione europea per il 2007”. La relazione trattava anche di agenti zoonotici e focolai epidemici di origine alimentare nell’UE.

Precedenti lavori dell’EFSA sull’argomento:

 

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