L’EFSA valuta i “carichi precedenti” di navi adibite al trasporto di alimenti
I grassi e gli oli commestibili possono essere trasportati in tutto il mondo in container non riservati esclusivamente al trasporto di prodotti alimentari. Tuttavia qualsiasi sostanza trasportata in precedenza in tali container deve essere valutata per accertare che non causi eventuali problemi di sicurezza. Su richiesta della Commissione europea, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha effettuato una valutazione della sicurezza di 14 diverse sostanze e miscele che possono rappresentare il carico di container navali usati successivamente per il trasporto verso l’UE di grassi e oli commestibili.[1]
Le nove sostanze e le cinque miscele o gruppi di sostanze in questione trovano vari impieghi in ambito industriale o agricolo. Il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare (CONTAM) dell’EFSA ha valutato la loro sicurezza come carichi precedenti in base a criteri adottati dal gruppo stesso all’inizio di quest’anno.
Il gruppo di esperti ha ritenuto che sei delle sostanze esaminate (nitrato di calcio, nitrato di ammonio, perossido di idrogeno, isobutanolo, pasta di caolino e fruttosio) non destano preoccupazioni per la salute se trasportati in container che successivamente verranno usati per il trasporto via mare di grassi e oli commestibili.
Il gruppo di esperti ha tuttavia ritenuto che il cicloesanolo (spesso usato nella fabbricazione del nylon e di prodotti farmaceutici), il cicloesanone (usato, tra l’altro, nell’industria elettronica) e il 2,3-butandiolo (che può essere usato in inchiostri da stampa, profumi e plastificanti) non soddisfano i criteri di accettabilità, se trasportati come carichi precedenti, a causa di alcuni timori di natura tossicologica e/o a causa della mancanza di dati che confermino la loro sicurezza.
Il gruppo di esperti ha ritenuto che le miscele di acidi grassi e le miscele di alcoli grassi non destano alcuna preoccupazione per la salute, se trasportati come carichi precedenti, nella misura in cui siano derivati da tipi commestibili di oli e grassi. La stessa conclusione è stata raggiunta per le miscele di esteri grassi prodotti da acidi grassi e alcoli grassi o da acidi grassi e metanolo o etanolo, purché le miscele di esteri grassi derivino da fonti non contaminate (e non contengano oli provenienti, ad esempio, da centri di raccolta di rifiuti).
Riguardo agli “oli vegetali epossidati”, infine, il gruppo di esperti scientifici non disponeva di informazioni sufficienti per poterne dare una valutazione se trasportati come carichi precedenti (tranne per l’olio di soia epossidato, la cui accettabilità come carico precedente è già stata confermata).
La Commissione europea ha chiesto all’EFSA di valutare queste particolari sostanze in quanto ne è stata proposta l’inclusione in un elenco internazionale di sostanze accettabili oggetto di carico precedente, di cui si dovrà discutere a breve nell’ambito del Codex Alimentarius.
[1] D’ora innanzi denominati “carichi precedenti”.
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