L’EFSA valuta l’impatto sulla salute causato dagli alcaloidi pirrolizidinici negli alimenti e nei mangimi

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato un parere scientifico sulla presenza, negli alimenti e nei mangimi, degli alcaloidi pirrolizidinici (PA), tossine che diverse specie di piante*, per la maggior parte malerbe, producono in natura. Gli esperti scientifici del gruppo sui contaminanti nella catena alimentare (CONTAM) dell’EFSA hanno individuato la presenza negli alimenti e nei mangimi di un certo numero di PA importanti in quanto potenziali contaminanti e hanno concluso che esiste una possibile preoccupazione sanitaria per alcuni forti consumatori di miele, il solo alimento per il quale fossero disponibili dati sui livelli di PA. Il parere degli esperti conferma inoltre le conclusioni del precedente lavoro svolto dall’EFSA sui PA nei mangimi, dal quale è risultata una bassa probabilità di rischio per gli animali da tali tossine.

Il gruppo CONTAM ha affermato che i PA di una certa classe, noti come PA 1,2-insaturi, possono agire sull’uomo da cancerogeni genotossici (cioè possono provocare il cancro e causare danni al DNA, il materiale genetico cellulare). Il gruppo di esperti scientifici ha concluso pertanto che non è opportuno stabilire una dose giornaliera tollerabile (TDI) e, per stimare il rischio potenziale da esposizione** a questa classe di PA negli alimenti, ha quindi deciso di utilizzare piuttosto il margine di esposizione (MOE)†.

Sebbene possano esistere altre fonti di esposizione ai PA, a causa della carenza di dati in merito il gruppo CONTAM non è stato in grado di quantificare l’esposizione da alimenti diversi dal miele (dove la presenza dei PA è imputabile all’attività di bottinatura delle api). Gli esperti scientifici dell’EFSA hanno utilizzato i dati sul consumo di miele in Europa per calcolare il MOE per le diverse tipologie di consumatori. In precedenza il comitato scientifico dell’EFSA, sulla base di studi condotti su animali,era giunto alla conclusione che, per i cancerogeni genotossici, un MOE pari o superiore a 10 000 rappresenta un basso livello di preoccupazione per la salute pubblica. Nel caso della popolazione adulta, il MOE per il consumo di miele contaminato da PA 1,2-insaturi è generalmente superiore a 10 000; tuttavia, per i bambini molto piccoli e per altri bambini che siano forti consumatori di miele, il MOE è in genere ridotto, rispettivamente, a 3 900 e 1 200, indicando perciò una possibile preoccupazione di ordine sanitario. Inoltre, per i soggetti che assumono regolarmente miele grezzo acquistato presso taluni piccoli produttori, l’esposizione ai PA potrebbe essere doppia rispetto a quella dei soggetti che consumano miele industriale prodotto per la vendita al dettaglio.

Nelle sue conclusioni, il gruppo scientifico CONTAM auspica la prosecuzione degli sforzi già avviati per l’acquisizione di un maggior numero di dati sui PA individuati nel parere espresso dai suoi esperti e potenzialmente presenti nei mangimi e negli alimenti di origine animale, compresi latte, uova e carne, come pure negli integratori alimentari di origine vegetale derivati da piante contenenti PA. Poiché gli attuali metodi di rilevamento dei PA sono limitati, il gruppo di esperti scientifici raccomanda l’adozione di una serie più ampia e diversificata di standard di riferimento certificati per i PA. Sono inoltre necessari ulteriori dati sull’origine geografica e botanica dei PA, al fine di comprendere quali siano i prodotti con le maggiori concentrazioni di PA. Infine occorrono dati tossicologici relativi ai PA più comunemente presenti nel miele al fine di comprendere meglio i potenziali rischi per la salute dei consumatori.

Notes to editors

* Si stima che 6 000 specie di piante nel mondo possano contenere alcaloidi pirrolizidinici (PA). I PA si trovano principalmente in alcune famiglie di angiosperme lontanamente imparentate: Boraginaceae (“non ti scordar di me”), Asteraceae (tribù Senecioneae ed Eupatorieae della famiglia delle margherite) e Fabaceae (il genere Crotalaria noto con il nome comune di nacchera). Il contenuto di PA negli alimenti e nei mangimi dipende da numerosi fattori, compresi specie e organo della pianta produttrice di PA, raccolta, conservazione e procedure di estrazione.

† Il margine di esposizione (MOE) è uno strumento utilizzato nella valutazione del rischio per caratterizzare il rischio derivante dall’esposizione alle sostanze cancerogene e/o genotossiche presenti negli alimenti o nei mangimi. Il MOE è un rapporto tra due fattori che, per una data popolazione, valuta la dose alla quale si manifesta per la prima volta un effetto avverso limitato ma misurabile e il livello di esposizione alla sostanza considerata. Quanto più elevato è il MOE, tanto più ridotto è il rischio potenziale per la salute dei consumatori.

** Data l’assenza di dati tossicologici per la maggior parte dei PA 1,2-insaturi, per la stima del MOE sono stati utilizzati i dati disponibili su un tipo di carcinoma epatico causato dalla lasiocarpina, riferita come uno dei più tossici PA 1,2-insaturi. Il gruppo CONTAM ha ritenuto di adottare un tale approccio prudenziale in quanto con ciò si potrebbe probabilmente spiegare l’esposizione ad altri PA eventualmente presenti nel miele.

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