5ªConferenza europea su Xylella fastidiosa: la scienza guida il progresso verso una gestione sostenibile
Si è conclusa oggi a Mola di Bari (Italia) la 5ªconferenza europea su Xylella fastidiosa confermando la crescente maturità della ricerca su uno dei patogeni vegetali più dannosi al mondo. Emergono infatti risultati sempre più concreti su resistenza dell’olivo, controllo biologico, gestione dei vettori e sistemi di sorveglianza, con un impatto diretto sulle politiche e sulle pratiche di gestione sul campo.
L’evento, della durata di tre giorni, ha riunito circa 400 tra ricercatori, decisori politici e portatori di interesse provenienti da tutta Europa e oltre. La conferenza è stata organizzato dall’EFSA in collaborazione con il progetto BeXyl di “Horizon Europe”, la rete di ricerca EUPHRESCO III, l’Istituto agronomico mediterraneo di Bari (CIHEAM Bari), il Consiglio nazionale delle ricerche – Istituto per la protezione sostenibile delle piante (CNR IPSP), e il Servizio fitosanitario regionale della Puglia.
Basandosi su oltre un decennio di ricerca, a oltre dieci anni dalla prima individuazione di Xylella fastidiosa subsp. pauca come agente della sindrome del disseccamento rapido dell’olivo — che ha devastato gli storici oliveti pugliesi — la conferenza ha fatto il punto sui progressi scientifici e ha delineato le prospettive future.
Gli interventi hanno trattato la resistenza dell’olivo come ospite del patogenoOrganismo (per esempio, batterio, virus e parassita) che può causare una malattia, i progressi nella lotta biologica e integrata, la biologia e il controllo dei vettori, la modellizzazione epidemiologica, la sorveglianza, la malattia di Pierce della vite e le dimensioni sociali ed economiche dell’epidemia. Particolare attenzione è stata dedicata anche alle testimonianze dirette di agricoltori e comunità colpite.
La prima sessione, dedicata alla resistenza dell’olivo a Xylella fastidiosa, ha rappresentato uno dei momenti chiave di questa edizione, rispecchiando la crescente mole di risultati ottenuti grazie agli sforzi congiunti della ricerca finanziata da Horizon Europe, dall’EFSA e dagli Stati membri per far progredire la comprensione scientifica e sviluppare soluzioni concrete.
Gli studi presentati hanno approfondito le basi genomiche e molecolari della resistenza nelle diverse cultivar di olivo presentando studi di lungo termine sul campo circa le risposte delle cultivar e approcci innovativi come l’editing genomico e l’analisi del microbioma. Queste sviluppi aprono nuove prospettive verso strumenti che potrebbero sostenere la rigenerazione dell’olivicoltura nelle aree colpite.
Ha dichiarato Giuseppe Stancanelli, a capo dell’equipe EFSA per la valutazione dei rischi per la salute delle piante: «Questa conferenza ha dimostrato ancora una volta la forza e l’ampiezza della comunità scientifica impegnata su Xylella fastidiosa. Combinando eccellenza scientifica e soluzioni pratiche stiamo rafforzando la nostra capacità di prevenire, individuare e gestire i focolai di Xylella fastidiosa, sostenendo al contempo un’agricoltura più sostenibile».
Sulla stessa linea Blanca Landa, dell’Istituto spagnolo di agricoltura sostenibile (IAS CSIC), copresidente scientifica della conferenza:«La qualità e diversità delle ricerche presentate dimostrano i notevoli progressi compiuti dalla comunità scientifica nella comprensione di Xylella fastidiosa. La continua collaborazione internazionale e interdisciplinare rimane essenziale per trasformare le conoscenze scientifiched in efficaci strategie di gestione».
A latere della conferenza principale una tavola rotonda, che ha riunito i servizi per la protezione delle piante di Italia, Spagna, Francia e Portogallo, ha esaminato oltre un decennio di applicazione delle politiche UE nel contesto del quadro normativo su Xylella. Le visite sul campo nelle zone pugliesi colpite dall’epidemia hanno permesso ai partecipanti di osservare da vicino le iniziative in corso per l’eradicazione, il contenimento e la rigenerazione del comparto olivicolo.
Prossimi passi
Nelle prossime settimane l’EFSA avvierà una consultazione pubblica sulla latenza e sul periodo di incubazione di Xylella fastidiosa comprendente una richiesta di dati sulla presenza del patogeno, a supporto di valutazioni di idoneità del clima. La comunità scientifica e le parti interessate e saranno invitate a contribuire.
Entro la fine del 2026 l’EFSA pubblicherà una valutazione aggiornata del rischio fitosanitario da Xylella fastidiosa nell’UE, basata sul parere scientificoDocumento scientifico che comprende: valutazioni del rischio su questioni scientifiche generiche; valutazioni di una domanda di autorizzazione all'immissione in commercio di un prodotto, una sostanza o un'indicazione; o l'esame di una valutazione del rischio del 2019 integrata con i dati recenti raccolti negli ultimi anni.
Cos’è Xylella fastidiosa
Xylella fastidiosa è un batterio fitopatogeno trasmesso da insetti che si nutrono della linfa delle piante, in grado di infettare centinaia di specie vegetali. In Europa la sottospecie “pauca” ha causato perdite devastanti alla produzione olivicola in Puglia, nel sud Italia, mentre altre sottospecie minacciano vite, mandorlo, piante ornamentali e specie forestali. Ai sensi della normativa fitosanitaria dell’UE Xylella è classificata come organismo nocivoOrganismo vivente (per esempio un insetto, un roditore, un'erba infestante, un fungo o un virus) che è dannoso alle piante e/o i loro prodotti (per esempio semi, frutti) prioritario da quarantena.