Valori di riferimento per la dieta: l'EFSA pubblica parere sulla vitamina K

L’EFSA ha stabilito i valori di vitamina K di riferimento per la dieta, nel contesto di un sistematico riesame dei precedenti pareri scientifici sull’assunzione di nutrienti.

Il gruppo di esperti scientifici sui prodotti dietetici, la nutrizione e le allergie (NDA) ha deciso di mantenere i valori di riferimento per la dieta stabiliti dal Comitato scientifico per l'alimentazione umana nel 1993. Di conseguenza il gruppo di esperti scientifici NDA ha stabilito i seguenti quantitativi giornalieri di assunzione adeguata (AI in breve) di vitamina K:

  • 10 µg per lattanti di età compresa tra 7 e 11 mesi;
  • 12 µg per bambini di età compresa tra 1 e 3 anni;
  • 20 µg per bambini di età compresa tra 4 e 6 anni;
  • 30 µg per bambini di età compresa tra 7 e 10 anni;
  • 45 µg per i bambini di età compresa tra 11 e 14 anni;
  • 65 µg per adolescenti di età compresa tra 15 e 17 anni e
  • 70 µg per gli adulti, comprese donne in gravidanza e donne in allattamento.

La vitamina K è una vitamina liposolubile che gioca un ruolo importante nella coagulazione del sangue e nella mineralizzazione delle ossa. E’ naturalmente presente in alcuni alimenti sotto forma di fillochinone (vitamina K1) e menachinoni (vitamina K2). Una scarsa assunzione di vitamina K è associata alla tendenza al sanguinamento a causa della bassa attività dei fattori di coagulazione del sangue. Tra le fonti alimentari di vitamina K si annoverano le verdure a foglia verde scuro come spinaci, lattuga, cavolo riccio e cavolini di Bruxelles.

L'EFSA ha ricevuto osservazioni e contributi sul parere scientifico in bozza durante una consultazione pubblica di sei settimane tenutasi all’inizio del 2017.

Correction: this story originally indicated the unit of measurement as “mg” while EFSA’s opinion states “µg”. The unit of measurement has been corrected accordingly.

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