Glifosato: l'EFSA ne aggiorna il profilo tossicologico

L'EFSA e gli Stati membri dell’UE hanno portato a termine la nuova valutazione del glifosato, una sostanza chimica ampiamente utilizzata nei pesticidi. Il rapporto conclude che è improbabile che il glifosato costituisca un pericolo di cancerogenicità per l'uomo e propone nuovi livelli di sicurezza che renderanno più severo il controllo dei residui di glifosato negli alimenti. Tale conclusione sarà utilizzata dalla Commissione europea per decidere se mantenere o meno il glifosato nell’elenco UE delle sostanze attive approvate, e dagli Stati membri dell'UE per valutare ex novo la sicurezza dei prodotti fitosanitari contenenti glifosato che vengono impiegati sui loro territori.

Un gruppo di esperti incaricato della revisione paritetica, formato da scienziati EFSA e rappresentanti di organismi di valutazione del rischio degli Stati membri dell'UE, ha stabilito una dose acuta di riferimento (DAR) per il glifosato pari a 0,5 mg per kg di peso corporeo. Si tratta della prima volta che viene applicata alla sostanza una tale soglia di esposizione.

Jose Tarazona, responsabile dell’unità Pesticidi dell’EFSA, ha così commentato: “E’ stato un processo esaustivo, una valutazione completa che ha preso in considerazione una gran mole di dati e studi nuovi. Con l'introduzione di una dose acuta di riferimento renderemo più severe in futuro le procedure di valutazione dei potenziali rischi da glifosato. Riguardo la cancerogenicità, è improbabile che questa sostanza sia cancerogena".

Improbabile che sia cancerogeno

Il gruppo incaricato della revisione paritetica ha concluso che è improbabile che il glifosato sia genotossico (cioè che danneggi il DNA) o che rappresenti una minaccia di cancro per l'uomo. Non si propone di classificare il glifosato come cancerogeno in base al regolamento UE in materia di classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze chimiche. Nello specifico tutti gli esperti degli Stati membri - tranne uno - hanno convenuto che né i dati epidemiologici (cioè sull'uomo) né le risultanze da studi su animali abbiano dimostrato nessi causali tra esposizione al glifosato e insorgenza di cancro nell’uomo.

L’EFSA ha anche tenuto conto, su espressa richiesta della Commissione europea, del rapporto pubblicato dal Centro internazionale di ricerca sul cancro (IARC) che classificava il glifosato come probabilmente cancerogeno per l’uomo.

La valutazione ha esaminato una corposa massa di evidenze scientifiche, compresi alcuni studi di cui il Centro internazionale di ricerca sul cancro (IARC) non ha tenuto conto, ed è questo uno dei motivi per cui i due enti giungono a conclusioni diverse.

Oltre a introdurre questa DAR, la disamina ha proposto ulteriori soglie di sicurezza tossicologica come guida per i valutatori del rischio: il livello ammissibile di esposizione dell'operatore (LAEO) è stato fissato a 0,1 mg/kg di peso corporeo al giorno e la dose quotidiana ammissibile (DGA) per i consumatori è stata fissata a 0,5 mg/kg di peso corporeo, in linea con la dose acuta di riferimento.

Il dr. Tarazona ha aggiunto che l'EFSA utilizzerà questi nuovi valori tossicologici per la revisione dei livelli massimi di residui di pesticidi relativi al glifosato negli alimenti, che verrà effettuata nel 2016 in collaborazione con gli Stati membri.

Tappe successive

Le conclusioni dell’EFSA saranno utilizzate dalla Commissione europea per decidere se mantenere o meno la sostanza nell’elenco UE delle sostanze attive ammesse. È questa la condizione per consentire agli Stati membri di continuare ad autorizzarne l’uso nei pesticidi nell'UE.

Per una spiegazione dei principali esiti delle Conclusioni sul glifosato dell’EFSA, si prega di consultare la nostra speciale sintesi per i non addetti ai lavori. L'EFSA ha prodotto anche uno speciale documento supplementare che illustra esaurientemente alcune delle questioni scientifiche emerse nel corso della revisione paritetica.

Contesto

Il glifosato è un principio chimico attivo utilizzato in vari prodotti fitosanitari, e il suo uso in Europa è disciplinato da una severa regolamentazione. La valutazione paritetica dell’EFSA è stata eseguita nell’ambito della procedura di legge richiesta per rinnovare l’autorizzazione all’uso del glifosato in Europa.

Come prescritto dalla procedura per tali rinnovi, i richiedenti hanno presentato un fascicolo con le informazioni scientifiche richieste a uno Stato membro – noto come Stato membro relatore (RMS) – perché eseguisse una valutazione iniziale. Il fascicolo è stato esaminato dall’RMS - nella fattispecie la Germania - e trasmesso poi all’EFSA per la valutazione finale delle evidenze scientifiche e delle conclusioni in esso contenute. Questa procedura viene eseguita da un gruppo incaricato della revisione paritetica, formato da scienziati dell'EFSA e rappresentanti di organismi di valutazione del rischio di tutti gli Stati membri dell'UE.

Cosa sono i livelli massimi di residui?

Il livello massimo di residuo (LMR) è la più alta percentuale di una sostanza attiva ammessa per legge negli alimenti o nei mangimi, quando i pesticidi vengano correttamente applicati. L'EFSA ha il compito di proporre gli LMR nell'UE, valutandone la sicurezza per i consumatori sulla base della tossicità del pesticida, del contenuto prevedibilmente riscontrabile negli alimenti e delle diverse abitudini di consumo alimentare degli Europei. La valutazione della sicurezza viene effettuata ricorrendo a valori tossicologici di riferimento come la dose acuta di riferimento (DAR).

Che cos’è la dose acuta di riferimento (DAR)?

Una DAR è il quantitativo stimato di una sostanza chimica in un alimento, espressa in rapporto al peso corporeo, che può essere ingerito nell’arco di un breve lasso di tempo, di solito un pasto o un giorno, senza comportare rischi per la salute.

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