Xylella fastidiosa

Xylella fastidiosa è un patogeno batterico delle piante trasmesso da insetti vettori e associato a malattie gravi che interessano un’estesa varietà di piante. Nella vite provoca la malattia di Pierce, che rappresenta un grave problema per i viticoltori di Stati Uniti e America del Sud. X. fastidiosa venne scoperta su olivi pugliesi, nell’Italia meridionale, a ottobre del 2013, prima segnalazione del batterio nell'Unione europea. Da allora la sua presenza è stata segnalata anche in Francia, Spagna e Germania. Sono in essere controlli per evitare che il batterio si diffonda ulteriormente.

Numerose specie di insetti succhiatori di linfa xilematica sono noti come vettori del batterio. X. fastidiosa ha poi un’ampia gamma di piante ospiti, tra cui molte piante comuni sia coltivate sia selvatiche.

Nel marzo del 2017 l'EFSA pubblica una dichiarazione scientifica vertente sulla suscettibilità delle diverse varietà di olivi al ceppo pugliese di Xylella fastidiosa. Una ricerca sistematica condotta nella letteratura scientifica ha individuato 21 riferimenti che offrono le risultanze di studi di ricerca primaria sulla suscettibilità degli olivi a X. fastidiosa (subsp. pauca ceppo ST53, detto anche CoDiRO).

L'EFSA ha da poco affrontato una serie di altre questioni circa il ruolo svolto dal batterio X. fastidiosa nell’epidemia che sta interessando gli olivi in Puglia (Italia meridionale) e che ne causa il deperimento. Ad agosto del 2016 gli esperti dell’EFSA concludono che allo stato attuale non vi sono evidenze scientifiche che indichino la presenza di più tipi di X. fastidiosa in Puglia. Esaminano poi nuove evidenze sulla classificazione di Vitis (vite), Citrus (agrumi), Quercus ilex (leccio) e Phoenix roebelenii (palma nana ornamentale) come piante ospiti di X. fastidiosa.

All’inizio del 2016 l'EFSA ha pubblicato un rapporto del Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano sulla gamma di piante ospiti di X. fastidiosa CoDiRO, nel quale si conferma che è il ceppo CoDiRO che provoca il deperimento dell’olivo.

2016

A febbraio la banca dati EFSA delle piante ospiti viene aggiornata in modo da includere 44 nuove specie. La maggior parte delle specie nuove (il 70%) è stata individuata nel sud Italia (Puglia), in Corsica e nella Francia del Sud (regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra).

Il mese successivo l'EFSA pubblica un rapporto del Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano sulla gamma di ospiti di X. fastidiosa CoDiRO, che conferma che CoDiRO provoca il deperimento dell’olivo.

Ad aprile l’EFSA conclude che la ricerca effettuata in Puglia ha dimostrato che alcuni trattamenti riducono i sintomi della malattia causata da X. fastidiosa ma non eliminano l'agente patogeno dalle piante infette.

Ad agosto gli esperti dell'EFSA concludono che al momento non vi è alcuna prova scientifica che indichi la presenza di molteplici tipi di X. fastidiosa in Puglia. Esaminano poi nuove evidenze sulla classificazione di Vitis (vite), Citrus, Quercus ilex (leccio) e Phoenix roebelenii (palma nana ornamentale) come piante ospiti di X. fastidiosa.

2015

A gennaio 2015 l’EFSA pubblica una valutazione completa del rischio fitosanitario e una valutazione delle opzioni di riduzione del rischio per X. fastidiosa nell’UE. Nel relativo parere scientifico si acclude un elenco di piante ospiti e di vettori europei del batterio. A marzo 2015 l'EFSA pubblica un rapporto in cui classifica le piante destinate alla messa dimora, a esclusione delle sementi, in base al rischio di introduzione di X. fastidiosa.

Ad aprile l'EFSA risponde a un’organizzazione non governativa italiana la quale sostiene che una serie di funghi - e non X. fastidiosa - siano i principali agenti causali del deperimento degli olivi in Puglia. L'EFSA conclude che non vi è alcuna prova scientifica che i funghi tracheomicotici siano la causa primaria del disseccamento degli olivi in Puglia.

A settembre un parere scientifico pubblicato dall'EFSA conclude che il trattamento con acqua calda - in base al quale si immergono piante in fase di quiescenza o loro parti per 45 minuti in acqua scaldata a 50° C - è efficace anche contro X. fastidiosa presente sulle viti.

A novembre 2015 oltre 100 scienziati provenienti da tutto il mondo partecipano a un seminario organizzato dall'EFSA per individuare le principali lacune nelle conoscenze e per discutere delle priorità di ricerca in tema di X. fastidiosa. Nello stesso mese l'EFSA valuta i risultati di studi in corso e di sperimentazioni effettuate in Puglia, concludendo che non si può escludere che la vite sia una potenziale piante ospite di X. fastidiosa.

2014

Dopo la pubblicazione del parere dell'EFSA, nel febbraio 2014 la Commissione europea dispone misure di emergenza per combattere la diffusione e l'ulteriore introduzione dell'organismo nell'UE. Tali misure vengono inasprite a maggio e poi a ottobre del 2015.

2013

A ottobre 2013 Xylella fastidiosa viene rilevata in alcuni olivi in provincia di Lecce, in Puglia. Si tratta del primo focolaio di X. fastidiosa in condizioni di campo a essere segnalato nell'Unione europea. Nel novembre dello stesso anno l'EFSA fornisce alla Commissione europea un parere scientifico urgente e assistenza tecnica su X. fastidiosa.

1. Cos’è la Xylella fastidiosa?

Xylella fastidiosa è un patogeno batterico delle piante trasmesso da insetti che si nutrono di linfa xylematica. È connesso a gravi malattie che colpiscono un’estesa varietà di piante in tutto il mondo. Causa ad esempio la malattia di Pierce nella vite, la clorosi variegata sugli agrumi, la pesca fasulla sul pesco, la brusca fogliare sulla pianta del caffè, la sindrome del disseccamento rapido dell'olivo e altre malattie che colpiscono alberi comuni come il prugno, il mandorlo, la quercia e l’oleandro.

2. Dove si trova X. fastidiosa?

Le malattie causate da X. fastidiosa si verificano in aree tropicali, subtropicali e temperate. Il batterio è diffuso in molte aree del Nord, del Centro e dell’America meridionale, e negli ultimi anni ha raggiunto l'Europa. Indagini ufficiali effettuate dagli Stati membri dell'UE confermano per ora che la sua presenza è limitata a Italia (Puglia meridionale), Francia (Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Corsica), Spagna (Isole Baleari) e a un caso isolato riscontrato in una serra in Germania (Sassonia).

3. Come vengono infettate le piante?

X. fastidiosa colonizza la rete xylematica all'interno delle piante. La principale funzione dei vasi xylematici è quella di trasportare l'acqua dalle radici alle foglie per cui, quando i batteri colonizzano la pianta, i vasi xylematici si intasano e la pianta pian piano muore. Per raggiungere una nuova pianta ospite, X. fastidiosa deve essere trasportata e trasmessa da un vettore. Fino a prova contraria tutti gli insetti che si nutrono di linfa ascendente (xylema) sono vettori potenziali ma nel mondo i vettori più comuni sono le cicaline, insetti appartenenti alle famiglie delle Cicadellinae; le sputacchine (Aphrophoridae) e le sputacchine (Cercopidae). La sputacchina (Philaenus spumarius) è attualmente l'unica specie confermata come vettore del batterio in Puglia.

4. Quali sono i sintomi?

I sintomi variano dall’imbrunimento delle foglie alla morte della pianta. I sintomi, la sequenza e il ritmo specifici delle infezioni variano in base all'estesa gamma di potenziali piante ospiti, alla diversità del patogeno e al livello di infezione, nonché a seconda delle diverse condizioni climatiche delle aree in cui è presente il batterio. Molte piante ospiti infettate da X. fastidiosa possono anche non esprimere alcun sintomo; altre piante possono invece mostrare grave bruciatura e disseccamento fogliare fino al disseccamento totale.

5. Quali piante sono vulnerabili all'attacco del batterio?

L’EFSA cura una banca dati di ospiti noti costituita attualmente da 359 specie vegetali (ospiti sia per via naturale sia per inoculo sperimentale), appartenenti a 204 generi e 75 famiglie botaniche. Tuttavia non tutte le piante in elenco sono suscettibili a tutti i "tipi" (sottospecie o ceppi) di X. fastidiosa e, anche se colpite, non necessariamente le piante diventano sintomatiche. Inoltre anche le piante appartenenti alla stessa specie possono esprimere livelli diversi di suscettibilità a seconda della varietà e delle condizioni di crescita. Individuare le specie ospitanti asintomatiche è fondamentale, in quanto esse possono fungere da vettori asintomatici del batterio verso nuove zone e colture più sensibili.

6. Quindi esiste più di un 'tipo' di Xylella fastidiosa?

Sì, ci sono attualmente cinque sottospecie riconosciute di X. fastidiosa: fastidiosa, morus, multiplex, pauca e sandyi, che hanno a loro volta le proprie varianti.

In Europe, the subspecies fastidiosa, associated with Pierce’s disease of grapevine and almond leaf scorch in the Americas, has been detected in the Balearic Islands in Spain, in isolated plants in a greenhouse in Germany (Saxony), and has been intercepted on some consignments of imported coffee plants. The subspecies multiplex has been reported in France (Corsica and Provence-Alpes-Côte d'Azur) and the Balearic Islands. The subspecies pauca, very common in South America, has been detected in Italy (Apulia), in the Balearic Islands, and in one isolated outbreak in France (Menton, Provence-Alpes-Côte d'Azur).

Inoltre un'altra specie di Xylella, la Xylella taiwanensis, è presente a Taiwan, dove provoca la brusca fogliare nel pero. La sottospecie fastidiosa è presente anche a Taiwan.

7. Cosa si sta facendo per impedire la diffusione di X. fastidiosa in Europa?

In base alle disposizioni legislative dell'UE Xylella fastidiosa è classificata come organismo da quarantena e la sua introduzione e movimentazione all'interno del territorio dell'Unione è vietata. Inoltre, a partire dal febbraio 2014 sono state adottate misure di emergenza per impedirne l'introduzione e ulteriore diffusione nell'UE. Norme più severe sono state introdotte nel maggio 2015 sulla base di una completa valutazione EFSA del rischio fitosanitario e vengono aggiornate periodicamente non appena nuove informazioni scientifiche e tecniche si rendono disponibili.

8. Qual è il ruolo dell’EFSA?

L'EFSA ha pubblicato numerosi rapporti e pareri scientifici su X. fastidiosa sin dall'inizio dell’epidemia, scoppiata nell'Italia del Sud nel 2013. Nel gennaio 2015 l'EFSA ha pubblicato un’esaustiva valutazione del rischio fitosanitario e una disamina delle opzioni di riduzione del rischio da X. fastidiosa nell’UE. Al relativo parere scientifico era allegato un elenco di piante ospiti e di vettori europei del batterio. Un'altra importante risultanza è stata la pubblicazione nel marzo 2016 di un rapporto del Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano sulla gamma degli ospiti di X. fastidiosa CoDiRO. Tale rapporto è stato l’atto finale di un progetto pilota finanziato dall'EFSA e finalizzato alla valutazione della gamma degli ospiti del ceppo pugliese di X. fastidiosa. La scoperta più importante è stata la conferma che X. fastidiosa subsp. pauca (ceppo CoDiRO[1]) è l'agente causale del disseccamento dell’olivo osservato in Puglia. Per informazioni dettagliate sulle attività dell’EFSA in questo settore, consultare la sezione "Lavori completati" su questa pagina web.

[1] Complesso del disseccamento rapido dell'olivo, o sindrome del declino rapido dell’olivo.

9. Di quali altre attività si è occupata l'EFSA per ampliare le conoscenze su X. fastidiosa?

Attualmente l'EFSA sta finanziando ricerche sul ruolo dei vettori nella diffusione del batterio in Puglia (Italia). Questo progetto biennale include studi condotti su campo in merito all'ecologia e al comportamento dei vettori, e la pubblicazione dei risultati è prevista per l'inizio del 2018. L'EFSA ha in progetto di finanziare un maggior numero di attività di ricerca nel prossimo futuro. L'EFSA organizza periodicamente eventi scientifici per individuare le lacune più urgenti nelle conoscenze, per contribuire a coordinare la comunità scientifica e per informare e coinvolgere le parti interessate nella ricerca che si fa in Europa.

Un’importante conferenza scientifica sulle ultime risultanze in tema di X. fastidiosa si terrà a Maiorca nel novembre 2017. L'evento di quest'anno fa seguito al seminario "Xylella fastidiosa: lacune nelle conoscenze e priorità di ricerca per l'UE" organizzato nel 2015 dall'EFSA e dalle Direzioni generali della Commissione europea per la ricerca e l'innovazione, l'agricoltura e lo sviluppo rurale e la salute e la sicurezza alimentare.