Materiali a contatto con gli alimenti diversi dalla plastica

Sono “materiali a contatto con i prodotti alimentari” tutti i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti, ad esempio confezioni e recipienti, utensili da cucina, posate e stoviglie. Esistono molti tipi di materiali non plastici che entrano in contatto con gli alimenti, ad esempio gli strati di rivestimento, la carta e il cartone, gli adesivi, gli inchiostri da stampa e la gomma.

Il motivo per cui la sicurezza dei materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti deve essere sottoposto a valutazione è che le sostanze chimiche possono migrare dai materiali ai cibi. I materiali devono essere fabbricati secondo i dettami dei regolamenti dell’Unione europea, che impongono buone pratiche di fabbricazione affinché qualsiasi potenziale trasferimento agli alimenti non implichi un pericolo per la salute umana, una modifica inaccettabile della composizione del prodotto o un deterioramento delle sue qualità organolettiche. La maggior parte dei materiali a contatto con gli alimenti diversi dalla plastica, tuttavia, non è al momento oggetto di applicazione di alcuna legislazione europea specifica.

Benché la legislazione UE non richieda che l’EFSA valuti la sicurezza di tutti i materiali a contatto con gli alimenti diversi dalla plastica, purtuttavia l’Autorità esaudisce eventuali richieste ad hoc dei gestori del rischio in tal senso.  Tale compito è svolto dal gruppo di esperti scientifici sui materiali a  contatto con gli alimenti, gli enzimi, gli aromatizzanti e i coadiuvanti alimentari (gruppo CEF).

Richieste di consulenza scientifica urgente

Il benzofenone e il 4-metilbenzofenone sono sostanze chimiche usate, tra l’altro, negli inchiostri da stampa sulle confezioni alimentari. Nel 2009, dopo il rinvenimento di 4-metilbenzofenone in alcuni cereali da prima colazione nell’UE, la Commissione europea aveva chiesto all’EFSA di fornire consulenza urgente sui rischi per la salute umana derivanti dall’impiego di questa sostanza chimica. In risposta alla richiesta di parere rapido della Commissione, a marzo l’EFSA ha pubblicato una dichiarazione sul tema. Attenendosi a un approccio di tipo prudenziale a causa della mancanza di dati disponibili e del breve lasso di tempo concesso, l’EFSA indicava che non era possibile escludere preoccupazioni per la salute di quei bambini che consumassero con regolarità cereali da prima colazione contaminati da 4-metilbenzofenone ai più alti livelli segnalati. Tuttavia, in una più esaustiva valutazione del rischio pubblicata nel maggio del 2009, il gruppo di esperti scientifici ha ritenuto che consumare per breve tempo cereali da prima colazione contaminati da 4-metilbenzofenone ai livelli segnalati non rappresentasse un rischio per la salute. La valutazione dell’EFSA si basava sui dati tossicologici e relativi all’esposizione per una sostanza simile, il benzofenone, per la quale il gruppo CEF ha determinato una dose giornaliera tollerabile (DGT) pari a 0,03 mg per chilogrammo di peso corporeo.

Nel 2007 l’EFSA ha valutato i possibili rischi per la salute connessi all’ITX, una sostanza impiegata negli inchiostri utilizzati nei materiali da confezionamento, tra cui i cartoni. L’EFSA ha rilevato che la presenza di ITX negli alimenti, sebbene indesiderabile, ai livelli riferiti non desta preoccupazione per la salute. Inoltre nel 2003 e nel 2005 l’EFSA ha valutato la sicurezza della sostanza chimica semicarbazide negli alimenti confezionati dentro vasetti di vetro e, nel 2006, la sicurezza dell’olio di soia epossidato, sostanza usata come plastificante nelle guarnizioni dei barattoli di vetro.

Cooperazione con gli Stati membri

Dopo che l'Autorità aveva fornito consulenza scientifica urgente sul benzofenone e sul 4-metilbenzofenone oltre che sull’ITX, le autorità nazionali per la sicurezza alimentare, riunitesi in seduta nel foro consultivo dell'EFSA ad aprile 2009, hanno osservato che tali crisi erano state causate dall’immissione negli alimenti di sostanze che vengono utilizzate per fabbricare le parti non in plastica dei materiali a contatto con gli alimenti, ad esempio vernici, carta e cartone, adesivi, inchiostri da stampa e gomma. I delegati hanno inoltre osservato che utili esperienze sulla valutazione di tali sostanze e sui metodi utilizzati erano già disponibili all’interno degli Stati membri. Il foro consultivo dell'EFSA e il comitato scientifico hanno pertanto convenuto che la raccolta e la compilazione di tali conoscenze pregresse fossero essenziali per avere una chiara visione della situazione attuale e avvantaggiare le discussioni future a livello di UE. Sulla base degli esiti di tale dibattito, nel febbraio 2010 l'EFSA ha istituito un gruppo di lavoro per la cooperazione scientifica onde raccogliere informazioni pertinenti ed evidenziare eventuali lacune oltre che proporre urgenti azioni future. Il gruppo di lavoro era composto da membri del gruppo di esperti scientifici CEF, da personale dell'EFSA e da esperti nel campo provenienti da Stati membri. Oltre alla revisione dei metodi utilizzati per la valutazione di queste sostanze, la relazione finale del gruppo, pubblicata nel luglio 2011, ha proposto anche i criteri per la definizione delle priorità future in termini di valutazioni della sicurezza.

Principali lavori in corso

L’EFSA adotta e pubblica pareri scientifici e fornisce consulenza ai gestori del rischio in materia di sicurezza delle sostanze usate nella produzione di materiali a contatto con gli alimenti, o a essa destinate, come pure in materia di sicurezza dei relativi processi.

I requisiti generali cui devono rispondere tutti i materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti sono stabiliti dal regolamento quadro n. 1935/2004. Le buone pratiche di fabbricazione dei materiali e degli articoli destinati a venire in contatto con gli alimenti sono invece descritte nel regolamento CE n.2023/2006.

La legislazione UE in vigore tratta anche alcuni materiali e alcune sostanze non di natura plastica che si usano nei materiali a contatto con gli alimenti : la direttiva n. 2007/42/CE riguardante i materiali e gli oggetti di pellicola di cellulosa rigenerata destinati a venire a contatto con gli alimenti; la direttiva n. 84/500/CEE che ravvicina la legislazione degli Stati Membri dell’UE in materia di oggetti di ceramica destinati a entrare in contatto con i prodotti alimentari; il regolamento n.1895/2005/CE che restringe l'uso di alcuni derivati epossidici in materiali e oggetti destinati a entrare in contatto con i prodotti alimentari e la direttiva n.93/11/CEE sulla liberazione di N -nitrosammine e sostanze N-nitrosabili da tettarelle e succhiotti di gomma.

L'uso di sostanze nella maggior parte dei materiali a contatto con alimenti diversi dalla plasticanon è armonizzato a livello europeo. In parecchi casi è la legislazione nazionale che ne regola l’uso. Tuttavia ci sono ancora molte sostanze presenti nei materiali non plastici che non sono state ancora né disciplinate né valutate quanto a sicurezza da alcuna autorità nazionale.

  • Legislazione nazionale – che tratta i gruppi di materiali e oggetti sui quali l’UE non ha ancora legiferato - Commissione europea

A luglio del 2012 la Commissione europea ha riconosciuto l’esigenza di affrontare la questione adottando un piano d’azione per i materiali a contatto con gli alimenti diversi dalla plastica. Il piano prevede diverse opzioni (anche in combinazione tra loro) di misure a livello di UE e/o a livello nazionale, tra cui:

  • nessun provvedimento a livello di UE. Si lasciano liberi gli Stati membri di fissare i propri requisiti a livello nazionale
  • nuovi elenchi UE di sostanze, materiali o processi (permessi/proibiti)
  • norme sulle buone pratiche di fabbricazione diversificate a seconda del tipo di materiale
  • obblighi e criteri come le linee guida EFSA per la valutazione scientifica dei rischi da materiali diversi dalla plastica
  • Nuovi obblighi da parte dell’industria e nuovi criteri per lo scambio di informazioni e la certificazione.

Le proposte, da attuare a livello di Unione europea, potranno essere sia sotto forma di regolamento UE, sia di linee guida dell'UE, o sotto forma di autoregolamentazione da parte dell’industria.

Dopo aver valutato tali opzioni, la Commissione prevede di avviare una consultazione pubblica con le parti interessate per riceverne eventuali proposte.