Sostanze attive a livello endocrino

Le “sostanze attive a livello endocrino” (EAS) sono sostanze in grado di interagire o interferire con la normale azione ormonale. Se producono effetti avversi sulla salute, sono chiamate “interferenti endocrini” (ED).

Il sistema endocrino è importante per la salute dell’uomo e degli animali perché regola e controlla il rilascio di ormoni. Le conoscenze scientifiche in questo campo sono ancora in evoluzione; pertanto la comprensione di cosa sia una EAS o un ED continua a essere oggetto di dibattito scientifico.

Gli esseri umani e gli animali possono essere esposti, tramite l’alimentazione e altre fonti, a un’ampia gamma di sostanza con attività endocrina. Le EAS possono essere di origine naturale (ad es. i fitoestrogeni presenti nella soia) o artificiali. Esempi di EAS talvolta presenti negli alimenti includono diversi pesticidi, inquinanti ambientali come diossine e PCB, e il bisfenolo, un materiale destinato al contatto con gli alimenti. Alcune EAS sono impiegate intenzionalmente nei farmaci (pillole anticoncezionali, sostituti di ormoni tiroidei) a causa delle loro proprietà a livello endocrino.

Nel giugno 2018 l’EFSA e l'Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) hanno pubblicato le proprie linee guida sulle modalità per individuare le sostanze con proprietà d'interferenza endocrina in pesticidi e biocidi.

La guida è stata redatta dal personale scientifico di EFSA, ECHA e Centro comune di ricerca della Commissione europea, con l’ausilio di un gruppo consultivo comprendente membri del gruppo di esperti ECHA sugli interferenti endocrini nonché esperti in materia di pesticidi selezionati dall’EFSA in alcuni Stati membri e tra i propri portatori di interesse accreditati.

Giugno 2018 L’EFSA e l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) pubblicano linee guida sulle modalità di individuazione delle sostanze con proprietà di interferenza endocrina in pesticidi e biocidi.

2017 L’EFSA e l’ECHA indicono una pubblica consultazione sulla bozza di linee guida.

2016 L’EFSA e l’ECHA pubblicano una descrizione delle line guida che stanno elaborando sulle modalità di individuazione delle sostanze con proprietà di interferenza endocrina in pesticidi e biocidi.

2015 Gli scienziati dell'EFSA compiono passi significativi per affrontare la questione dei potenziali "interferenti endocrini" nel settore dei pesticidi, lavoro che viene eseguito a seguito delle recenti norme UE che avevano cambiato, dal 2014, le modalità con cui l’EFSA deve valutare le sostanze attive usate nei pesticidi.

2014 La Commissione europea avvia una consultazione online per ricevere contributi che l’aiutino a definire i criteri per individuare gli "interferenti endocrini", così come richiesto dalla normativa UE in materia di biocidi e prodotti fitosanitari (utilizzati nei pesticidi).

2013 Il comitato scientifico dell'EFSA pubblica un parere scientifico sulla valutazione dei pericoli da interferenti endocrini. Vi si descrivono i criteri scientifici per individuare gli interferenti endocrini e l'adeguatezza degli esistenti metodi di prova per valutare gli effetti prodotti per il tramite di tali sostanze sulla salute umana e l'ambiente.

Gli esperti dell'EFSA concludono che i metodi sperimentali concordati a livello internazionale sono disponibili o lo saranno presto per i più importanti percorsi endocrini nei mammiferi e pesci noti per essere sensibili ad alterazioni del sistema endocrino: ovvero estrogeni, androgeni, e ormoni tiroidei, nonché la steroidogenesi (il processo biologico per la produzione di ormoni steroidei). L’EFSA conclude che un approccio di valutazione del rischio che prenda in considerazione sia la probabilità di esposizione sia i potenziali effetti avversi delle sostanze attive a livello endocrino è il più efficace a sfruttare i dati disponibili per regolamentare l’impiego di tali sostanze.

2012 La Commissione europea chiede all’EFSA di fornire, in collaborazione con i comitati scientifici della Commissione e di altre agenzie UE aventi compiti simili (EMA, ECHA), consulenza sulla valutazione e sui test riguardanti le sostanze attive sul sistema endocrino. L’EFSA accetta di fare il punto sui dati esistenti, sulle conoscenze attuali e sulle attività scientifiche in materia di “interferenti endocrini”.

2010 Il comitato scientifico dell’EFSA crea una task force sulle sostanze attive a livello endocrino, assistito dal foro consultivo dell’EFSA (di cui fanno parte le competenti autorità nazionali) allo scopo di fare chiarezza sullo stato di avanzamento dei lavori sulle sostanze attive a livello endocrino ed esprimere raccomandazioni su problematiche scientifiche e di comunicazione. In una relazione scientifica la Task Force propone che l'EFSA contribuisca alle attività della Commissione europea e dell'OCSE sulle linee guida per i test chimici.

Il ruolo dell’EFSA nel sistema di sicurezza alimentare dell’Unione europea (UE) è quello di valutare e fornire comunicazioni in merito a tutti i rischi associati alla filiera alimentare. Gli effetti a livello endocrino sono tra gli endpoint (esiti attesi di un test o esperimento) tossicologici considerati dagli scienziati dell’EFSA nell’eseguire le valutazioni del rischio da sostanze chimiche presenti nella catena alimentare. La consulenza scientifica dell’Autorità fornisce indirizzo alle decisioni dei gestori del rischio dell’UE (la Commissione europea, il Parlamento europeo e gli Stati membri), che disciplinano l’uso di tali sostanze in tutta una serie di campi.

  • Alcuni dei gruppi di esperti scientifici dell'EFSA sono talvolta impegnati nella valutazione di sostanze attive a livello endocrino nel corso del proprio lavoro: il gruppo di esperti sui contaminanti nella catena alimentare; il gruppo di esperti sui prodotti fitosanitari e i loro residui, nonché il gruppo di esperti sui materiali a contatto con gli alimenti, gli enzimi, gli aromatizzanti e i coadiuvanti tecnologici.
  • Il comitato scientifico dell’EFSA fornisce consulenza scientifica su questioni trasversali correlate al lavoro di valutazione del rischio dell’Autorità. La sua consulenza promuove l’ulteriore sviluppo di approcci armonizzati e omogenei alla valutazione del rischio, inclusi gli ambiti di possibile pertinenza delle sostanze attive sul sistema endocrino.

Occorrono test e strategie metodologiche affidabili che consentano di individuare e valutare le proprietà di interferenza endocrina delle sostanze. In tale contesto l’armonizzazione dei test sulle sostanze chimiche è un’attività portata avanti dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) sin dagli anni Ottanta. Nel 1997 è stata avviata un’attività d’importanza fondamentale sugli interferenti endocrini, nel cui ambito sono stati sviluppati sia test specifici sia un quadro concettuale per i test stessi. L’EFSA fornisce supporto tecnico a diverse di queste attività dell’OCSE.

Tra il 1996 e il 2000 la Commissione europea ha coordinato e sviluppato, insieme al Parlamento europeo, agli Stati membri dell’UE e a organismi consultivi scientifici di livello europeo, una strategia comunitaria per gli interferenti endocrini. Gli obiettivi erano individuare il problema dell’interferenza endocrina, le sue cause e conseguenze e proporre un’azione politica adeguata, al fine di rispondere al problema con rapidità ed efficacia, attenuando così le preoccupazioni dell’opinione pubblica. La strategia indicava le azioni da intraprendere a breve, medio e lungo termine per affrontare il potenziale impatto sulla salute e sull’ambiente degli interferenti endocrini all’interno dell’UE.

La Commissione è stata inoltre chiamata a individuare le sostanze a cui assegnare priorità per un intervento immediato. Tali elenchi di sostanze hanno condotto allo sviluppo di una legislazione europea che ne regolamenta l’uso in aree specifiche:

  • Sostanze chimicheRegolamento CE 1907/2006 concernente la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche (REACH) – le sostanze aventi proprietà che perturbano il sistema endocrino possono essere contraddistinte come sostanze estremamente preoccupanti (SVHC) ed essere soggette a specifica autorizzazione.
  • PesticidiRegolamento CE 1107/2009 relativo all’immissione sul mercato di prodotti fitosanitari – non possono essere autorizzate sostanze che si ritengano abbiano proprietà di interferenza sul sistema endocrino, che possono essere nocive per l’uomo o per gli organismi non bersaglio. Tuttavia la non approvazione non si applica se l’esposizione è trascurabile nelle normali condizioni d’uso oppure se la sostanza è necessaria a contenere un serio pericolo per la salute delle piante che non possa essere controllato con altri mezzi a disposizione, compresi i metodi non chimici.
  • BiocidiRegolamento UE 528/2012 relativo alla messa a disposizione sul mercato e all’uso di biocidi – tali sostanze non sono approvate se hanno proprietà di interferenza con il sistema endocrino. Tuttavia l’approvazione è giustificata se il rischio per gli esseri umani e per l’ambiente è trascurabile, se la sostanza è essenziale per contrastare un rischio grave per la salute, o se la non approvazione avrebbe ripercussioni negative sproporzionate per la società rispetto ai rischi per l’uomo e per l’ambiente.
  • CosmeticiRegolamento CE 1223/2009 sui prodotti cosmetic – le sostanze che alterano il sistema endocrino non sono attualmente soggette a restrizioni; tuttavia tale principio sarà riesaminato una volta disponibili criteri concordati a livello UE o internazionale per l’individuazione di sostanze con proprietà di interferenza endocrina.
  • Qualità dell’acquaLa direttiva quadro sull’acqua (2000/60/CE) – stabilisce una strategia contro l’inquinamento delle acque di superficie da inquinanti chimici e sostanze particolarmente preoccupanti nell’UE, incluse alcune sostanze candidate a divenire interferenti endocrini. Nel 2012 la Commissione si è prefissa di modificare l’elenco delle sostanze a carattere prioritario. Benché non sia presente un riferimento diretto, l’interferenza endocrina potrebbe diventare un criterio importante per classificare le sostanze o i gruppi di sostanze entro tale categoria.

Riesame della strategia dell’UE

Nel 2009 la direzione generale Ambiente della Commissione europea ha commissionato uno studio sullo “Stato dell’arte nella valutazione degli interferenti endocrini”, allo scopo di fornire una base per lo sviluppo di criteri scientifici utili a individuare tali interferenti nonché a valutarne l’eventuale riesame e la eventuale revisione della strategia dell’UE (in precedenza “comunitaria”) sugli interferenti endocrini. Lo studio che ne è derivato, pubblicato a gennaio 2012, ha recensito le conoscenze scientifiche pubblicate in letteratura nei 10 anni precedenti e ha indicato la necessità di un riesame degli approcci alla valutazione degli interferenti endocrini utilizzati in determinati Stati membri, in alcuni Paesi extra-UE e in organismi internazionali (ad es. l’Organizzazione mondiale della sanità).

Nel quadro delle attività conseguite a tale studio, a giugno 2012 la Commissione ha indetto una conferenza dal tema “Interferenti endocrini: sfide attuali nella scienza e nella politica”. Insieme, queste due iniziative hanno fornito la piattaforma per un riesame della strategia, nonché un contributo all’imminente proposta legislativa sopra citata della Commissione sulla definizione di criteri per l’individuazione di sostanze con proprietà di interferenza endocrina. Inoltre l’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) ha pubblicato un rapporto sull’impatto degli interferenti endocrini sulla fauna selvatica, gli esseri umani e il loro ambiente (“The Impacts of Endocrine Disrupters on Wildlife, People and their Environments – The Weybridge+15 (1996–2011)”).

Alla fine del 2014 la Commissione europea ha tenuto una consultazione online per ottenere contributi che l’aiutassero a definire criteri per individuare gli "interferenti endocrini", così come richiesto dalla normativa UE in materia di biocidi e prodotti fitosanitari (utilizzati nei pesticidi).

Il 4 luglio 2017 gli Stati membri dell’UE hanno votato a favore della proposta della Commissione europea sui criteri scientifici atti a individuare gli interferenti endocrini nel campo dei prodotti fitosanitari. I criteri individuano interferenti noti e presunti. Specificano anche che l’individuazione di un interferente endocrino va eseguita tenendo conto di tutte le evidenze scientifiche del caso, compresi gli studi in vitro o in silico, applicando un approccio basato sul peso delle evidenze.

I criteri verranno applicati dopo un periodo di transizione durante il quale l’EFSA e l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) porteranno a termine la redazione di una guida congiunta all’attuazione dei criteri (vedi la sezione “Notizie recenti” ). In autunno la guida verrà pubblicata nella sua versione provvisoria a fini di pubblica consultazione.

1. Cos’è il sistema endocrino? Perché è importante per la salute?

Il sistema endocrino è costituito da una rete di ghiandole che regolano e controllano la secrezione e i livelli di ormoni nell’organismo. Gli ormoni sono messaggeri chimici fondamentali per funzioni organiche come il metabolismo, la crescita e lo sviluppo, il sonno e l'umore. Basta una minima quantità di ormoni per innescare l'azione voluta. Il sistema endocrino è complesso e all'interno di esso le interazioni che regolano il rilascio di ormoni dipendono da una varietà di fattori biologici e fisiologici. Le conoscenze scientifiche che abbiamo su questo sistema sono ancora incomplete.

Squilibri e disfunzioni del sistema endocrino possono provocare malattie ben note come diabete e obesità, infertilità e alcuni tipi di cancro. Inoltre disturbi del sistema endocrino possono causare difetti alla nascita e difficoltà di apprendimento.

2. Cosa sono le sostanze attive sul sistema endocrino? Equivalgono agli “interferenti endocrini”?

Le sostanze che agiscono sul sistema endocrino sono agenti chimici che possono interagire o interferire con la normale attività ormonale. Ciò può avvenire in vari modi: alcune di tali sostanze imitano gli ormoni naturali, ma scatenano reazioni non desiderate, oppure possono bloccare l’azione degli ormoni naturali. Altre modificano i livelli di ormoni nell’organismo o modificano i processi metabolici che degradano gli ormoni naturali. È importante sottolineare che tali effetti non sono necessariamente negativi. Il sistema endocrino è in grado di regolarsi e adattarsi a questi stimoli a seconda di fattori come la natura e la dose della sostanza, la tempistica, il tipo di effetto e le condizioni fisiche. Questa capacità del sistema endocrino è talvolta chiamata risposta adattativa o 'modulazione fisiologica'. Tuttavia, quando questa interazione o interferenza provoca effetti nocivi, ci si riferisce a tali sostanze chimiche come “interferenti endocrini”.

3. Perché gli interferenti endocrini sono motivo di preoccupazione?

L'esposizione a interferenti endocrini potrebbe accrescere la probabilità di effetti nocivi a breve termine, o in una fase di vita successiva. I timori circa possibili effetti nocivi degli interferenti endocrini sono aumentati negli ultimi anni a causa di fenomeni osservati negli esseri umani e nella fauna selvatica che indicano tassi crescenti di malattie e disturbi endocrini, tra cui danni al sistema riproduttivo e nella fase dello sviluppo delle popolazioni umane. Tuttavia, la base scientifica che collega tutte queste tendenze agli interferenti endocrini (al contrario di altri fattori, quali i cambiamenti dello stile di vita) non è stata chiaramente dimostrata.

4. Le sostanze attive sul sistema endocrino si trovano negli alimenti o in altri prodotti?

Siamo potenzialmente esposti a un’ampia varietà di sostanze attive sul sistema endocrino, che possono essere presenti nella nostra dieta naturalmente o come conseguenza di attività umane. Esempi di sostanze naturalmente presenti negli alimenti che possono esercitare effetti ormonali sono i fitoestrogeni come gli isoflavoni, presenti nelle noci, nei semi oleosi e nei prodotti a base di soia. Un altro esempio è l'acido glicirretico della liquirizia, che può interferire con la regolazione ormonale del bilancio di sali minerali e fluidi corporei (o 'equilibrio elettrolitico') nel sangue e nei vari organi, importante per la regolazione della pressione sanguigna. Esempi di sostanze attive sul sistema endocrino, a volte presenti in alimenti e mangimi, sono alcuni pesticidi, alcuni costituenti dei materiali a contatto con gli alimenti come il bisfenolo A (BPA), così come inquinanti ambientali quali diossine e PCB. Alcune sostanze attive sul sistema endocrino sono usate intenzionalmente nei farmaci (pillola anticoncezionale, sostituti degli ormoni tiroidei), a causa della loro azione sul sistema endocrino.

5. Come fanno gli scienziati a individuare gli “effetti di interferenza endocrina”?

L’EFSA sottoscrive la definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità, secondo cui una sostanza, per essere considerata interferente endocrino, deve rispondere a tre criteri: 1) la presenza di un effetto avverso; 2) la presenza di attività endocrina; 3) il rapporto causale tra i due.  Nel 2017-18 la Commissione europea ha adottato due serie di criteri scientifici per l’individuazione di interferenti endocrini in biocidi e prodotti fitosanitari (PPP). I criteri riguardanti i biocidi si applicano a decorrere dal 7 giugno 2018, mentre quelli per i prodotti fitosanitari si applicano a decorrere dal 10 novembre 2018. L'EFSA e l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) hanno elaborato un documento orientativo sulle modalità di attuazione dei criteri, che sarà pubblicato il 7 giugno 2018.

6. E’ l’EFSA che decide se vietare o meno gli interferenti endocrini?

L’Autorità non autorizza né proibisce l’utilizzo di sostanze nei prodotti alimentari, comprese le sostanze attive sul sistema endocrino, di qualunque tipo. Spetta ai gestori del rischio presso la Commissione europea, il Parlamento europeo e gli Stati membri dell'UE definire e concordare misure come del caso, tenendo conto dei pareri scientifici e di altre eventuali considerazioni.

Il compito dell’EFSA è quello di fornire consulenza scientifica indipendente ai gestori del rischio sulla sicurezza di alimenti e mangimi e comunicare i propri pareri al grande pubblico. È in tale contesto che il comitato scientifico dell’EFSA e i suoi gruppi di esperti scientifici effettuano valutazioni della sicurezza ed esaminano eventuali nuove prove disponibili.

Come organismo scientifico, l’EFSA raccomanda che tali sostanze - come tutte le altre sostanze presenti nella filiera alimentare - siano oggetto di valutazione dei rischi, in quanto ciò vuol dire utilizzare al meglio le informazioni disponibili, onde garantire la sicurezza dei consumatori. Tale approccio tiene conto sia dei potenziali effetti avversi delle sostanze sia della probabilità di esposizione a tali sostanze. L'EFSA ritiene che gli scienziati possano chiarire, mediante il giudizio di esperti e il peso dell'evidenza, ciò che può essere o meno un interferente endocrino.