Additivi alimentari

Additivi alimentari

Gli additivi alimentari sono sostanze deliberatamente aggiunte ai prodotti alimentari per svolgere determinate funzioni tecnologiche, ad esempio per colorare, dolcificare o conservare. Tutti gli additivi alimentari sono identificati da un numero preceduto dalla lettera E. Gli additivi alimentari vengono sempre menzionati nell’elenco di ingredienti degli alimenti in cui essi sono presenti. Alcuni degli additivi che si trovano più spesso sulle etichette degli alimenti sono gli antiossidanti (per prevenire il deterioramento da ossidazione), i coloranti, gli emulsionanti, gli stabilizzanti, i gelificanti, gli addensanti, gli esaltatori di sapidità, i conservanti e gli edulcoranti. In Europa, ogni volta che gli additivi alimentari vengono impiegati negli alimenti, l’etichetta della confezione deve riportarne sia la funzione nel cibo finito (ad es. colorante, conservante, etc.) sia la sostanza specifica usata, utilizzando il riferimento E seguito da un numero (per esempio E415) oppure la denominazione ufficiale

Quadro normativo dell’UE

Ai sensi della legislazione europea, prima di poter essere impiegati negli alimenti, gli additivi alimentari vanno autorizzati. Il rilascio di tale autorizzazione da parte dei responsabili della gestione del rischio si basa sulle valutazioni della sicurezza degli additivi stessi da parte dell’EFSA.La legislazione europea consta di una direttiva quadro (89/107/CEE) relativa agli additivi in generale e tre direttive specifiche sui coloranti (94/36/CE), sugli edulcoranti (94/35/CE) e su altri additivi alimentari (95/2/CE), che riportano un elenco degli additivi consentiti e le relative condizioni di impiego. Tutti gli additivi autorizzati devono conformarsi ai requisiti di purezza approvati, stabiliti in tre altre direttive.

Nel dicembre 2008 è stato adottato un nuovo pacchetto normativo sui “Miglioratori alimentari” che, comprende, tra l’altro, regolamenti relativi a:

Il regolamento sugli additivi alimentari, entrato in vigore nel gennaio 2010, ha avuto come effetto il consolidamento di tutta la legislazione sugli additivi alimentari, in passato abbracciata da diverse direttive.
Il regolamento che istituisce una procedura comune di autorizzazione per additivi, enzimi e aromi inizierà a essere applicabile integralmente nel corso del 2011, quanto entreranno in vigore le relative misure attuative.

In base alla nuova legislazione, entro dicembre del 2020 l’EFSA è tenuta a effettuare una valutazione ex novo degli additivi alimentari che erano ammessi prima del 20 gennaio 2009. Il calendario delle scadenze è stabilito dal regolamento 257/2010.

Priorità dell’UE per la nuova valutazione di taluni additivi alimentari (Reg. (UE) N.257/2010 della Commissione)

Scadenze Additivi alimentari
15 apr 2010 Coloranti alimentari 1: E 123, E 151, E 154, E 155, E 180
31 dic 2010* Coloranti alimentari 2: E 100, E 127, E 131, E 132, E 133, E 142, E 150a, E 150b, E 150c, E 150d, E 161b, E 161g, E 170
31 dic 2015 Coloranti alimentari 3: E 101, E 120, E 140, E 141, E 153, E 160b, E 160a, E 160c, E 160e, E 160f, E 162, E 163, E 171, E 172, E 174, E 175
31 dic 2015 Conservanti e antiossidanti: E 200-203; E 210-215, E 218-252, E 280-285; E 300-E 321, E 586 (con priorità per: E 310-312, E 320, E 321, E 220-228, E 304, E 200-203, E 284, E 285, E 239, E 242, E 249, E 250, E 251, E 252, E 280-283, E 306, E 307, E 308, E 309)
31 dic 2016 Emulsionanti, stabilizzanti, agenti gelificanti: E 322, E 400-E 419, E 422-E 495, E 1401-E 1451 (con priorità per: E 483, E 491-495, E 431, E 432-436, E 444, E 481, E 482, E 414; E 410, E 417, E 422, E 475)
31 dic 2016 E 551, E 620-625, E 1105, E 1103
31 dic 2018 Tutti i rimanenti additivi alimentari diversi da coloranti e dolcificanti (con priorità per: E 552, E 553a, E 553b, E 558, E 999, E 338-343, E 450-452, E 900, E 912, E 914, E 902, E 904, E 626-629, E 630-633, E 634-635, E 507-511, E 513)
31 dic 2020 Tutti i dolcificanti e i rimanenti coloranti

* La nuova valutazione di E 131, E 132 ed E 170 non è stata conclusa entro la scadenza sopra specificata ed è tuttora in corso in conseguenza della pubblicazione dei bandi di richiesta dati per questi additivi.

Ruolo dell'EFSA

Nell’ambito degli additivi alimentari l’EFSA svolge tre attività principali:

  • esegue valutazioni della sicurezza dei nuovi additivi alimentari prima che ne venga autorizzato l’impiego nell’UE;
  • risponde a richieste ad hoc della Commissione europea sulla revisione di taluni additivi alimentari alla luce di nuove informazioni scientifiche e/o dell’evolversi delle circostanze;
  • effettua la nuova valutazione di tutti gli additivi alimentari già ammessi nell’Unione europea anteriormente al 20 gennaio 2009.

Tale attività viene svolta dal gruppo di esperti scientifici sugli additivi alimentari, gli aromatizzanti, i coadiuvanti tecnologici e i materiali a contatto con gli alimenti (gruppo AFC) . Le valutazioni sulla sicurezza da parte del gruppo di esperti comportano l’esame di tutti gli studi scientifici disponibili in materia e dei dati sulla tossicità e sull’esposizione umana, dai quali il gruppo scientifico trae conclusioni sulla sicurezza della sostanza in esame. In passato tale responsabilità competeva al disciolto gruppo sugli additivi alimentari, gli aromatizzanti, i coadiuvanti tecnologici e i materiali a contatto con gli alimenti (gruppo AFC).

Autorizzazione di nuovi additivi alimentari

Per presentare domanda di autorizzazione di un nuovo additivo alimentare, il richiedente presenta una richiesta ufficiale alla Commissione europea, allegando un fascicolo di informazioni sulla nuova sostanza, tra cui i dati scientifici sulla sicurezza. Se la domanda è accolta, la Commissione chiede formalmente all’EFSA di fornire un parere sulla sicurezza della sostanza per gli impieghi proposti.

Per agevolare la preparazione delle domande di autorizzazione è stato messo a disposizione un documento orientativo. La guida è stata preparata dal disciolto Comitato scientifico per l’alimentazione umana (SCF) e poi convalidata in via provvisoria dal gruppo di esperti scientifici AFC a luglio del 2003. A seguito dell’entrata in vigore della nuova legislazione su una comune procedura di autorizzazione per gli additivi, gli aromatizzanti e gli enzimi, il gruppo ANS ha adottato a luglio 2009 una dichiarazione in cui venivano specificati il tipo di dati che l’industria è tenuta a fornire ai fini della valutazione della sicurezza degli additivi alimentari. Gli approcci scientifici specifici sono descritti in dettaglio in un documento orientativo preparato dal disciolto SCF, vertente sulla presentazione di richieste di autorizzazione per additivi alimentari, che il gruppo di esperti sta attualmente rivedendo. La stesura del nuovo documento orientativo verrà completata a metà del 2011.

Una volta accettata dall’EFSA, la richiesta di parere viene iscritta nel Registro dei pareri richiesti, dove è possibile monitorarne lo stato di avanzamento, compresa la data di ricezione e la data prevista per il completamento e l’adozione.

Dolcificanti

L’EFSA lavora alla valutazione della sicurezza di dolcificanti come l’aspartame e i glicosidi steviolici.

Aspartame

Per quanto concerne l’aspartame, l’EFSA ha riesaminato la sicurezza di questo dolcificante in parecchie occasioni. 

Nel maggio del 2011 l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) è stata incaricata dalla Commissione di condurre in anticipo una nuova, completa valutazione della sicurezza dell'aspartame (E 951), da consegnare nel 2012. L’esame di questo singolo dolcificante, il cui completamento era originariamente previsto per 2020, fa parte della nuova, sistematica valutazione di tutti gli additivi alimentari autorizzati nell'Unione europea prima del 20 gennaio 2009, prevista dal regolamento (UE) n. 257/2010.

L'EFSA ha accettato il mandato a condurre una valutazione ex novo dell’aspartame, che prevedeva la necessità di emanare un pubblico bando a sottoporre nuovi dati e di effettuare un’approfondita disamina della letteratura scientifica. In esito a un pubblico bando emanato per ricevere dati scientifici sull’aspartame e conclusosi il 30 settembre 2011, l’EFSA ha ottenuto l’accesso a un vasto numero di studi e di insiemi di dati scientifici pubblicati e non. Ribadendo il proprio impegno all’apertura e trasparenza, l’EFSA ha pubblicato l’intero elenco di studi che le sono stati messi a disposizione. L’Autorità ha inoltre divulgato dati scientifici mai pubblicati prima, come i 112 studi originali sull’aspartame presentati a supporto della domanda di autorizzazione dell’aspartame in Europa agli inizi degli anni Ottanta.

L’EFSA opererà in stretto coordinamento con l'Agenzia francese per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione, l’ambiente e il lavoro (Anses) in merito alla valutazione nutrizionale in termini di rischi-benefici che quest’ultima ha condotto sugli edulcoranti. Una volta terminata, nel 2012, la valutazione EFSA dei rischi associati all’aspartame sarà la più esaustiva e aggiornata disponibile. 

Glicosidi steviolici

Il gruppo ANS ha inoltre esaminato i glicosidi steviolici, dolcificanti estratti dalle foglie della pianta Stevia. In un parere scientifico pubblicato ad aprile del 2010, il gruppo giungeva alla conclusione che queste sostanze non sono né genotossiche né carcinogeniche e stabiliva una DGA pari a 4 mg/kg di peso corporeo/die. Il gruppo osservava inoltre che la DGA in questione può essere superata sia dagli adulti sia dai bambini, qualora tali dolcificanti vengano impiegati ai massimi livelli proposti dai richiedenti. In esito a una richiesta della Commissione europea, a gennaio 2011 l’EFSA ha parimenti riveduto la sua precedente valutazione dell’esposizione dei consumatori a questi dolcificanti basandosi su livelli di utilizzo aggiornati proposti dai richiedenti.

Per garantire che l'uso di questi dolcificanti sia sicuro per i consumatori, la Commissione europea, pertanto, ha chiesto all’industria di rivedere gli impieghi proposti per le sostanze e all’EFSA di effettuare una nuova valutazione dell'esposizione sulla base degli impieghi rivisti. A gennaio 2011 l’EFSA è giunta alla conclusione che, sebbene le stime di esposizione riviste siano leggermente inferiori a quelle del parere dell’aprile 2010, adulti e bambini che siano forti consumatori di alimenti contenenti questi dolcificanti potrebbero comunque superare la DGA stabilita dal gruppo di esperti, qualora i dolcificanti venissero utilizzati ai livelli massimi.


[1] Soffritti M. et al., Aspartame administered in feed, beginning prenatally through life span, induces cancers of the liver and lung in male Swiss mice, Am. J. Ind. Med. 2010, 53, 1197-1206.

[2] Halldorsson T.I. et al., Intake of artificially sweetened soft drinks and risk of preterm delivery: a prospective cohort study in 59334 Danish pregnant women. Am. J. Clin. Nutr. 2010, 92: 626-633.

[3] Ulteriori informazioni sul lavoro avviato dall’Anses sono reperibili su: http://www.anses.fr/PM910058I0.htm


 

 

Nuova valutazione degli additivi autorizzati: i coloranti

Sicurezza dei parabeni (E214-219)

Nel settembre 2004 l’EFSA ha pubblicato un pareresulla sicurezza dei parabeni utilizzati come conservanti alimentari (additivi E214-219). Il ritiro dell’ADI per un tipo di parabene, il propilparabene, ha comportato l’esclusione dell’E216 (p-idrossibenzoato di propile) e dell’E217 (propil p-idrossibenzoato di sodio) dall’elenco delle sostanze autorizzate nell’UE. Il gruppo AFC ha concluso che è possibile stabilire un’ADI (dose giornaliera accettabile) di gruppo pari a 0-10 mg/kg di peso corporeo/die per il metilparabene e l’etilparabene e per i loro sali di sodio. Tuttavia non è stato possibile inserire in quest’ADI di gruppo il propilparabene, per via di recenti studi che ne dimostrano gli effetti su taluni parametri riproduttivi nei ratti, e il gruppo scientifico non ha potuto raccomandare un’ADI specifica in base alle prove correnti. Consultare il comunicato stampa per ulteriori informazioni.

Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2012