Valutazione rapida e congiunta EFSA-ECDC del focolaio infettivo plurinazionale di Escherichia coli produttore della tossina Shiga associato a sindrome emolitico-uremica (SEU) in Romania e Italia

Un focolaio infettivo di Escherichia coli produttore della tossina Shiga (STEC) associato a sindrome emolitica uremica (SEU), che ha colpito in particolare alcuni bambini piccoli, è stato segnalato in Romania a febbraio e marzo scorsi. Il 21 marzo 2016 l’Italia ha segnalato un caso di SEU avente un collegamento epidemiologico con la Romania. Nel complesso sono stati individuati 25 casi associati a questo focolaio plurinazionale, 19 dei quali hanno sviluppato SEU mentre tre di essi sono risultati letali.

Le informazioni raccolte sui pazienti paiono indicare come possibile sorgente dell’infezione uno stabilimento di trasformazione del latte in Romania. Finora sono stati individuati diversi ceppi di STEC, ed è possibile che più fonti di contaminazione abbiano contribuito allo sviluppo del focolaio.

Le autorità di sicurezza alimentare di Romania, Italia e altri Paesi che hanno importato i prodotti alimentari sospetti hanno avviato il richiamo dei prodotti alimentari sospetti. Tuttavia prodotti potenzialmente contaminati potrebbero essere ancora presenti in case private. Dal momento che l’esatta fonte di contaminazione non è stata ancora individuata, è possibile che si verifichino casi potenzialmente collegati al focolaio in Romania e in quei Paesi dell'UE in cui siano stati distribuiti i prodotti implicati.

Per ridurre al minimo l’ulteriore diffusione dell'infezione e indagare tempestivamente su eventuali nuovi casi, l'EFSA e l’ECDC raccomandano agli Stati membri dell'UE di considerare il rafforzamento del monitoraggio di SEU e STEC. Inoltre, se venissero individuati nuovi casi collegati al focolaio, dovranno essere segnalati all’Epidemic Intelligence Information System for food- and waterborne diseases (EPIS-FWD).

L'indagine a dimensione europea di questo focolaio plurinazionale di origine alimentare ha dimostrato il valore aggiunto della collaborazione tra le autorità rumene e italiane di salute pubblica e alimentare, nonché tra EFSA ed ECDC per consentire un’opportuna valutazione del rischio e prontezza di reazione.

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