La relazione EFSA-ECDC sulle zoonosi evidenzia che i casi di Salmonella nell’uomo diminuiscono per il quinto anno consecutivo

Comunicato stampa
22 marzo 2011

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) hanno pubblicato la loro relazione annuale sulle zoonosi[1] e sulle epidemie di origine alimentare nell’Unione europea per il 2009. Dalla relazione emerge che i casi di Salmonella nell’uomo sono diminuiti del 17 % nel 2009, facendo registrare un calo per il quinto anno consecutivo. Nella relazione si legge inoltre che tra il 2008 e il 2009 il numero dei gruppi di galline ovaiole infetti da Salmonella[2] è diminuito del 9%.

La campylobatteriosi è stata ancora la malattia zoonotica segnalata con maggior frequenza nell’uomo, in leggero aumento nel 2009 con 198 252 casi rispetto ai 190 566 del 2008 (+4%). Nei prodotti alimentari il Campylobacter, che può provocare diarrea e febbre, è stato rinvenuto per lo più nella carne di pollame cruda, mentre negli animali vivi è risultato presente nel pollame, nei suini e nei bovini.

Il declino dei casi di Salmonella nell’uomo è un grande risultato, che dimostra l’efficacia delle misure di controllo messe in atto dagli Stati membri dell’UE e dalla Commissione europea. L’EFSA, in collaborazione con i suoi partner, continuerà a sostenere tutte le azioni volte a ridurre tutte le malattie zoonotiche nell’UE,” ha dichiarato Hubert Deluyker, direttore della cooperazione e assistenza scientifica dell’EFSA.

Andrea Ammon, capo dell’unità Sorveglianza all’ECDC, ha soggiunto: “Associare dati desunti dalla sorveglianza delle malattie negli esseri umani con dati provenienti da alimenti e animali genera informazioni preziose che consentono alla Commissione europea di individuare misure di controllo efficaci in tutta Europa. L’ECDC continuerà a collaborare a stretto contatto con tutti i partner per diminuire la diffusione di queste malattie”.

La relazione indica che gli obiettivi[3] fissati dalla Commissione europea per ridurre la diffusione di Salmonella nel pollame, nelle uova[4] e nella carne di pollo rappresentano in tutta probabilità una delle principali ragioni della diminuzione del numero di casi d’infezione nell’uomo. La relazione sottolinea che nel 2009 17 Stati membri hanno raggiunto i rispettivi obiettivi di riduzione di Salmonella per le galline ovaiole[5] e che la percentuale di gruppi di galline ovaiole dell’UE contaminati dai tipi di Salmonella menzionati ha continuato a diminuire (3,2% nel 2009 rispetto al 3,5% nel 2008).

Nel 2009 la Salmonella, la seconda infezione zoonotica più riportata nell’uomo, è stata responsabile di 108 614 casi rispetto ai 131 468 del 2008. L’infezione provocata, la salmonellosi, solitamente comporta febbre, diarrea e crampi addominali. Per i gruppi più vulnerabili, come bambini piccoli e anziani, in taluni casi è necessario il ricovero in ospedale. La Salmonella è rimasta inoltre la causa più frequente di focolai a trasmissione alimentare ed è stata riscontrata con maggior frequenza nella carne di pollo, di tacchino e di maiale.

La relazione offre anche una panoramica di altre tossinfezioni alimentari. Nel 2009 le infezioni da Listeria nell’uomo sono aumentate del 19% rispetto al 2008, con 1 645 casi confermati. La listeriosi è notoriamente associata a un elevato tasso di letalità (o tasso di mortalità clinica)[6], che colpisce in particolar modo i gruppi vulnerabili come gli anziani. Nella relazione si calcola che nel 2009 sono state circa 270 le persone decedute nell’UE per listeriosi, registrando un tasso di letalità del 17% tra quelle colpite dalla malattia. Per quanto riguarda i prodotti alimentari, Listeria può essere trovato in alcuni alimenti pronti al consumo, quali pesce affumicato, prodotti a base di carne trattati termicamente e formaggi[7].

A Escherichia coli produttore di verotossina (VTEC) sono attribuibili 3 573 casi di malattia nell’uomo nel 2009, in leggero aumento rispetto al 2008. In animali e prodotti alimentari la VTEC è stata segnalata più frequentemente nei bovini e nella carne bovina. Il numero di casi nell’uomo di Yersinia enterocolitica, un altro batterio rinvenuto per lo più nei suini e nella loro carne, è sceso a 7 595 nel 2009.

La relazione riferisce che nel 2009 sono stati segnalati 5 550 epidemie di origine alimentare nell’UE, che hanno colpito 48 964 persone e causato 46 decessi. Le cause di epidemie a trasmissione alimentare riferite più di frequente sono state Salmonella (31% di tutte le infezioni), virus (19%) e tossine batteriche (10%). Le principali fonti di epidemie sono state uova e ovoprodotti, pasti misti e a buffet, carne suina e prodotti da essa derivati.

La relazione esamina 14 malattie zoonotiche, tra cui febbre Q, brucellosi, tubercolosi bovina, rabbia e le due zoonosi parassitarie: trichinellosi ed echinococcosi. La versione integrale della relazione, con i dati ripartiti per Paese e gli allegati, è disponibile sui siti Internet dell’EFSA e dell’ECDC.

Comunicazione recente della Commissione europea in merito agli obiettivi di riduzione della Salmonella:


Note per i redattori:

Le zoonosi sono infezioni e malattie che possono essere trasmesse direttamente o indirettamente dagli animali agli esseri umani, per esempio attraverso il consumo di alimenti contaminati o il contatto con animali infetti. Nell’uomo queste malattie possono avere gravità diversa, con quadri clinici caratterizzati da lieve sintomatologia fino ad affezioni potenzialmente letali. Per scongiurare il rischio di zoonosi è importante individuare quali animali e alimenti costituiscono le principali fonti di infezione. A tal fine tutti gli Stati membri dell’UE raccolgono e analizzano informazioni mirate a tutelare la salute umana.

Nel 2009 27 Stati membri e 4 Paesi terzi hanno trasmesso informazioni sull’incidenza di zoonosi e agenti zoonotici alla Commissione europea, all’EFSA e all’ECDC. Assistiti dal Centro di collaborazione per le zoonosi di Copenaghen, l’EFSA e l’ECDC hanno svolto un’analisi congiunta di tutti i dati, i cui risultati sono stati pubblicati nella relazione.

Per garantire la sicurezza degli alimenti, anche i consumatori devono fare la loro parte. Si raccomanda di attenersi alle buone prassi igieniche nella preparazione dei cibi e di cuocerli a sufficienza. Maggiori informazioni sono disponibili nel documento dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) intitolato “Five Keys to Safer Food” (Cinque punti chiave per alimenti più sicuri):

Per informazioni i giornalisti possono rivolgersi a:
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[1] Le zoonosi sono infezioni e malattie che possono essere trasmesse direttamente o indirettamente dagli animali agli esseri umani, per esempio attraverso il consumo di alimenti contaminati o il contatto con animali infetti.
[2] In particolare Salmonella enteritidis e Salmonella Typhimurium, che sono i ceppi che più frequentemente colpiscono l’uomo e sono al centro dei programmi di controllo dell’UE.
[3] In conformità con il regolamento (CE) n. 2160/2003, questi programmi di controllo puntano al conseguimento dell’obiettivo di riduzione di Salmonella fissato dai regolamenti (CE) n. 1003/2005, n. 1168/2006 e n. 646/2007 sui seguenti tipi di Salmonella: S. Enteritidis, S. Typhimurium, S. Infantis, S. Virchow e S. Hadar per quanto concerne i gruppi da riproduzione e S. Enteritidis e S. Typhimurium per quanto riguarda i gruppi di galline ovaiole e i polli.
[4] Le uova sono considerate la principale fonte di Salmonella nell’uomo.
[5] Inoltre un gruppo di 18 Stati membri ha conseguito i propri obiettivi di riduzione della salmonellosi per i polli allevati per la produzione di carne (polli da carne), mentre un altro gruppo di 18 Stati membri ha raggiunto i propri obiettivi di riduzione per i polli allevati a scopo di riproduzione (polli da riproduzione). Nove Stati membri hanno raggiunto i propri obiettivi di riduzione per tutti e tre i tipi di polli (galline ovaiole, polli da carne e polli da riproduzione), mentre 11 hanno conseguito i propri obiettivi sia per gli esemplari da riproduzione sia per le galline ovaiole.
[6] Il tasso di letalità indica la frequenza di decessi causata da una malattia tra i soggetti colpiti da quella malattia.
[7] Listeria ha un basso tasso di infettività, ma è in grado di moltiplicarsi anche a basse temperature e, di conseguenza, può riprodursi anche se gli alimenti sono refrigerati.