L’EFSA valuta la presenza di parassiti nel pesce

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) è stata incaricata dalla Commissione europea di valutare alcune questioni di sicurezza alimentare derivanti da potenziali reazioni allergiche ai parassiti presenti in una serie di prodotti ittici e di fornire una valutazione dei metodi idonei a ridurre i rischi di infezione. Nel suo parere il gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sui pericoli biologici (BIOHAZ) conclude che l’unico parassita presente nei prodotti ittici destinati al consumo umano che possa causare reazioni allergiche è l’Anisakis, un verme parassita le cui larve possono trovarsi nella polpa del pesce. Il parere del gruppo BIOHAZ fornisce precisazioni sull’efficacia del congelamento e dei trattamenti a caldo per sopprimere o rendere inattive le larve dell’Anisakis[1].

Le probabilità che si verifichino reazioni allergiche sono legate per lo più al consumo di pesce infetto con larve vive. Non è ancora del tutto chiaro come e in che misura gli allergeni dell’Anisakis possano scatenare reazioni allergiche, ma il rischio di allergia è ritenuto più elevato per i prodotti ittici contenenti larve di Anisakis vive rispetto a quelli che contengono larve morte. Le reazioni allergiche all’Anisakis comprendono gastroenterite e sintomi di natura reumatologica e dermatologica.

Per quanto concerne il pesce pescato, il gruppo di esperti ha affermato che, in base alle attuali conoscenze, nessuna area di pesca marittima può essere considerata immune da larve di Anisakis. Per l’unico pesce di allevamento per il quale sono attualmente disponibili dati sufficienti, il salmone atlantico, il gruppo conclude che, laddove allevato in gabbie galleggianti o vasche su terraferma e nutrito con mangimi che non contengono parassiti vivi, il rischio che questo pesce di allevamento possa essere infettato da Anisakis è irrilevante.

I casi di allergia sono più frequentemente riconosciuti in talune regioni europee e rari o del tutto assenti in altre; questo potrebbe essere dovuto a sistemi di monitoraggio e abitudini alimentari differenti. Si raccomanda di rafforzare le procedure di sorveglianza e diagnosi delle reazioni allergiche ai parassiti nei prodotti ittici in tutta l’Unione europea. Il gruppo incoraggia nuovi studi sul tale patologia, che comprendano il ciclo di vita dei parassiti, la loro distribuzione geografica e il ruolo dei metodi di allevamento nella loro diffusione.

Il gruppo di esperti soggiunge che per ridurre i casi di allergia è di fondamentale importanza fornire agli operatori sanitari, alle persone che lavorano nel settore ittico e al pubblico in generale informazioni in merito ai rischi derivanti dai parassiti, nonché sui metodi più opportuni per eliminarli.

Note per i redattori

Il parere scientifico è stato elaborato dal gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sui pericoli biologici (BIOHAZ) in collaborazione con il gruppo di esperti scientifici sui prodotti dietetici, l'alimentazione e le allergie (NDA). Tra i precedenti lavori scientifici sull'argomento si annoverano:

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[1] Congelamento a –15°C per non meno di 96 ore oppure a –20°C per 24 ore oppure a –35°C per 15 ore e riscaldamento a una temperatura superiore a 60°C per almeno 1 minuto.