L’EFSA presenta una metodologia di valutazione del rischio cumulativo per gruppi di pesticidi

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha elaborato un nuovo approccio per il raggruppamento dei pesticidi che apre la strada all’attuazione della valutazione del rischio cumulativo, una tecnica sofisticata per determinare il rischio causato dall’esposizione ai residui di diversi pesticidi. La metodologia generale per la classificazione dei pesticidi nei cosiddetti gruppi per la valutazione cumulativa (CAG) si basa sull’individuazione di composti che presentano proprietà tossicologiche simili in un organo o sistema specifico. Come primo passo, il gruppo di esperti scientifici sui prodotti fitosanitari e i loro residui (PPR) dell’Autorità ha applicato questa metodologia per definire i gruppi di pesticidi tossici per la tiroide e il sistema nervoso centrale.

L’individuazione dei pesticidi da inserire in questi gruppi è un importante passo avanti nelle attività già in corso all’EFSA per realizzare la valutazione del rischio cumulativo, come previsto dal diritto europeo[i]. Questo approccio sarà gradualmente introdotto nell’ambito del processo per la regolamentazione dell’uso dei pesticidi nell’Unione europea. L’EFSA ha evidenziato che la metodologia di valutazione cumulativa di gruppo si applica soltanto ai pesticidi e non include altri tipi di sostanze chimiche potenzialmente presenti negli alimenti.

Criteri generali per la tutela dei consumatori

La metodologia messa a punto dal gruppo di esperti scientifici PPR utilizza criteri generali per raggruppare i pesticidi, al fine di massimizzare la tutela dei consumatori. Ciò fa seguito alla consultazione formale della Commissione europea sulle raccomandazioni generali in merito al desiderato livello di protezione da ottenere.

I gruppi vengono formati individuando i pesticidi che producono effetti tossici simili in un organo o sistema specifico. La metodologia si articola in quattro fasi:

  1. individuazione di effetti tossici specifici e inequivocabili, che sono dannosi per un organo o sistema, nota come individuazione dei pericoli (ad esempio uno squilibrio del sistema tiroideo);
  2. caratterizzazione dei pericoli, che descrive l’esatta natura di questo effetto avverso su specifici organi (ad esempio una variazione dei livelli ormonali) o sistemi (ad esempio individuando l’indicatore più appropriato per l’effetto specifico, per esempio, un ormone);
  3. raccolta di dati sugli indicatori (per esempio variazioni nei livelli ormonali alla dose in cui l’effetto avverso si verifica) che indicano un effetto tossico specifico (per esempio uno squilibrio nel sistema tiroideo) in un organo/sistema;
  4. inserimento di pesticidi che mostrano un effetto tossicologico simile in gruppi di valutazione cumulativi per organo o sistema (ad esempio per la tiroide).

Questo approccio richiede un giudizio scientifico esperto, perché comporta l’analisi e l’interpretazione di grandi volumi di dati complessi. Oltre a individuare i pesticidi che hanno un effetto sulla tiroide e sul sistema nervoso, il gruppo di esperti scientifici PPR ha eseguito una grande mole di lavoro preliminare per lo sviluppo di gruppi in relazione agli effetti su altri organi/sistemi di organi, quali il sistema riproduttivo, il fegato, l’occhio e il surrene.

Fasi future

L’EFSA inizierà ora ad attuare gradualmente la valutazione del rischio cumulativo nei suoi lavori sui pesticidi e, in consultazione con la Commissione europea, fisserà le priorità future per l’ulteriore sviluppo di questa metodologia. L’Autorità terrà inoltre una “sessione informativa” per le parti interessate nel 2014 in merito all’attuazione della valutazione del rischio cumulativo.

I lavori dell’EFSA per quanto riguarda la valutazione del rischio cumulativo da pesticidi rappresentano solo uno dei settori in cui l’Autorità è attivamente impegnata nel valutare il rischio derivante dall’esposizione a miscele di sostanze chimiche per la salute umana e l’ambiente. La strategia scientifica dell’Autorità evidenzia la necessità di sviluppare un approccio armonizzato e costante alla valutazione del rischio da miscele di sostanze chimiche negli alimenti.

 

Note per i redattori

I lavori dell’EFSA nel campo dei pesticidi sono correlati a due aree principali: valutazione del rischio relativo ai livelli massimi di residui (LMR) e revisione paritaria delle sostanze attive.

  • I livelli massimi di residui (LMR) rappresentano i livelli superiori di una concentrazione di residui di pesticidi consentiti per legge negli alimenti o nei mangimi al fine di assicurare l’esposizione più bassa possibile dei consumatori. Prima di fissare un LMR, deve essere eseguita una valutazione del rischio per garantire la sicurezza dei consumatori. Le valutazioni del rischio da pesticidi effettuate dall’EFSA determinano se, in condizioni d’uso corretto, questi prodotti possono dimostrarsi privi di effetti dannosi diretti o indiretti sulla salute umana o animale, o sull’ambiente.
  • Revisione paritaria delle sostanze attive – le sostanze attive utilizzate nei pesticidi sono le sostanze chimiche o i microrganismi che rappresentano il componente essenziale che permette al prodotto di svolgere la propria azione. L’EFSA è responsabile della valutazione, o revisione paritaria, delle sostanze attive esistenti utilizzate nell’UE, così come della valutazione di sostanze attive nuove. L’EFSA conduce i sui lavori in stretta collaborazione con gli esperti scientifici degli Stati membri.
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[i] Il regolamento (CE) n. 396/2005, il regolamento (CE) n. 1107/2009 e il regolamento (CE) n. 396/2005 prescrivono di considerare gli effetti cumulativi dei residui di pesticidi.