L’EFSA valuta la propria procedura d’individuazione dei rischi emergenti

Notizia
31 luglio 2012

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha pubblicato una seconda relazione periodica sul proprio lavoro nel campo dell'individuazione dei rischi emergenti. La relazione evidenzia i dati acquisiti durante la fase pilota 2010-2012 in cui sono state testate le procedure di monitoraggio, raccolta e analisi di dati e informazioni utili all’individuazione dei rischi emergenti nell’ambito della sicurezza di alimenti e mangimi. Tale lavoro è finalizzato a fornire ai gestori dei rischi ulteriori elementi utili a prendere misure preventive che porteranno a una maggiore tutela del consumatore. La relazione pubblicata oggi contiene una panoramica del lavoro svolto dall’EFSA in tale campo specialistico ed espone preziose esperienze acquisite e raccomandazioni da tenere presenti in vista di ulteriori sviluppi.

Nel corso degli anni, il lavoro dell’EFSA nell’ambito dell’individuazione dei rischi emergenti si è evoluto da una fase teorico-concettuale a quella dell’attuazione pratica. In base a quest’ultima relazione, ai fini del successo di un approccio all’individuazione dei rischi basato sul giudizio di esperti è imprescindibile, oltre alla disponibilità di dati, avere accesso anche a un’ampia serie di competenze professionali di natura scientifica unitamente al feedback degli Stati membri dell’UE e delle parti interessate. Avendo creato negli Stati membri una rete dedicata all’individuazione dei rischi emergenti e un gruppo di lavoro costituito da rappresentanti delle parti interessate, comprendente esperti del settore, delle organizzazioni non governative e dei consumatori, e grazie all’accesso al parere di migliaia di esperti scientifici, l’EFSA si trova a disporre di strumenti unici per svolgere il proprio importante lavoro di tutela dei consumatori europei.

Nel periodo febbraio 2010 - maggio 2012, l’EFSA ha testato una procedura atta all’individuazione sia delle potenziali questioni emergenti[1], sia dei motori dei cambiamenti in atto che potrebbero avere effetti sulla catena alimentare umana e/o animale, quali ad esempio il riscaldamento globale. Avvalendosi del giudizio di esperti e delle relative reti di competenze, l’EFSA ha dato priorità a tali potenziali questioni ed è stata in grado di avviare diverse attività con l’obiettivo a lungo termine di formulare raccomandazioni in anticipo sui tempi all’indirizzo dei legislatori dell’UE.

In tale ambito, l’EFSA ricopre un ruolo di prima linea ai fini dello sviluppo di procedure in grado di inquadrare in anticipo quelli che saranno i rischi per la catena alimentare umana e animale nell’UE. L’Autorità riconosce inoltre l’importanza di condividere le conoscenze acquisite in merito a ciò che ha o non ha funzionato, con esempi del tipo di questioni emergenti individuabili nell’ambito dei parametri di competenza dell’Autorità e per mezzo di feedback agli specialisti del settore, utile all’ulteriore sviluppo di sistemi analoghi. A titolo illustrativo, alla relazione è stato allegato un modello che l’EFSA ha definito in corso d’opera, in base alla propria esperienza sul campo, da utilizzarsi per strutturare la valutazione di dati e informazioni alla base dell'individuazione dei potenziali rischi emergenti.

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[1] L’espressione “questione emergente” si usa nelle fasi iniziali di un processo, a indicare argomenti che potrebbero essere d’interesse attuale e richiedere ulteriori valutazioni, mentre “rischio emergente” si usa quando è confermato che l’argomento in questione costituisce, allo stato attuale o in futuro, un nuovo rischio sanitario.