Bisfenolo A: l’EFSA avvia una nuova e completa valutazione incentrata sull’esposizione e sui possibili effetti a basse dosi

Notizia
24 aprile 2012

versione aggiornata*

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha iniziato a lavorare a una nuova valutazione del rischio del bisfenolo A (BPA), utilizzato nei materiali a contatto con gli alimenti, concentrandosi, in particolare, sull’esposizione dei gruppi vulnerabili. Il nuovo parere scientifico andrà a integrare i precedenti pareri scientifici forniti su richiesta della Commissione europea. L’EFSA riesaminerà tutti i dati disponibili e gli studi scientifici sull’esposizione alimentare pubblicati a partire dall’emanazione del proprio parere del 2006 sul BPA e prenderà in considerazione anche il contributo di fonti non alimentari all’esposizione generale al BPA. I membri del gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sui materiali a contatto con gli alimenti, gli enzimi, gli aromatizzanti e i coadiuvanti tecnologici (CEF) valuteranno ulteriormente le incertezze sull’eventuale interesse per la salute umana di taluni effetti associati al BPA osservati a basse dosi nei roditori. I nuovi risultati emersi dagli studi in corso sugli effetti a basse dosi, oltre che sull’esposizione alimentare e non alimentare al BPA, verranno analizzati non appena disponibili nel corso del 2012. L’EFSA sta inoltre organizzando un colloquio di esperti internazionali per discutere delle prove scientifiche più recenti degli effetti a basse dosi in tossicologia e le sfide che esse presentano per la valutazione del rischio.

In occasione dell’assemblea plenaria del febbraio 2012, il gruppo di esperti scientifici CEF ha proposto un piano di lavoro coordinato per la valutazione ex novo dei rischi umani associati all’esposizione al BPA tramite l’alimentazione, da completarsi entro maggio del 2013. Tale iniziativa è stata intrapresa alla luce del continuo monitoraggio da parte dell’EFSA delle ricerche scientifiche sul BPA e dell’ulteriore disamina di nuovi studi scientifici da parte del gruppo CEF. Sono stati istituiti due gruppi di lavoro multidisciplinari di esperti per concentrarsi rispettivamente sulla caratterizzazione del pericolo del BPA (riguardante i suoi effetti tossicologici) e sull’esposizione al BPA (come e in che quantità il BPA viene assorbito dal corpo umano). Per ottimizzare la cooperazione a livello di UE, sono stati invitati a contribuire ai gruppi di lavoro anche gli esperti delle autorità nazionali che stanno conducendo lavori scientifici sul BPA.

Negli ultimi anni sono stati compiuti sforzi per ridurre l’esposizione al BPA, in particolare dei gruppi di popolazione vulnerabili come neonati, bambini e donne incinte, e sono stati banditi dal commercio i biberon prodotti con materie plastiche in policarbonato contenenti BPA. L’EFSA emanerà un invito a presentare dati rivolto agli Stati membri affinché forniscano indicazioni aggiornate sulla presenza del BPA negli alimenti nonché sulla quantità di residuo di BPA che migra dai materiali a contatto con gli alimenti agli alimenti.

Nel condurre questa valutazione del rischio completa l’EFSA collaborerà, inoltre, con gli esperti scientifici degli Stati membri e degli Stati Uniti alla redazione di relazioni sulla valutazione del rischio, già in preparazione, e a studi su vasta scala attualmente in corso. Inoltre l’EFSA affronterà specificatamente le problematiche degli effetti a basse dosi in tossicologia e della valutazione del rischio nell’ambito del colloquio scientifico dedicato all’argomento, che si terrà a Parma il 14-15 giugno. Diversi scienziati di spicco provenienti dall’Europa e dal Nord America hanno già confermato la loro partecipazione. L’accreditamento per il colloquio rimarrà aperto fino al 4 maggio 2012* o fino a esaurimento dei posti disponibili.


Note per i redattori:

L’EFSA ha ultimato la propria completa valutazione del rischio sul BPA nel 2006 e ha fissato una dose giornaliera ammissibile (DGT) di 0,05 mg/kg di peso corporeo/giorno per questa sostanza. L’EFSA ha aggiornato il proprio parere scientifico sul BPA diverse volte a partire dal 2006, riconfermando la DGT nel 2008, nel 2010 e nel 2011. La DGT è una stima della quantità di una sostanza, espressa in base al peso corporeo, che può essere ingerita quotidianamente nel corso della vita, senza rischio apprezzabile. Inoltre l’EFSA ha valutato le assunzioni di BPA attraverso gli alimenti e le bevande per adulti, neonati e bambini e ha riscontrato che erano tutte ampiamente inferiori alla DGT.

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* La data di scadenza è stata estesa dal 30 aprile al 4 maggio 2012 [aggiornamento del 25 aprile 2012].