L’EFSA valuta la sicurezza degli alimenti irradiati

Notizia
6 aprile 2011

Gli esperti scientifici dell’EFSA hanno fornito un aggiornamento di un precedente parere scientifico sulla sicurezza dell’irradiazione degli alimenti, un procedimento che può essere usato per uccidere i batteri che causano intossicazioni alimentari. Nel suo dettagliato parere ai responsabili delle politiche dell’UE, il gruppo di esperti scientifici BIOHAZ[1] dell’EFSA ha esaminato l’efficacia e la sicurezza microbiologica del processo, mentre il gruppo di esperti scientifici CEF[2] dell’EFSA ha esaminato i possibili rischi che insorgono dalla formazione di numerose sostanze chimiche come risultato dell’irradiazione alimentare.

Gli esperti EFSA concludono che per i consumatori non vi sono rischi microbiologici collegati all’utilizzo di alimenti irradiati. La pratica dell’irradiazione, benché efficace, deve considerarsi soltanto uno dei numerosi processi che possono ridurre la presenza di patogeni negli alimenti. Secondo loro l’irradiazione deve far parte di un programma integrato di gestione della sicurezza alimentare volto a proteggere i consumatori, che comprende buone prassi agricole, produttive e igieniche.

Gli esperti affermano che la maggior parte delle sostanze che si formano negli alimenti a seguito di irradiazione si formano anche durante altri tipi di trattamento degli alimenti, con livelli confrontabili a quelli che si originano, ad esempio, con il trattamento termico dei cibi.

Essi rilevano che oggigiorno soltanto una quantità molto limitata di alimenti consumati in Europa viene irradiata. Le uniche nuove evidenze che indichino possibili effetti avversi sulla salute emergono da alcuni studi recenti che segnalano problemi neurologici nei gatti alimentati esclusivamente con mangimi irradiati a dosi estremamente elevate. Tali effetti sono stati rilevati solo nei gatti. Tuttavia in tali studi non si chiariscono né le cause né il meccanismo che potrebbero spiegare l’insorgere dei problemi neurologici osservati. Saranno pertanto necessarie ulteriori ricerche per valutare l’eventuale pertinenza di questi studi per la salute umana.

I due gruppi di esperti raccomandano che le decisioni in merito al tipo di alimenti che possono essere irradiati e a quali dosi di impiego[3] non si basino solo su categorie alimentari predefinite, come avviene attualmente, ma anche su fattori quali: i batteri interessati, il livello di riduzione batterica richiesto, se gli alimenti sono freschi, surgelati o secchi, oppure il contenuto di grassi o proteine dell’alimento. Affermano inoltre che le decisioni in merito al tipo di alimenti che possono essere irradiati dovrebbero anche tenere conto della diversità dei prodotti alimentari attualmente a disposizione dei consumatori quali gli alimenti pronti al consumo.

Che cos’è l’irradiazione alimentare?
L’irradiazione alimentare è un processo che può essere utilizzato per uccidere i batteri che provocano intossicazioni alimentari, come la Salmonella o il Campylobacter. Essa può anche ritardare la maturazione della frutta e arrestare la germinazione di vegetali quali le patate e le cipolle. Nell’UE tutti gli alimenti o ingredienti per alimenti che sono stati irradiati devono essere etichettati come “irradiati” o “trattati con radiazioni ionizzanti” allo scopo di consentire ai consumatori di effettuare una scelta informata.


Gli alimenti irradiati non vanno confusi con l’eventuale contaminazione radioattiva del cibo a seguito di incidenti nucleari. L’irradiazione degli alimenti non li rende radioattivi.

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[1] BIOHAZ = il gruppo di esperti scientifici che si occupa dei pericoli biologici relativi alla sicurezza alimentare e alle malattie di origine alimentare
[2] CEF = il gruppo di esperti scientifici che si occupa di questioni relative alla sicurezza dei materiali a contatto con gli alimenti, gli enzimi, gli aromatizzanti e i coadiuvanti tecnologici, oltre a questioni relative alla sicurezza dei processi.
[3] Gli alimenti e gli ingredienti alimentari la cui irradiazione è autorizzata nell’UE sono elencati nella direttiva 1993/3 CE. A tutt’oggi tale elenco contiene un’unica categoria di alimenti: le erbe aromatiche secche, le spezie e i condimenti vegetali. Gli Stati membri possono autorizzare a livello nazionale l’irradiazione di alimenti e ingredienti alimentari che abbiano ricevuto un parere favorevole dal Comitato scientifico dell’alimentazione umana (SCF) nel 1986, 1992, 1998 come frutta, verdura, cereali, pesci e crostacei, carni fresche e pollame.