Relazione EFSA-ECDC sulle zoonosi: continuano a diminuire i casi di Salmonella nell’uomo, in aumento le infezioni da Campylobacter

Comunicato stampa
8 marzo 2012

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) hanno pubblicato la loro relazione annuale sulle zoonosi e i focolai a trasmissione alimentare nell’Unione europea per il 2010. Dalla relazione emerge che i casi di Salmonella nell’uomo sono diminuiti del 9% nel 2010, facendo registrare un calo per il sesto anno consecutivo. In netta diminuzione a livello di UE è anche la prevalenza di Salmonella nel pollame.

Dal 2005 l’infezione zoonotica segnalata con maggior frequenza nell’uomo è la campilobatteriosi, di cui si è registrato un continuo aumento del numero di casi negli ultimi anni. La presente relazione è uno strumento che aiuta la Commissione europea e gli Stati membri dell’UE nelle rispettive valutazioni sulle possibili misure da adottare per proteggere i consumatori dai rischi correlati alle zoonosi.

Si continuano a registrare progressi positivi nella diminuzione dei casi di Salmonella nell’uomo e nel pollame; la maggioranza degli Stati membri ha raggiunto gli obiettivi fissati per la riduzione di Salmonella in vari allevamenti di pollame nel 2010, ha dichiarato Claudia Heppner, direttore facente funzione dell’unità Valutazione del rischio e assistenza scientifica dell’EFSA. 

Secondo la relazione, la diminuzione dei casi di salmonellosi nell’uomo è probabilmente dovuta soprattutto agli efficaci programmi di controllo della Salmonella nell’UE, attuati per ridurre la prevalenza dei batteri nel pollame, con particolare riguardo alle galline ovaiole[1]. Nel 2010 sono stati segnalati nell’uomo 99 020 casi di salmonellosi, un’infezione che solitamente provoca febbre, diarrea e crampi addominali (nel 2009 i casi riferiti sono stati 108 618). Salmonella è stata riscontrata con maggior frequenza nella carne di pollo e di tacchino.

Johan Giesecke, direttore scientifico presso l’ECDC, ha aggiunto: “L’aumento continuo dei casi di infezione da Campylobacter nell’uomo rende necessari ulteriori interventi congiunti. A tal fine l’ECDC continuerà a rafforzare i suoi contatti con tutti i partner di rilievo e a promuovere la collaborazione con gli stessi, in modo da indurre un’inversione di tendenza per quanto concerne la diffusione di queste malattie nell’UE”.

Per quanto concerne la campilobatteriosi nel 2010 sono stati segnalati in totale 212 064 casi di infezione nell’uomo, in aumento per il quinto anno consecutivo (7 % di casi in più rispetto al 2009). Nei prodotti alimentari, Campylobacter, che può provocare diarrea e febbre, è stato rinvenuto perlopiù nella carne di pollame cruda. Per contrastare la diffusione di Campylobacter, la Commissione europea sta svolgendo un’analisi dei costi e dei benefici delle misure di controllo della presenza del batterio nelle diverse fasi della filiera alimentare. L’EFSA assiste la Commissione in questa attività, tra le altre cose mediante un’analisi dell’indagine di riferimento su scala europea riguardante la prevalenza di Campylobacter nei polli, oltre che fornendo consulenza scientifica sulle possibili misure di riduzione dell’infezione.

La relazione presenta anche una panoramica di altre tossinfezioni alimentari. Nel 2010 Escherichia coli produttore della tossina di Shiga o verotossina (STEC/VTEC) è stato responsabile di 4 000 casi di infezione nell’uomo, in aumento rispetto al 2008. Negli animali e nei prodotti alimentari la VTEC è stata segnalata più spesso nei bovini e nella carne bovina.

Per il quinto anno consecutivo si è registrato invece nell’uomo un calo del numero di casi di infezione da Yersinia enterocolitica, un batterio presente perlopiù nei suini e nella carne suina, che nel 2010 ha provocato 6 776 casi di infezione. Nello stesso anno è diminuito anche, in maniera significativa, il numero di casi di trichinellosi (una zoonosi parassitaria) nell’uomo (223 casi rispetto ai 748 del 2009), con una corrispondente diminuzione dei riscontri di Trichinella nei suini, un’importante fonte del parassita.

Le infezioni da Listeria nell’uomo sono leggermente diminuite, con un numero di casi confermati nel 2010 pari a 1 601. Nel 2013 l’EFSA analizzerà i risultati di un’indagine di riferimento su scala europea riguardante la prevalenza di Listeria negli alimenti pronti al consumo, tra cui pesce affumicato, prodotti a base di carne trattati termicamente e formaggi a pasta molle e semi-molle[2], che fornirà informazioni importanti sulla prevalenza del batterio e sui fattori che ne favoriscono la presenza in questi prodotti alimentari ad alto rischio. In aggiunta a queste attività, l’EFSA e l’ECDC svolgeranno una tipizzazione molecolare congiunta per i ceppi di Listeria presenti nell’uomo e negli alimenti, al fine di individuare possibili nessi tra i casi umani e il consumo di prodotti alimentari.

Stando alla relazione, nel 2010 sarebbero stati segnalati 5 262 focolai a trasmissione alimentare[3] nell’UE, in leggero calo rispetto al 2009. I focolai riferiti hanno colpito più di 43 000 persone e causato 25 decessi; in realtà, tuttavia, tali cifre potrebbero essere più elevate perché non tutti i casi vengono riferiti. Le cause di tossinfezione alimentare riferite più di frequente sono state Salmonella (31 % di tutte le infezioni), virus come il norovirus (15 %) e Campylobacter (9 %). La principale fonte di infezione sono state le uova e i prodotti a base di uova, i pasti misti e a buffet, e gli ortaggi e loro derivati. L’importanza degli ortaggi come fonte di infezione è cresciuta rispetto agli anni precedenti.

La relazione esamina 15 malattie zoonotiche, tra cui febbre Q, brucellosi, tubercolosi bovina, rabbia e la zoonosi parassitaria echinococcosi. La versione integrale della relazione, con i dati ripartiti per Paese e gli allegati, è disponibile sui siti Internet dell’EFSA e dell’ECDC. 


Note per i redattori:

Le zoonosi sono infezioni e malattie che possono essere trasmesse direttamente o indirettamente dagli animali all’uomo, per esempio attraverso il consumo di alimenti contaminati o il contatto con animali infetti. Nell’uomo queste malattie possono avere gravità diversa, con quadri clinici caratterizzati da lieve sintomatologia fino ad affezioni potenzialmente letali. Per scongiurare il rischio di zoonosi è importante individuare quali animali e alimenti costituiscono le principali fonti di infezione. A tal fine tutti gli Stati membri dell’UE raccolgono e analizzano informazioni mirate a tutelare la salute umana.

Nel 2010, 27 Stati membri e 4 Paesi dell’EFTA hanno trasmesso informazioni sull’incidenza di zoonosi, sugli agenti zoonotici e sui focolai a trasmissione alimentare alla Commissione europea, all’EFSA e all’ECDC.

Per garantire la sicurezza degli alimenti, anche i consumatori devono fare la loro parte. Si raccomanda di attenersi alle buone prassi igieniche nella preparazione dei cibi e di cuocerli a sufficienza. Maggiori informazioni sono disponibili nel documento dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) intitolato “Five Keys to Safer Food” (Cinque punti chiave per alimenti più sicuri).

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[1] In conformità con il regolamento (CE) n. 2160/2003 questi programmi di controllo puntano al conseguimento dell’obiettivo di riduzione di Salmonella fissato dai regolamenti (CE) n. 1003/2005, n. 1168/2006 e n. 646/2007 per i seguenti tipi di Salmonella: S. enteritidis, S. typhimurium, S. infantis, S. virchow e S. hadar per quanto concerne i gruppi da riproduzione e S. enteritidis e S. typhimurium per quanto riguarda gli allevamenti di galline ovaiole, i polli e i tacchini.
[2] Listeria può svilupparsi a basse temperature ed è tollerante al sale, per cui può sopravvivere negli alimenti trasformati, conservati e surgelati.
[3] Incidenza di due o più casi della medesima malattia e/o infezione nell’uomo se questi casi sono correlati o si suppone siano correlati alla stessa fonte alimentare.