Il comitato scientifico dell’EFSA incoraggia alternative alla sperimentazione animale

Il comitato scientifico dell’EFSA ha sottolineato l’importanza di metodi di valutazione del rischio nel campo della sicurezza di alimenti e mangimi che non solo riducano al minimo l’impiego di animali utilizzati a fini sperimentali e le sofferenze a cui essi sono sottoposti, ma che conducano anche alla sostituzione degli esperimenti sugli animali. Il parere pubblicato esamina lo stato dell’arte in materia di ricorso agli animali utilizzati a fini sperimentali nei vari campi interessati dalle attività di valutazione del rischio dell’EFSA e propone strategie che possono ridurre la necessità di studi sugli animali.

Il parere rileva che la sperimentazione animale va condotta in osservanza alle linee guida approvate dalla Commissione europea, dalle agenzie comunitarie o da altre organizzazioni internazionali come l’OCSE. Esso raccomanda inoltre un confronto tra EFSA e Commissione europea sui metodi migliori per affrontare l’inclusione di nuovi e convalidati metodi di test nelle attuali linee guida, che siano basati sulla sostituzione, la riduzione e l’affinamento delle sperimentazioni sugli animali. Viene sottolineata, inoltre, l’importanza di una buona comunicazione nel settore tra le varie agenzie che si occupano della valutazione del rischio chimico.

“Il presente parere costituisce un riesame esauriente dei principi guida sull’uso degli animali a fini sperimentali e sintetizza le possibilità di sostituzione, riduzione e affinamento delle sperimentazioni sugli animali nei vari campi interessati dalle attività dell’EFSA. Auspichiamo che questo parere aiuti l’EFSA a sviluppare ancora di più un approccio proattivo al benessere degli animali nell’ambito delle sue attività di valutazione del rischio fondate su solidi principi scientifici”, ha dichiarato il professor Vittorio Silano, presidente del comitato scientifico dell’EFSA.

La maggior parte delle valutazioni del rischio condotte dall’EFSA richiede dati sperimentali. Al momento non è possibile ottenere tutte le informazioni e i dati necessari per assicurare un livello elevato di protezione del consumatore senza il ricorso, almeno parziale, alla sperimentazione sugli animali.

Il parere elenca i tipi di metodi alternativi alla sperimentazione animale riconosciuti a livello internazionale e disponibili per vari tipi di studi utilizzati nella valutazione del rischio (ad es. prove di tossicità acuta, di irritazione cutanea e di irritazione oculare) e indica che questi vanno usati in linea con la vigente legislazione comunitaria[1] . Per quei settori in cui i metodi alternativi non sono in grado di fornire tutti gli elementi necessari, come per gli effetti tossici sulla riproduzione e lo sviluppo, il parere descrive strategie di sperimentazione e valutazione del rischio integrate che possono contribuire a ridurre la necessità di esperimenti sugli animali.

Il parere propone inoltre metodi per migliorare l’attuazione delle pratiche di benessere animale nell’ambito del lavoro dell’EFSA. Il comitato scientifico osserva che, in linea con la normativa comunitaria vigente, i richiedenti che presentano fascicoli all’EFSA devono utilizzare quanto più possibile metodi accettati che siano alternativi alle sperimentazioni animali. Il parere evidenzia inoltre quanto sia importante che nelle linee guida per i richiedenti, elaborate dall’EFSA, l’uso di tali metodi trovi pieno riscontro. Il comitato scientifico caldeggia inoltre la necessità, nel corso delle valutazioni del rischio, di riesaminare tutti i dati esistenti prima di richiedere studi aggiuntivi sugli animali.

Il parere rispecchia l’impegno dell’EFSA verso un continuo miglioramento del benessere animale nella conduzione delle valutazioni del rischio. Il comitato scientifico ha raccomandato all’EFSA di far seguire entro tre anni dal parere un riesame dei progressi nel campo delle alternative alla sperimentazione sugli animali.

Notes to editors

Questo parere, elaborato dal gruppo di lavoro del comitato scientifico dell’EFSA sul benessere animale, rientra in una serie di iniziative assunte a livello nazionale, europeo e internazionale (da parte di organizzazioni tra cui l’OCSE, l’OIE e varie componenti dell’Unione europea) per promuovere alternative alla sperimentazione animale e migliorare il benessere degli animali utilizzati a fini sperimentali.

Di recente, nell’aprile del 2009, è stato siglato un accordo di cooperazione sulla validazione di alternative alla sperimentazione animale dal Centro europeo per la convalida di metodi alternativi (ECVAM), parte del Centro comune di ricerca della Commissione europea, insieme a organismi equivalenti degli Stati Uniti, del Canada e del Giappone.

Nel 2005 il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sulla salute e il benessere animale (AHAW) ha adottato un   parere sul benessere degli animali utilizzati a fini sperimentali   che ha preso in esame la capacità degli animali stessi di provare dolore, sofferenza, angoscia o danni durevoli. Il parere conteneva inoltre raccomandazioni volte a migliorare le condizioni di benessere e a rendere meno crudeli i metodi di abbattimento.

[1] Direttiva 86/609/CEE (attualmente in corso di revisione) del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri relative alla protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici.

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