Xylella fastidiosa

Xylella fastidiosa è un patogeno batterico delle piante trasmesso da insetti vettori e associato a malattie gravi che interessano un’estesa varietà di piante. Nella vite provoca la malattia di Pierce, che rappresenta un grave problema per i viticoltori di Stati Uniti e America del Sud. X. fastidiosa venne scoperta su olivi pugliesi, nell’Italia meridionale, a ottobre del 2013, prima segnalazione del batterio nell'Unione europea. Da allora la sua presenza è stata segnalata anche in Corsica e nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, nella Francia del Sud. Sono in essere controlli per evitare che il batterio si diffonda ulteriormente.

Numerose specie di insetti succhiatori di linfa xilematica sono noti come vettori del batterio. X. fastidiosa ha poi un’ampia gamma di piante ospiti, tra cui molte piante comuni sia coltivate sia selvatiche.

Lavori completati

Per capire meglio le incertezze associate alla valutazione del rischio da X. fastidiosa, l'EFSA ha commissionato due importanti progetti. Il primo, diretto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bari, sta esaminando la suscettibilità di importanti specie vegetali al ceppo pugliese di X. fastidiosa (CoDiRO) effettuando test su piante mediterranee come la vite, gli agrumi, il pesco e il susino, ma anche su alberi che si trovano in foreste temperate. Gli esperimenti includono l’inoculazione diretta del batterio in piantine sane mantenute in condizioni controllate, e l'esposizione di piante giovani a insetti vettori infetti, riproducendo così il processo di trasmissione naturale.

Obiettivo del secondo progetto è quello di migliorare la conoscenza dei potenziali vettori europei di X. fastidiosa. Il progetto biennale (che coinvolge scienziati delle università di Bari, Brescia e Torino, nonché l'Istituto italiano per la protezione sostenibile delle piante (IPSP) sta raccogliendo dati sulla biologia e sul controllo dei potenziali vettori dalla letteratura scientifica e dai Paesi mediterranei dell'Unione europea. Nel frattempo si stanno raccogliendo dati sulla biologia e l'ecologia di Philaenus spumarius (l'unico vettore europeo attualmente noto di X. fastidiosa CoDiRO) in condizioni naturali presso alcuni oliveti liguri e pugliesi e in due ecosistemi modello ricreati dalle università di Bari e Torino, dove gabbie isolate da rete anti-insetto ospiteranno per due anni consecutivi popolazioni di P. spumarius e varie specie di piante ospiti, consentendo ai ricercatori osservazioni continuative e dettagliate in supporto ai dati di campo.

2013

A ottobre 2013 Xylella fastidiosa viene rilevata su olivi nella provincia di Lecce, in Puglia (Italia). Si tratta del primo focolaio di X. fastidiosa in condizioni di campo a essere segnalato nell'Unione europea. Nel novembre dello stesso anno l'EFSA fornisce alla Commissione europea consulenza scientifica urgente e assistenza tecnica su X. fastidiosa.

2014

Dopo la pubblicazione del parere EFSA, nel febbraio 2014 la Commissione europea dispone misure di emergenza per combattere la diffusione e l'ulteriore introduzione dell'organismo nell'UE. Tali misure vengono ulteriormente inasprite a maggio e ottobre del 2015.

2015

Nel gennaio 2015 l'EFSA pubblica una esaustiva valutazione del rischio fitosanitario e una disamina delle opzioni di riduzione del rischio da X. fastidiosa nell’UE. Nel relativo parere scientifico si acclude un elenco di piante ospiti e di vettori europei del batterio. A marzo 2015 l'EFSA pubblica un rapporto in cui classifica le piante destinate alla messa dimora, a esclusione delle sementi, in base al rischio di introduzione di X. fastidiosa.

Ad aprile l'EFSA risponde a un’organizzazione non governativa italiana la quale sostiene che una serie di funghi, e non X. fastidiosa, siano i principali agenti causali del deperimento degli olivi in Puglia. L'EFSA conclude che non vi è prova scientifica che i funghi tracheomicotici siano la causa primaria del disseccamento degli olivi pugliesi.

Un parere scientifico pubblicato dall'EFSA a settembre indica che un trattamento ad acqua calda - in base al quale piante dormienti e parti di piante vengono immersi per 45 minuti in acqua riscaldata a 50° C - è un metodo affidabile per il controllo di X. fastidiosa nelle barbatelle dormienti.

A novembre 2015 oltre 100 scienziati provenienti da tutto il mondo partecipano a un seminario organizzato dall'EFSA per individuare le principali lacune nelle conoscenze e per discutere delle priorità di ricerca in tema di X. fastidiosa. Nello stesso mese l'EFSA valuta i risultati di studi in atto e di sperimentazioni condotte in Puglia, concludendo che non si può escludere che la vite sia potenzialmente una piante ospite di X. fastidiosa.

2016

A febbraio 2016 la banca dati EFSA delle piante ospiti viene aggiornata per accludere 44 nuove specie. La maggior parte delle nuove specie (il 70%) è individuata nel sud Italia (Puglia), in Corsica e nella Francia del Sud (regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra).

Completed work
E.g., 07/29/2016
E.g., 07/29/2016

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Che lavori scientifici ha condotto l’EFSA in questo campo?

Xylella fastidiosa, un batterio patogeno delle piante, è stato riscontrato negli ulivi in provincia di Lecce, in Puglia, Italia, nell’ottobre 2013, primo focolaio infettivo verificatosi nell’Unione Europea in condizioni di campo. La Commissione europea ha chiesto all'EFSA di fornire assistenza scientifica e tecnica urgente su X. fastidiosa. Nel novembre 2013 l'EFSA ha pubblicato una dichiarazione in cui esaminava la gamma delle possibili piante ospiti e dei vettori del patogeno, le vie d'ingresso e diffusione nonché le opzioni per la riduzione del rischio. Nel mese di gennaio 2015 a questo lavoro ha fatto seguito una valutazione completa dei rischi per la salute delle piante da X. fastidiosa nell’UE, con l’individuazione e la valutazione delle opzioni di riduzione del rischio. Per informazioni sul resto dei lavori scientifici effettuati dall’EFSA su X. fastidiosa si prega di cliccare sul bottone Tappe importanti di questa pagina.

Quali sono stati i principali risultati dei lavori di valutazione del rischio dell'EFSA?

Il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sulla salute dei vegetali ha concluso nel suo parere scientifico del gennaio 2015 che X. fastidiosa rappresenta un grave rischio per il territorio dell'Unione europea, perché le piante ospiti e i vettori sono presenti in tutta l'Unione europea e ci sono regioni con condizioni ambientali ad essa favorevoli. Focolai infettivi di questo patogeno hanno portato a gravi perdite di agrumi in Sud America e di uva in Nord America.

X. fastidiosa ha una gamma molto estesa di ospiti, che comprende molte piante coltivate o comuni in Europa. L'organismo può colpire parecchie colture in Europa, come gli agrumi, la vite e gli alberi da frutto con nocciolo (mandorlo, pesco, susino), ma anche specie arboree e piante ornamentali, come la quercia, il platano e l’oleandro.

Il ceppo di X. fastidiosa presente negli ulivi in provincia di Lecce è molto omogeneo, e identico a una variante che infetta gli oleandri in Costa Rica. In provincia di Lecce X. fastidiosa è stata associata alla sindrome del disseccamento rapido dell’ulivo. Le indagini hanno mostrato che gli ulivi sintomatici erano generalmente colpiti da un complesso di parassiti e agenti patogeni tra cui X. fastidiosa, varie specie fungine appartenenti ai generi Phaeoacremonium e Phaemoniella, e la Zeuzera pyrina (falena leopardo). Ad oggi il ceppo pugliese di X.fastidiosa ha infettato piante di olivo, mandorlo, ciliegio, rosmarino, oleandro, mirto, alaterno (Rhamnus alaternus), ginestra odorosa (Spartium junceum) Westringia fruticosa (Westringia fruticosa), Polygala a foglie di mirto (Polygala myrtifolia), mimosa a foglie strette (Acacia saligna), pervinca minore (Vinca minor) e pervinca rosea (Catharanthus roseus).

Tutti gli insetti che si nutrono della linfa contenuta nello xilema in Europa sono considerati potenziali portatori di X. fastidiosa. I membri delle famiglie di insetti Cicadellidae, Aphrophoridae e Cercopidae sono vettori nelle Americhe e devono quindi essere considerati potenziali vettori in Europa. La sputacchina Philaenus spumarius è stata individuata come vettore nella provincia di Lecce.

Le due principali vie d’ingresso di X. fastidiosa in un’area precedentemente indenne sono il commercio di piante per la messa a dimora infette, e la presenza di insetti vettori nelle forniture vegetali.

Quali sono le opzioni per la riduzione dei rischi?

L'EFSA è giunta alla conclusione che è improbabile che l'eradicazione di X. fastidiosa, cioè la sua totale eliminazione da una zona focolaio, abbia successo nelle zone in cui l’organismo nocivo è ampiamente insediato, a causa della estesa gamma di piante ospiti e delle varie specie di insetti vettori. X. fastidiosa è peraltro insediata su decine di migliaia di ettari della provincia di Lecce ( Puglia).

Tuttavia, il ricorso a un insieme di misure di contenimento - quali: impedire il movimento di piante infette o di insetti vettori infetti; eliminare le piante infette; controllare gli insetti vettori ed effettuare una corretta gestione della vegetazione circostante - potrebbe aiutare a prevenire o rallentare la diffusione dell’organismo nocivo dalla provincia di Lecce alle zone limitrofe o ad altri territori dell'UE.

Quali sono le raccomandazioni del gruppo di esperti scientifici dell'EFSA sulla salute dei vegetali?

Il gruppo di esperti ha raccomandato di continuare e intensificare le attività di ricerca in tema di gamma degli ospiti, epidemiologia e controllo del focolaio pugliese di X. fastidiosa. Sulla base delle conoscenze acquisite tramite tali ricerche, le incertezze potranno essere considerevolmente ridotte e potrà essere condotta una valutazione più approfondita del rischio e delle misure di attenuazione per il ceppo pugliese di X. fastidiosa.

Qual è il ruolo dell’EFSA?

Il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sulla salute dei vegetali fornisce consulenza scientifica indipendente sui rischi posti ai vegetali, ai prodotti vegetali o alla biodiversità nell'UE dagli organismi nocivi per le piante. Il gruppo esamina e valuta i rischi per l’integrità e la sicurezza della catena alimentare.

Il gruppo svolge, sulla base delle informazioni scientifiche e dei dati disponibili, valutazioni del rischio finalizzate a elaborare pareri scientifici e fornire consulenza ai gestori del rischio degli Stati membri dell'UE, della Commissione europea e del Parlamento europeo.

Si stanno effettuando ulteriori studi?

L'EFSA sta rispondendo a tutte le richieste di consulenza scientifica che le pervengono in merito dalla Commissione europea, e resta pronta a rispondere a richieste successive. E’ per noi una priorità affrontare la minaccia da Xylella fastidiosa per le piante e l’ambiente in Europa.

L'EFSA gestisce e aggiorna una banca dati sulle specie vegetali segnalate come ospiti di Xylella fastidiosa.

Inoltre l'Autorità sta finanziando due progetti esterni di ricerca con l'obiettivo di ridurre le incertezze individuate nella propria valutazione del rischio.

Il Centro di Ecologia e Idrologia (CEH) del Regno Unito ha esplorato la possibilità di utilizzare un modello per valutare la potenziale diffusione di X. fastidiosa dalla zona focolaio in provincia di Lecce, nell’ambito di un più ampio progetto finanziato dall’EFSA volto a produrre un repertorio di modelli matematici per prevedere la diffusione di organismi esotici nocivi ai vegetali nell’UE. Tale modello potrà essere ulteriormente sviluppato una volta disponibili i risultati delle ricerche epidemiologiche su X. fastidiosa in Puglia. Questo studio è stato pubblicato ad aprile 2015 sul sito web dell'EFSA. Un altro progetto pilota finanziato dall’EFSA, a cura della sede di Bari del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sta studiando la gamma degli ospiti del ceppo pugliese di X. fastidiosa. Tale studio sarà concluso e pubblicato sul sito web dell'EFSA entro la fine del 2015.

Il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sulla salute dei vegetali ha inoltre pubblicato un parere scientifico sull’impiego di un trattamento ad acqua calda contro la X. fastidiosa presente sulle viti. Nel parere il gruppo conclude che il trattamento, che viene già utilizzato con successo per eliminare la malattia fitoplasmatica “flavescenza dorata” dal materiale di moltiplicazione della vite in fase di quiescenza, è efficace sulle viti anche contro la X. fastidiosa.