Valutazione del rischio ambientale

La valutazione del rischio ambientale (VRA) esamina le ripercussioni sull’ambiente dovute, ad esempio, all’introduzione di piante geneticamente modificate, all’uso di determinate sostanze negli alimenti, nei mangimi e nei prodotti fitosanitari ovvero all’introduzione e alla diffusione di organismi nocivi ai vegetali. 

La normativa europea prevede che l’EFSA svolga una VRA in ambiti specifici, quali organismi geneticamente modificati (OGM) e pesticidi.

Oltre a quelli prettamente ambientali, l’EFSA valuta anche i rischi per la salute umana e animale derivanti dai contaminanti chimici o dai pericoli microbiologici che possono essere presenti nell’ambiente e pertanto entrare nella filiera alimentare.

La VRA aiuta i responsabili delle politiche e gli organi normativi a prendere decisioni responsabili, rispettose dell’ambiente. 

Quadro UE 

La VRA detiene un ruolo centrale in vista del raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020, una strategia avanzata dalla Commissione che delinea un quadro dell’economia sociale di mercato europea per il XXI secolo, in cui la protezione dell’ambiente figura tra le priorità. A questo riguardo, la VRA consentirà di avviare processi decisionali informati.

Nell’Unione europea la valutazione del rischio ambientale è svolta da vari organi consultivi entro specifici ambiti legislativi. Nel caso dell’EFSA, la VRA verte su una serie di prodotti autorizzati dalla legislazione alimentare europea, quali pesticidi, additivi per mangimi nonché alimenti e mangimi geneticamente modificati che possono comportare rischi per l’ambiente. La valutazione del rischio ambientale deve essere conforme alle normative vigenti in campo.

Il lavoro dell’EFSA

L’EFSA fornisce consulenza scientifica indipendente relativamente a tutte le questioni aventi un’incidenza diretta o indiretta sulla sicurezza alimentare. A questo riguardo, la sostenibilità delle pratiche di produzione alimentare è diventata con il passare del tempo prioritaria. Dalle stesse normative europee si evince come, sempre più spesso, l’EFSA sia tenuta a includere nel proprio lavoro la valutazione del rischio ambientale, in particolare per quanto riguarda sostanze e prodotti regolamentati come gli OGM, gli additivi alimentari e i pesticidi.
Sono diversi gli ambiti in cui l’EFSA prende in considerazione la valutazione del rischio ambientale.

Salute dei vegetali

La direttiva 2000/29/CE del Consiglio fissa una serie di misure di protezione contro l’introduzione e la diffusione nell’UE di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contiene elenchi degli organismi nocivi che minacciano la salute dei vegetali nell’Unione europea.

Attualmente il gruppo di esperti scientifici PLH (salute dei vegetali) è impegnato nell’elaborazione di linee guida per la valutazione dei rischi ambientali posti dagli organismi nocivi ai vegetali. Una volta completate, le linee guida definiranno la metodologia da seguire per la valutazione del rischio ambientale.

In questo contesto la valutazione del rischio ambientale consentirà all’EFSA di analizzare il tipo di minaccia rappresentata dagli organismi nocivi ai vegetali, fra cui invertebrati, agenti patogeni e piante, a danno della salute dei vegetali in Europa. La VRA contribuirà inoltre a individuare possibili opzioni di gestione del rischio e a valutare la loro efficacia nel ridurre i rischi per l’ambiente.

Pesticidi

Le sostanze attive impiegate nei pesticidi possono essere autorizzate solo se non producono effetti nocivi sulla salute dell’uomo e degli animali e non comportano effetti inaccettabili sull’ambiente, come, in particolare, la contaminazione delle acque e l’impatto su organismi diversi dagli organismi bersaglio (quali uccelli, mammiferi, organismi acquatici, api, artropodi, organismi del suolo e flora). La VRA dei pesticidi serve a valutare l’impatto del loro impiego su organismi viventi non bersaglio, suolo, acqua e aria.

L’unità Pesticidi dell’EFSA coordina la revisione tra pari delle sostanze attive impiegate nei pesticidi all’interno dell’Unione europea. Gli Stati membri valutano i dati forniti dalle aziende che fanno richiesta di autorizzazione ed effettuano la valutazione del rischio ambientale. Lo Stato membro relatore trasmette all’EFSA una prima versione della relazione di valutazione. A sua volta l’EFSA esamina la VRA in stretta collaborazione con esperti scientifici degli Stati membri e con il contributo della Commissione europea e dell’azienda interessata. Nel corso della revisione tra pari, il pubblico ha altresì la possibilità di esprimere osservazioni nel quadro di una consultazione pubblica indetta tramite il sito web dell’EFSA.

Il gruppo di esperti sui prodotti fitosanitari e i loro residui (PPR) dell’EFSA presta consulenza scientifica su questioni che non possono essere risolte nell’ambito della revisione tra pari delle sostanze attive o nel caso in cui siano necessarie ulteriori linee guida scientifiche su aspetti più generici, di norma nei seguenti settori: tossicologia, ecotossicologia, durata e comportamento dei pesticidi. Il gruppo di esperti scientifici PPR ha anche il compito di revisionare e aggiornare le linee guida esistenti e di elaborare nuove linee guida per la valutazione del rischio dei pesticidi.

Organismi geneticamente modificati (OGM)

Nell’ambito della sua attività di valutazione della sicurezza degli OGM, l’EFSA esamina per ciascuna richiesta di autorizzazione di organismi geneticamente modificati non soltanto i possibili effetti avversi per la salute dell’uomo e degli animali, ma anche l’impatto sull’ambiente, in conformità del quadro normativo che regola l’emissione nell’ambiente di OGM.

Il gruppo di esperti scientifici sugli organismi geneticamente modificati (GMO) dell’EFSA analizza la valutazione del rischio ambientale delle piante e dei microorganismi geneticamente modificati eseguita dalle aziende che chiedono un’autorizzazione all’immissione in commercio. In futuro il gruppo di esperti scientifici GMO dell’EFSA potrebbe essere coinvolto in questo tipo di valutazioni anche per quanto riguarda gli animali geneticamente modificati.

Il gruppo di esperti scientifici GMO valuta, ad esempio, se le piante geneticamente modificate comportino effetti avversi su organismi non bersaglio, se esse siano più persistenti e/o invasive delle rispettive varietà tradizionali o il loro eventuale impatto sulla biodiversità.

Il gruppo di esperti scientifici GMO ha elaborato linee guida per la valutazione del rischio di piante geneticamente modificate e alimenti e mangimi derivati, inteso come strumento per predisporre le richieste di autorizzazione. Il gruppo di esperti scientifici GMO ha aggiornato le proprie linee guida del 2006 sotto il profilo della valutazione del rischio ambientale, inasprendo i requisiti sulla generazione, la raccolta e l’analisi dei dati per le richieste di autorizzazione presentate al vaglio dell’EFSA. Inoltre sono state definite specifiche linee guida per la valutazione dei possibili effetti delle piante geneticamente modificate sugli organismi non bersaglio. Le linee guida rivedute sono il risultato di due anni di lavoro di scienziati provenienti da tutta Europa, a riprova dell’impegno dell’Autorità per mantenere una posizione di avanguardia rispetto ai più recenti sviluppi in materia di valutazione del rischio ambientale delle piante geneticamente modificate.

La normativa relativa agli OGM prevede che i richiedenti monitorino i possibili effetti sull’ambiente associati alla coltivazione di organismi geneticamente modificati successivamente alla loro introduzione nell’Unione europea e che riferiscano regolarmente sui risultati delle loro verifiche agli Stati membri e alla Commissione europea. Durante la fase di valutazione dei rischi che precede l’immissione in commercio, il gruppo di esperti scientifici GMO dell’EFSA esamina la qualità scientifica del piano di monitoraggio ambientale post-commercializzazione proposto dal richiedente. Tale piano deve costituire parte integrante del fascicolo di richiesta di autorizzazione per qualsiasi OGM destinato a essere coltivato nell’Unione europea. Il gruppo di esperti scientifici ha inoltre pubblicato un parere scientifico che fornisce ai richiedenti linee guida per la definizione di un piano di monitoraggio. Per gli organismi geneticamente modificati di cui è stata approvata la coltivazione, il gruppo di esperti scientifici GMO dell’EFSA potrà altresì valutare le relazioni annuali contenenti le informazioni raccolte nel corso del monitoraggio delle piante geneticamente modificate di cui è stata autorizzata la coltivazione nell’Unione europea.

Per un’efficace valutazione della sicurezza degli animali geneticamente modificati rispetto all’ambiente, il gruppo di esperti scientifici GMO definirà specifiche linee guida per pesci, insetti, mammiferi e uccelli geneticamente modificati.

Additivi per mangimi

Gli additivi per mangimi sono prodotti deliberatamente aggiunti nell’alimentazione degli animali per migliorare la qualità dei mangimi, degli alimenti di origine animale ovvero la resa e la salute degli animali. Gli additivi possono essere immessi nell’ambiente anche attraverso le feci e l’urina degli animali stessi.

Prima di essere autorizzati, tutti gli additivi per mangimi devono essere sottoposti a una valutazione della sicurezza volta ad accertare che non comportino effetti avversi a carico della salute dell’uomo e degli animali nonché dell’ambiente.

Per determinare l’impatto ambientale degli additivi per mangimi, il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA su additivi e prodotti o sostanze usati nei mangimi (FEEDAP) segue un approccio per gradi.

Il gruppo di esperti scientifici FEEDAP ha elaborato linee guida che contengono tutte le informazioni sulla VRA degli additivi per mangimi rispetto agli ambienti acquatici e terrestri, allo scopo di fornire uno strumento di supporto ai richiedenti nella preparazione dei fascicoli e, nel contempo, di stabilire in maniera trasparente i principi seguiti dal gruppo nella valutazione del rischio ambientale degli additivi per mangimi.