Clonazione animale

La clonazione animale consiste nel realizzare la copia di un animale essenzialmente uguale all'originale.

La tecnica più comunemente usata è il cosiddetto trasferimento del nucleo di cellule somatiche o SCNT. Essa consiste nel realizzare una copia genetica di un animale sostituendo il nucleo di un ovulo (cellula uovo) non fecondato con il nucleo di una cellula del corpo (somatica) di un animale in modo da ottenere un embrione. L'embrione viene quindi impiantato in una madre surrogata, nel cui grembo si sviluppa fino alla nascita.

Per molti anni le piante sono state prodotte con la clonazione, prelevando una piccola parte da una pianta e riproducendo con essa una nuova pianta e questo è stato fatto su scala commerciale più ampia per un certo periodo per alcuni tipi di frutta e verdura, ad esempio per le banane. Più recentemente questa tecnologia è stata applicata agli animali (dal 1996 con la nascita della pecora Dolly).

Le tecniche di clonazione vengono impiegate anche in alcuni Paesi al di fuori dell’Unione europea e varie autorità per la sicurezza alimentare hanno già emanato pareri scientifici sull’argomento.

Ruolo dell'EFSA

In Europa le decisioni riguardanti eventuali misure o azioni da intraprendere circa la produzione, la vendita o l'immissione sul mercato degli alimenti vengono prese dalla Commissione europea e dagli Stati membri dell’UE in quanto gestori del rischio. Il ruolo dell'EFSA nell'ambito della sicurezza alimentare umana e animale è invece quello di eseguire valutazioni del rischio e fornire consulenza scientifica obiettiva a sostegno di tali decisioni. Il parere scientifico dell'EFSA contribuirà a fornire indicazioni ai gestori del rischio per qualsiasi futura misura dell'UE relativa ai cloni animali, alla loro progenie e ai prodotti da essi derivati, quali carne e latte.

A luglio del 2008 l’EFSA ha adottato un parere scientifico sulle implicazioni della clonazione animale per la sicurezza alimentare, la salute e il benessere animale, e l’ambiente. Nel 2009 e nel 2010 l’EFSA ha adottato dichiarazioni scritte in cui si confermavano le conclusioni e le raccomandazioni del parere del 2008. Il parere ed entrambe le dichiarazioni sono stati emanati in esito a richieste di consulenza in merito da parte della Commissione europa.

Parere EFSA del 2008

Dal parere del comitato scientifico dell'EFSA emergono alcune fondamentali conclusioni, tra cui:

  • le incertezze nella valutazione del rischio emergono a causa dell’esiguo numero di studi disponibili, delle ridotte dimensioni dei campioni esaminati e, in generale, per l’assenza di un approccio uniforme, che consentirebbe invece di affrontare in modo più soddisfacente tutte le problematiche inerenti al parere. Ai fini del parere, inoltre, vengono presi in considerazione soltanto suini e bovini, le due specie di animali per cui sono disponibili dati adeguati;
  • si è riscontrato che la salute e il benessere di una proporzione significativa di cloni, principalmente durante il periodo giovanile per i bovini e il periodo perinatale per i suini, sono stati influenzati negativamente, spesso in modo grave e con esito fatale;
  • il trasferimento del nucleo di cellule somatiche (la tecnica più comunemente usata per la clonazione di animali) ha comunque prodotto anche cloni sani di suini e di bovini e prole sana, simili alle controparti convenzionali, sulla base di parametri quali le caratteristiche psicologiche, il comportamento e lo stato clinico;
  • nulla lascia supporre che esistano differenze in termini di sicurezza alimentare nella carne e nel latte dei cloni e della loro progenie rispetto a quelli di animali allevati in modo tradizionale. Tale conclusione si basa sull’ipotesi che la carne e il latte derivino da animali sani, soggetti ai controlli di sicurezza alimentare del caso;
  • non è previsto alcun impatto ambientale, ma i dati disponibili in proposito sono limitati.

L’11 gennaio 2008 l’EFSA ha pubblicato una bozza di parere da sottoporre a consultazione pubblica. Tutte le parti interessate sono state invitate a fornire il proprio contributo scientifico alla consultazione sulle implicazioni della clonazione animale per la sicurezza alimentare, la salute e il benessere degli animali e sull'ambiente, durante la quale l’EFSA ha ricevuto 128 contributi (285 se si contano anche i commenti ripetitivi) provenienti da 64 parti interessate (comprendenti singole persone, organizzazioni non governative, organizzazioni industriali ed enti di valutazione nazionali). Tutti i contributi sono stati esaminati nel corso di un’apposita riunione del gruppo di lavoro del comitato scientifico, prima di portare a termine i lavori sulla bozza di parere.

Un gruppo del comitato scientifico con mansioni redazionali , assieme ad alcuni membri del gruppo di lavoro, ha ulteriormente lavorato alla bozza, tenendo conto delle prove a disposizione e dei contributi ottenuti con la consultazione pubblica. Il parere è stato adottato nella sessione plenaria del comitato scientifico di luglio 2008.

Dichiarazione scritta EFSA del 2009

A giugno del 2009 l’EFSA ha reso nota una dichiarazione in cui si forniva un ulteriore parere scientifico sulla clonazione animale. Dietro richiesta della Commissione europea, l’EFSA ha indagato sulla salute e il benessere dei cloni nell’arco della loro esistenza e sulle cause di malattia e mortalità durante il periodo di gestazione e nelle prime fasi di vita. Ha inoltre esaminato fino a che punto le attuali conoscenze sulla clonazione di bovini e suini possano essere applicate anche a pecore, capre e galline.

Per soddisfare la richiesta, l’EFSA ha preso in considerazione ogni nuova evidenza scientifica resasi disponibile dalla pubblicazione del parere nel 2008 e le informazioni raccolte in esito a un invito a presentare dati.

Nella dichiarazione l’EFSA ha confermato che le conclusioni e le raccomandazioni contenute nel parere del 2008 erano ancora valide. Ha inoltre rilevato che non erano ancora a disposizione dati sufficienti per poter stabilire se le conoscenze correnti su bovini e suini potessero essere applicate alla clonazione di altre specie.

Dichiarazione scritta EFSA del 2010

A settembre 2010 l’EFSA ha pubblicato una successiva dichiarazione scritta in merito alla clonazione animale, dopo la relativa convalida da parte del suo comitato scientifico, il quale ha convenuto che non sono emersi nuovi dati scientifici che inducano a riconsiderare le conclusioni e raccomandazioni emerse dai lavori già condotti in campo dall’Autorità.

La dichiarazione si basa su un riesame degli esiti delle più recenti ricerche scientifiche condotte sui cloni animali e sulla loro prole, provenienti da:

  • letteratura scientifica sottoposta a revisione paritaria, pubblicata successivamente alla dichiarazione EFSA del 2009;
  • informazioni raccolte durante il recente invito a presentare dati, ricevute da centri di ricerca europei e altri soggetti;
  • ulteriori discussioni con esperti scientifici di clonazione animale.

Parere etico

Anche il Gruppo europeo sull’etica nelle scienze e nelle nuove tecnologie (GEE) a gennaio del 2008 ha fornito un parere sugli aspetti etici della clonazione animale per scopi di produzione alimentare, a integrazione del lavoro svolto dall’EFSA, nel cui mandato, prettamente scientifico, non rientra l’esame di aspetti etici, morali o altrimenti sociali.

Nel parere del GEE si conclude che “considerato l'attuale livello di sofferenza e di problemi di salute delle madri surrogate e degli animali clonati, il GEE esprime i propri dubbi sul fatto che la clonazione animale per scopi alimentari sia eticamente giustificata. L'ulteriore ricerca scientifica chiarirà se questo valga anche per la prole. Attualmente il GEE non vede argomentazioni convincenti per giustificare la produzione di alimenti da cloni e dalla loro prole.” Il GEE individua inoltre le eventuali azioni da intraprendere nel caso in cui, in futuro, gli alimenti ottenuti da cloni animali vengano introdotti in Europa.

Altre informazioni sulla clonazione

La clonazione replica la struttura genetica dell'animale da cui è stata prelevata la cellula per riprodurre un clone. I cloni sono in realtà dei gemelli o delle copie che condividono lo stesso corredo genetico. La clonazione è diversa dalla modificazione genetica: quest'ultima, infatti, altera le caratteristiche degli animali modificando direttamente la sequenza del DNA.

La clonazione è stata sviluppata come tecnologia potenzialmente in grado di produrre piante e animali di alta qualità. Se il clone proviene da una razza esente da determinate malattie, la malattia può essere sradicata dalla razza. Inoltre si potrebbero sistematicamente riprodurre le razze migliori, nonché carne e altri prodotti della più alta qualità. I potenziali benefici, tuttavia, devono essere rapportati agli eventuali rischi. L'EFSA non si è formata un parere sui benefici della clonazione.

Lavori completati

Che cos’è la clonazione animale?

La clonazione è una forma di riproduzione. La tecnica più comunemente usata è il trasferimento del nucleo di cellule somatiche. Essa consiste nel realizzare una copia genetica di un animale sostituendo il nucleo di un ovulo non fecondato con il nucleo di una cellula del corpo (somatica) di un animale in modo da ottenere un embrione. L’embrione viene quindi impiantato in una madre-surrogato nel cui grembo si sviluppa fino alla nascita.

Qual è il ruolo dell’EFSA al riguardo?

Con il progressivo perfezionamento della tecnologia della clonazione, si fa sempre più concreta la possibilità che i prodotti alimentari ottenuti da cloni animali o dalla relativa prole diventino una realtà commerciale. Per questo motivo la Commissione europea (CE) ha chiesto la consulenza scientifica degli esperti dell’EFSA sulle implicazioni della clonazione animale sulla sicurezza alimentare, sulla salute e il benessere animale e sull’ambiente. L’EFSA fornisce consulenza scientifica alla Commissione europea e ad altri soggetti responsabili della gestione dei rischi a livello europeo, ovvero a coloro ai quali competono le decisioni in merito a eventuali misure future dell’Unione europea in materia di cloni animali e prodotti alimentari derivati da questi animali e dalla loro prole.

Quali sono gli altri soggetti coinvolti?

La Commissione europea ha ricevuto un parere anche dagli esperti del Gruppo europeo sull’etica nelle scienze e nelle nuove tecnologie (GEE), a completamento del lavoro dell’EFSA, nel cui mandato, prettamente scientifico, non rientra l’esame di aspetti etici, morali o altrimenti sociali. La Commissione europea valuterà a questo punto la necessità di ulteriori iniziative o misure in merito. Questioni dello stesso tipo sono attualmente al vaglio anche in altri paesi, come gli Stati Uniti, dove anche l’US Food and Drug Administration (FDA – amministrazione statunitense degli Alimenti e dei farmaci) ha effettuato una valutazione del rischio.

Attualmente si trovano in commercio prodotti ottenuti da animali clonati?

Al momento la clonazione non è una prassi commerciale in Europa. Non vi è alcuna informazione che suggerisca che i prodotti ottenuti da animali clonati siano commercializzati in altre parti del mondo. Negli Stati Uniti sin dal luglio 2001 esiste una moratoria volontaria sulla vendita di tali prodotti.

Qual è il parere dell’EFSA sulla clonazione animale?

Tra le principali conclusioni del parere del 2008 citiamo quanto segue:
  • Le incertezze nella valutazione del rischio sorgono a causa dell’esiguo numero di studi disponibili, delle piccole dimensioni dei campioni esaminati e, in generale, per l’assenza di un approccio uniforme che permetterebbe a tutte le problematiche inerenti questo parere di essere risolte in modo più soddisfacente. In questo parere vengono presi in esame soltanto suini e bovini, le due specie animali per cui sono disponibili dati adeguati
  • Si è riscontrato che la salute ed il benessere di una proporzione significativa di cloni, principalmente durante il periodo giovanile per i bovini ed il periodo perinatale per i suini, sono stati influenzati negativamente, spesso in modo grave e con esito fatale.
  • Il trasferimento del nucleo di cellule somatiche (la tecnica più comunemente usata per la clonazione di animali) ha comunque prodotto anche cloni sani di suini e di bovini e prole sana, simili alle controparti convenzionali sulla base di parametri quali le caratteristiche psicologiche, il comportamento e lo stato clinico.
  • Non vi è alcuna indicazione dell’esistenza di differenze in termini di sicurezza alimentare tra la carne e il latte dei cloni e della loro prole e latte e carne di animali allevati in modo convenzionale. Tale conclusione si basa sull’ipotesi che la carne e il latte derivino da animali sani soggetti ai controlli di sicurezza alimentare del caso.
  • Pur non ravvisandosi alcun impatto ambientale, si fa presente che sono disponibili solo dati limitati.

In una dichiarazione adottata a giugno del 2009, l’EFSA ha confermato che le conclusioni e le raccomandazioni espresse nel parere del 2008 erano ancora valide. Ha inoltre rilevato che non erano ancora a disposizione dati sufficienti per poter stabilire se le attuali conoscenze su bovini e suini potessero essere applicate alla clonazione di altre specie.

E adesso cosa succede?

La consulenza scientifica dell’EFSA e quella del GEE contribuiranno a condizionare ogni misura che la Commissione europea, gli Stati membri e il Parlamento europeo prendano in futuro in relazione a cloni animali e prodotti ottenuti da essi e dalla loro prole.