L’EFSA e gli Stati membri collaborano per i migliori approcci alla valutazione del rischio degli OGM

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare sta operando in stretta collaborazione con gli Stati membri per la valutazione del rischio degli OGM. In una riunione organizzata dall’EFSA più di 60 esperti di OGM provenienti da organismi normativi nazionali sulla valutazione del rischiodi tutta l’Unione europea hanno discusso i migliori approcci scientifici per valutare la sicurezza degli OGM a livello nazionale ed europeo.

L’EFSA sta lavorando in anticipo sulle problematiche per mantenersi in prima linea nel settore delle metodologie e degli approcci alla valutazione del rischio degli OGM e collabora con gli Stati membri per attingere alle migliori menti scientifiche europee in materia.

Scienziati provenienti dall’organismo europeo di vigilanza in materia di sicurezza alimentare, tra cui alcuni appartenenti al gruppo di esperti scientifici GMO, ed esperti nazionali designati dalle agenzie nazionali per la sicurezza alimentare si sono incontrati nel novembre 2007 per esaminare le procedure di valutazione del rischio dell’EFSA e i suoi documenti orientativi. L’EFSA sottopone ogni singola domanda di autorizzazione di OGM a una rigorosa verifica, svolta in conformità a linee guida accettate a livello internazionale.

In questa riunione la maggior parte degli esperti si è trovata d’accordo con l’impostazione generale relativa ad approcci e metodologie di valutazione del rischio degli OGM. L’EFSA sta lavorando su questo scambio di opinioni per continuare a rafforzare il suo approccio alla valutazione del rischio, e sottoporrà al Foro consultivo una serie di raccomandazioni per ulteriori discussioni.

Una questione fondamentale dibattuta nel corso della riunione è stata la valutazione di rischio ambientale delle piante geneticamente modificate destinate alla coltura in Europa. Alcuni esperti hanno chiesto all’EFSA di redigere ulteriori linee guida, relative in particolare alle prove sul campo, alla specificità regionale e agli effetti potenziali sugli organismi non previsti come bersaglio. L’EFSA continuerà il suo lavoro nel settore, in cooperazione con gli Stati membri e alla luce di un quesito recentemente ricevuto dalla Commissione europea (DG Ambiente) sulla valutazione del rischio ambientale.

E’ stato discusso nei dettagli l’uso delle statistiche nella valutazione del rischio degli OGM, al fine di valutare le differenze biologiche tra una pianta geneticamente modificata e il suo equivalente naturale. L’EFSA ha un gruppo di lavoro che sta esaminando nuovi metodi statistici per agevolare un’ulteriore armonizzazione nella valutazione del rischio. La maggioranza degli esperti degli Stati membri concorda che le statistiche hanno un ruolo importante da giocare nella valutazione del rischio degli OGM, ma rimarca che dovrebbe essere l’importanza biologica piuttosto che la rilevanza statistica a condurre le dinamiche di valutazione del rischio.

In merito agli esperimenti di alimentazione animale la maggior parte degli esperti degli Stati membri si è dichiarata soddisfatta dell’attuale documento-guida dell’EFSA per la valutazione del rischio, che esige uno studio sperimentale di alimentazione di 90 giorni ogni qual volta le prove indichino differenze significative nelle piante geneticamente modificate che richiedono ulteriori indagini2. Tuttavia un esperto di uno Stato membro ha chiesto che vengano condotti per prassi costante esperimenti probatori di alimentazione animale. Il gruppo OGM dell’EFSA ha adottato una relazione sugli esperimenti di alimentazione animale che sarà pubblicata nei prossimi mesi in una rivista scientifica dotata di un comitato di revisione.

[1] Tutti gli Stati membri dell’UE, Norvegia, Svizzera e rappresentanti della Commissione europea.
[2] La relazione sugli esperimenti di alimentazione animale afferma che, nei casi in cui analisi molecolari, compositive, fenotipiche, agronomiche o altre abbiano dimostrato l’esistenza di differenze tra cibi e mangimi derivanti da piante geneticamente modificate e i loro corrispondenti naturali, ad esclusione del/l caratteri introdotti, od in presenza di un qualsiasi indicazione o incertezza residua sul potenziale verificarsi di effetti non intenzionali, devono essere presi in esame studi di alimentazione animale con roditori.