Scienza e innovazione per una catena alimentare più sostenibile
10 maggio 2010
Tutti gli attori della catena alimentare si trovano a rispondere a domande del tipo: come fornire alimenti sani e sicuri a una popolazione mondiale che entro il 2050 dovrebbe raggiungere la soglia dei 9 miliardi, come garantire la sostenibilità dei sistemi produttivi agricolo e alimentare nel lungo termine e come promuovere l’innovazione al meglio lungo tutta la catena alimentare. Rappresentanti dell’EFSA, delle istituzioni europee e italiane, della presidenza spagnola dell’UE e delle parti interessate della catena alimentare si sono incontrati oggi a Parma per cercare risposte a questi interrogativi.
“L’Europa vanta un’industria alimentare prospera, fondata su secoli di tradizione e competenza. L’innovazione può portare ulteriori vantaggi sia per i consumatori che per l’ambiente ed è quindi importante soppesare i rischi delle nuove tecnologie rispetto ai benefici attesi. Per l’EFSA questo significa nuove richieste di valutarne l’efficacia e la necessità di elaborare nuove metodologie di valutazione dei rischi o di ridefinire le metodologie esistenti. Questo processo può essere impegnativo perché in alcuni nuovi ambiti scientifici, come le nanotecnologie o gli organismi geneticamente modificati (GMO), le informazioni disponibili possono essere limitate e possono esserci significativi margini di incertezza scientifica con cui fare i conti, che è necessario far conoscere; ma al tempo stesso abbiamo assunto l’impegno di far fronte a queste sfide e di garantire che la legislazione europea sia fondata sulle migliori acquisizioni scientifiche” ha dichiarato il direttore esecutivo dell’EFSA, Catherine Geslain-Lanéelle.
Il commissario dell’Unione europea per la Salute e i consumatori, John Dalli, ha osservato: “Sono un grande sostenitore dell’innovazione e metterò tutto il mio impegno nel massimizzare i vantaggi che la scienza può offrire, ma non a qualsiasi prezzo. L’innovazione deve armonizzarsi con i più ampi valori della società, portare benefici chiari e tangibili ai consumatori e, non da ultimo, essere accompagnata da una strategia di comunicazione efficace. Quanto all’industria alimentare, la sicurezza deve rappresentare le fondamenta su cui si regge l’intera struttura. Un impegno costruttivo, coerente e trasparente con tutte le parti interessate rappresenta quindi un fattore di assoluta importanza”. Ha inoltre aggiunto:“Intendo perseguire una politica di ‘innovazione responsabile’ in tutti i settori interessati. Voglio vedere un’industria alimentare europea all’avanguardia e in pieno sviluppo, sostenuta da un incremento della fiducia dei consumatori”.
“L’Italia intende partecipare attivamente a questo processo di innovazione volto a garantire una produzione alimentare sostenibile pur offrendo al tempo stesso un’ampia gamma di prodotti ai consumatori. A tal fine desidero presentare il modello italiano come punto di riferimento per la sicurezza della produzione alimentare, di cui celebreremo gli sviluppi nel corso dell’Expo Milano 2015. La creazione della ‘Scuola di alta formazione per la sicurezza e la qualità alimentare’, già prevista nel protocollo siglato con il direttore esecutivo dell’EFSA alla presenza del commissario Dalli a Parma il 12 marzo 2010, rappresenta un contributo concreto a questo progetto,” ha commentato il ministro italiano per la Salute, on. Ferruccio Fazio.
La conferenza, che coincide con l’inaugurazione della 15° edizione di Cibus, il Salone Internazionale dell’Alimentazione, è stata organizzata dall’EFSA e dalla direzione generale per la Salute e i consumatori della Commissione europea sotto gli auspici della Presidenza del Consiglio dei Ministri italiano.
Ulteriori dettagli sulla conferenza in: “Possono scienza e innovazione creare una catena alimentare più sostenibile?”
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