L’EFSA esamina oltre 800 studi sul BPA per ultimare il suo parere in settembre

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Gli scienziati del gruppo CEF dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare sono impegnati nella stesura di un parere esaustivo sul bisfenolo A (BPA), comprendente una valutazione dello studio che ha esaminato la tossicità del BPA per lo sviluppo neurologico nei ratti (Stump 2009), una consulenza sulla valutazione dei rischi del BPA svolta a cura dell’Istituto per l’alimentazione danese (DTU), un esame completo della letteratura sulla tossicità del BPA e conclusioni di carattere generale.

Il BPA è ampiamente usato nella fabbricazione di plastiche in policarbonato, tra cui materiali che entrano in contatto con gli alimenti come i biberon e i rivestimenti delle lattine, ed è stato messo in correlazione con una serie di potenziali problemi per la salute.

Per l’esame della letteratura il gruppo di esperti scientifici ha recuperato più di 800 pubblicazioni e il processo di indagine ha richiesto molto più tempo del previsto. Nel corso della sua riunione plenaria del 6-8 luglio, il gruppo di esperti scientifici ha trascorso la maggior parte del tempo a discutere alcuni aspetti emersi dagli studi e non vi è stato tempo a sufficienza per ultimare e adottare il parere completo.

In una lettera alla Commissione europea l’EFSA ha indicato che il gruppo di esperti scientifici, nelle deliberazioni prese fino a questo momento, sarebbe orientato a mantenere invariata la dose giornaliera tollerabile (TDI) per il BPA di 0,05 mg/kg di peso corporeo al giorno, nonostante sia stato suggerito di trasformare la TDI in una TDI provvisoria. Contemporaneamente il gruppo di esperti scientifici ha individuato alcune aree di incertezza che meritano un’ulteriore disamina.

Il gruppo di esperti scientifici ha preso in esame anche lo studio Stump, che ha rappresentato la base scientifica utilizzata dalla Danimarca per vietare l’uso del BPA nei materiali a contatto con gli alimenti destinati a bambini di età compresa tra 0 e 3 anni. Il gruppo di esperti scientifici ha concluso che lo studio non fornisce prove sufficienti a stabilire che il BPA alteri i parametri neurocomportamentali inclusi nel disegno dello studio e, pertanto, il gruppo non è orientato a modificare la TDI per il BPA. Nelle discussioni svolte fino a questo momento il gruppo di esperti scientifici ha escluso la possibilità di effetti a basse dosi sulla capacità di apprendimento, menzionata invece nella valutazione dei rischi condotta dall’Istituto danese per l’alimentazione (DTU).

Per poter ultimare il parere, i membri del gruppo CEF continueranno a lavorarvi per tutta l’estate avvalendosi dello strumento della teleconferenza; il gruppo prevede quindi di incontrarsi in settembre per una riunione plenaria straordinaria durante la quale il parere verrà adottato.

Negli ultimi mesi l’EFSA si è consultata in merito al bisfenolo A con esperti nazionali di tutta Europa oltre che con alcune autorità internazionali per la valutazione del rischio, esaminando il disegno degli studi scientifici sul BPA, gli aspetti tossicologici e i punti di forza e di debolezza di alcuni singoli studi.

Aspetti analoghi (oltre che i dettagli di nuove valutazioni dei rischi e di nuovi studi condotti in tutto il mondo) sono stati discussi con le seguenti istituzioni: U.S. Food and Drug Administration (FDA, l’Amministrazione statunitense degli alimenti e dei farmaci), Health Canada (l’Agenzia canadese per la protezione della salute), Food Standards Australia New Zealand (FSANZ, l’organizzazione per la sicurezza alimentare di Australia e Nuova Zelanda), la Commissione giapponese per la sicurezza alimentare e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

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