Acrilammide negli alimenti: la consultazione pubblica “contribuirà a perfezionare il parere dell’EFSA”

Gli esperti scientifici dell’EFSA si sono riuniti con i soggetti che hanno contribuito alla recente consultazione pubblica sull’acrilammide contenuto negli alimenti per esaminarne il centinaio di commenti ricevuti. L’acrilammide è un contaminante che si forma nei cibi amidacei a seguito di lavorazioni ad alta temperatura, inclusa la cottura. I commenti e la produttiva riunione di aggiornamento e verifica tenuta oggi si sono incentrati sulla recente bozza EFSA di descrizione dei potenziali rischi per la salute umana derivanti dalla presenza dell’acrilammide negli alimenti e sulla stima dell’esposizione alimentare dell’uomo all’acrilammide. Nella bozza di parere del luglio 2014 l’EFSA aveva concluso in via provvisoria che “l’acrilammide negli alimenti aumenta potenzialmente il rischio di sviluppare il cancro da parte dei consumatori di tutte le fasce d’età”.

La dott.ssa  Diane Benford, presidente del gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sui contaminanti nella catena alimentare (CONTAM), è intervenuta a Bruxelles evidenziando l’impatto positivo derivante dal coinvolgimento dei soggetti che hanno presentato commenti: “La riunione di oggi ci è servita ad ascoltare, discutere, spiegare e comprendere meglio i risultati della consultazione pubblica. Questo ci aiuterà senz’altro a perfezionare la nostra valutazione del rischio e a fornire consulenza scientifica chiara ai gestori del rischio, utile per sviluppare misure normatorie o di altro tipo”. Più in particolare la dott.ssa Benford ha aggiunto: “Potremmo cercare di spiegare meglio la valutazione dei possibili effetti per la salute, soprattutto in relazione agli studi su esseri umani. Inoltre potrebbe essere utile chiarire ulteriormente la stima dell’esposizione alimentare e la ripartizione e descrizione delle categorie di alimenti”.

La consultazione permette di tenere conto della più ampia gamma possibile di informazioni e dati prima della redazione conclusiva del parere sull’acrilammide negli alimenti da parte degli esperti dell’EFSA, nella prima metà del 2015.

Alla riunione hanno partecipato circa 50 soggetti, tra cui rappresentanti di agenzie nazionali per la sicurezza alimentare e di organismi di consulenza scientifica, dell’industria alimentare e del mondo accademico, nonché alcuni privati. Vi hanno preso parte anche esperti scientifici e membri del personale dell’EFSA. Sono stati invitati nove relatori esterni, che hanno presentato le questioni che avevano sollevato durante la consultazione online, stimolando ulteriori discussioni tra tutti i partecipanti.

Un rappresentante della Commissione europea ha inoltre tenuto una presentazione per illustrare gli elementi alla base della richiesta di consulenza trasmessa all’EFSA e ha spiegato come i gestori del rischio dell’UE intendono procedere, una volta che il parere EFSA verrà pubblicato nel 2015. La Commissione ritiene che l’attuazione di misure volontarie volte a ridurre i livelli di acrilammide nei cibi sia “insoddisfacente” e variabile da un operatore del settore alimentare all’altro. La Commissione discuterà insieme ai gestori del rischio degli Stati membri le “ulteriori misure a livello di UE per ridurre i livelli di acrilammide nei cibi al più basso livello che si possa ragionevolmente ottenere”.

Le presentazioni tenute durante la riunione saranno rese disponibili sul sito web dell’EFSA appena possibile:

Notes to editors
  • La bozza di parere scientifico dell’EFSA del luglio 2014 ha confermato le valutazioni precedenti secondo cui, sulla base di studi sugli animali, l’acrilammide presente negli alimenti aumenta potenzialmente il rischio di cancro per i consumatori di tutte le fasce d’età. L’acrilammide negli alimenti è prodotto dalla stessa reazione chimica che conferisce al cibo la “doratura” – rendendolo anche più gustoso – durante la normale cottura ad alta temperatura in ambito domestico, nella ristorazione e nell’industria alimentare. Caffè, fritti a base di patate, biscotti, cracker e pane croccante, pane morbido e alcuni alimenti per l’infanzia (soprattutto fette biscottate e biscotti) rappresentano importanti fonti alimentari di acrilammide. Sulla base del peso corporeo, quella dell’infanzia è la fascia d’età maggiormente esposta. Si vedano anche le domande frequenti sull’acrilammide negli alimenti.
  • Insieme ai partner nazionali negli Stati membri, l’EFSA ha pubblicato un’infografica sull’acrilammide negli alimenti per sensibilizzare il pubblico in merito alla questione. L’infografica illustra come e in quali alimenti si forma l’acrilammide e comprende alcuni suggerimenti delle autorità nazionali per ridurre l’esposizione alimentare a tale sostanza.
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