Pesticidi e api: l’EFSA completa le nuove linee guida

L’EFSA ha pubblicato linee guida per valutare i potenziali rischi per le api da miele, i bombi e le api solitarie derivanti dall’uso di pesticidi. Il precedente modello UE di valutazione del rischio per le api mellifere non teneva pienamente conto dei rischi derivanti dall’esposizione cronica o ripetuta ai pesticidi, né dei potenziali rischi per le larve. Le nuove linee guida colmano queste lacune, oltre ad aggiungere modelli specifici per i bombi e le api solitarie. Propongono inoltre un nuovo metodo per valutare l’accettabilità del danno potenziale alle api causato dall’uso di un prodotto fitosanitario. Il documento guida dell’EFSA fornirà consulenza aggiornata ai soggetti coinvolti nella valutazione dei pesticidi, tra questi gli operatori del settore e le autorità pubbliche.

La Commissione europea ha richiesto nuove linee guida nel contesto della sua attuale strategia di protezione della salute delle api in Europa. Esiste una diffusa preoccupazione sulla riduzione del numero di api in alcune parti del mondo. Si ritiene che a generare questo declino contribuiscano diversi fattori, tra cui malattie, parassiti, impiego di pesticidi, cambiamento climatico e altri fattori ambientali, inclusi i possibili effetti degli organismi geneticamente modificati. Il calo numerico desta preoccupazione perché le api, in particolare quelle da miele, rivestono un ruolo importante nell’impollinazione di un’ampia gamma di colture e piante spontanee.

Le linee guida dell’EFSA propongono modelli di valutazione del rischio a più livelli, a partire da un primo livello semplice per arrivare a un modello superiore più complesso, che si avvale di studi di campo e semi-campo[1]. Tutti e tre i modelli considerano quattro principali vie di esposizione ai pesticidi da: depositi spray o particelle di polvere, consumo di polline, consumo di nettare, consumo di acqua (liquido di guttazione, acque di superficie e pozzanghere). Un ulteriore elemento considerato è l’esposizione ai metaboliti dei pesticidi nel polline e nel nettare.

I modelli quantificano il rischio per le api mediante obiettivi di protezione specifici (Specific Protection Goal, SPG), fissati in consultazione con i gestori del rischio UE. Gli SPG definiscono il livello massimo accettabile di danno che può essere causato alle api , misurato rispetto a una serie di “caratteristiche da proteggere”. Per le api mellifere, queste sono:

  • sopravvivenza e sviluppo delle colonie;
  • salute delle larve;
  • comportamento delle api;
  • abbondanza di api;
  • abilità alla riproduzione.

Gli esperti dell’EFSA in materia di pesticidi hanno convenuto che, per le api mellifere, tutte le caratteristiche da proteggere sono direttamente correlate alla forza della colonia, ossia al numero di individui in un alveare. Il modello per le api mellifere suggerisce quindi l’inaccettabilità di una riduzione delle dimensioni di una colonia superiore al 7%, in conseguenza dell’esposizione ai pesticidi in qualsiasi momento.

I dati sui tassi di mortalità dei bombi e delle api solitarie sono scarsi; pertanto i modelli per queste specie si basano sui dati utilizzati per le api da miele, ma applicano un fattore di sicurezza supplementare, per tenere conto delle differenze nella sensibilità ai pesticidi e di elementi quali comportamento in fase di alimentazione e  allevamento.

Le linee guida dell’EFSA prevedono una nuova procedura per calcolare se il potenziale livello di danno sia accettabile. Questo metodo, che offre una valutazione più precisa della perdita di api bottinatrici rispetto all’approccio attuale, dovrebbe consentire una maggiore tutela delle colonie di api mellifere situate ai margini di campi trattati con pesticidi.

Gli esperti dell’EFSA hanno inoltre messo a punto un modello di valutazione che affronta il rischio derivante dall’esposizione a dosi subletali di pesticidi. Il lavoro, tuttavia, deve continuare, perché vi sono differenze tra i risultati dei testi di laboratorio e ciò che realmente accade in una colonia di api. Pertanto, prima che questo modello di valutazione del rischio possa essere completato, è necessario ideare un metodo in grado di quantificare con accuratezza in quale misura gli effetti subletali osservati in laboratorio siano pertinenti per gli effetti sulle colonie di api nel contesto reale.

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[1] Gli esperimenti di semi-campo sono quelli condotti all’esterno di un laboratorio utilizzando ambienti circoscritti come gabbie o tunnel.