Rosso allura: no alla revisione della dose giornaliera accettabile ma consigliati nuovi test per ridurre le incertezze

Aggiornamento*

Dopo l’analisi di nuovi dati, gli esperti scientifici dell’EFSA hanno concluso che, allo stato attuale delle conoscenze, non vi è motivo di riconsiderare la dose giornaliera accettabile (DGA) del colorante alimentare rosso allura AC. L’EFSA raccomanda tuttavia di effettuare nuovi test per risolvere le incertezze legate alla possibile genotossicità (ovvero la capacità di una sostanza di danneggiare il DNA, il materiale genetico delle cellule) del rosso allura AC. Tale raccomandazione si applica ai cosiddetti “coloranti monoazoici solfonati”, un gruppo di sei coloranti chimicamente imparentati, tra i quali anche il rosso allura AC. In base ai risultati emersi, gli esperti dell’EFSA ridefiniranno, se necessario, le attuali DGA di tali sostanze.

La dott.ssa Alicja Mortensen, presidente del gruppo di esperti dell’EFSA sugli additivi alimentari e le fonti di nutrienti aggiunti agli alimenti (gruppo ANS), ha dichiarato: “Alla luce di tutti i dati analizzati nel corso della revisione, il gruppo di esperti ritiene che questi coloranti tra loro strutturalmente correlati presentino una serie di effetti che rendono necessari ulteriori approfondimenti. Per il momento, tuttavia, gli elementi di prova disponibili nel complesso non giustificano una revisione delle DGA attualmente in vigore per tali sostanze. Come tutti gli altri additivi alimentari, tali sostanze saranno mantenute sotto costante osservazione e saranno sottoposte a una nuova valutazione nel caso in cui, dai test supplementari richiesti, dovessero emergere nuove informazioni scientifiche”.

I sei coloranti inseriti nella revisione condotta dal gruppo ANS sono: rosso allura AC (E 129), rosso amaranto (E 123), ponceau 4R (E 124), giallo tramonto FCF (E 110), tartrazina (E 102) e azorubina/carmoisina (E 122). Già in passato tali coloranti sono stati sottoposti a nuova valutazione dal gruppo di esperti scientifici ANS in relazione al loro impiego negli alimenti e sono autorizzati nell’UE come additivi alimentari.

Oltre all’uso negli alimenti, il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sugli additivi e i prodotti o le sostanze usati nei mangimi (gruppo FEEDAP) ha valutato o sta valutando cinque di questi coloranti anche in vista di un loro impiego nei mangimi (tutti eccetto il rosso amaranto). Nel suo parere del 2012 sul rosso allura AC, il gruppo di esperti scientifici FEEDAP aveva deciso che i dati disponibili non erano sufficienti per dimostrarne l'uso sicuro nei mangimi. In particolare, per il rosso allura AC si era proposto l’impiego nei gatti e nei cani durante l’intero ciclo di vita, il che avrebbe comportato un’elevata esposizione di questi animali al colorante.

Per garantire un approccio omogeneo di gestione del rischio, gli esperti dell’EFSA si sono autoassegnati in autonomia l’incarico di rivedere le informazioni disponibili sulla genotossicità traendole dai precedenti pareri dell’Autorità relativi all’uso di tali sostanze come additivi alimentari, dalla loro valutazione in corso come additivi per mangimi e dai nuovi dati pubblicati in letteratura. Le prove raccolte sono state interpretate alla luce delle linee guida per i test di genotossicità, adottate dal comitato scientifico dell’EFSA nel 2011.

Notes to editors
  • La dose giornaliera ammissibile (DGA) è il quantitativo di una sostanza che le persone possono ingerire su base quotidiana durante tutta la vita senza alcun rischio apprezzabile per la salute. La DGA può essere riferita a una sostanza specifica o a un gruppo di sostanze (come gli additivi alimentari) con proprietà simili.
  • Analizzare la genotossicità è parte abituale del processo di valutazione del rischio. Nell’ottobre 2011, dopo oltre un anno che il gruppo di esperti scientifici ANS aveva concluso le sua valutazioni dei coloranti alimentari azoici , il comitato scientifico dell’EFSA ha portato a termine una revisione degli attuali test di genotossicità e ha formulato raccomandazioni sulle strategie di sperimentazione della genotossicità. In caso di risultati contraddittori, equivoci o tali da non permettere di trarre conclusioni, la guida raccomanda di effettuare ulteriori test in vitro o in vivo, a seconda dei risultati precedenti. Inoltre suggerisce di considerare l’opportunità di valutare “endpoint” diversi (ossia i risultati attesi di un test o di un esperimento, per esempio il tumore epatico o gli effetti sullo sviluppo) in tessuti diversi dello stesso animale.

 

*L’articolo è stato aggiornato il 18 giugno 2013 per correggere un errore sopravvenuto in fase di produzione

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