Aspartame: l'EFSA si consulta sulla sua prima valutazione completa del rischio

Comunicato stampa
8 gennaio 2013

L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha indetto quest’oggi una consultazione pubblica sulla propria bozza di parere scientifico vertente sulla sicurezza del dolcificante artificiale aspartame. Per effettuare questa valutazione completa del rischio l'EFSA ha condotto un'approfondita revisione della letteratura scientifica oggetto di esame tra pari e di altra letteratura disponibile sull'aspartame e sui suoi prodotti di degradazione, includendo nuovi studi sull’uomo. Tutti i portatori di interesse e le parti interessate sono invitati a esprimere le proprie osservazioni sulla bozza di parere attraverso la consultazione pubblica on-line entro il 15 febbraio 2013. Nel contesto di questo importante processo e dell'impegno dell'Autorità a collaborare attivamente con le parti interessate, l'EFSA terrà anche un incontro con queste ultime per discutere la propria bozza di parere e i riscontri ricevuti tramite la consultazione pubblica on-line.

Gli organismi normativi di tutto il mondo hanno valutato la sicurezza dell'aspartame dagli anni Ottanta; tuttavia questa è la prima valutazione completa dell'aspartame richiesta all'EFSA ed è stata effettuata dal gruppo di esperti scientifici dell'Autorità sugli Additivi alimentari e le fonti di nutrienti aggiunti agli alimenti (ANS). Per questa nuova valutazione della sicurezza dell’aspartame gli esperti scientifici dell’EFSA hanno tenuto conto di tutte le informazioni esistenti sulla sostanza e sui suoi prodotti di degradazione. Inoltre, dopo una minuziosa e sistematica analisi, nella bozza di parere hanno concluso che, ai livelli di esposizione attuali, essi non presentano problemi di tossicità per i consumatori. Per la popolazione in generale la dose giornaliera accettabile (DGA) è ritenuta sicura e l’esposizione del consumatore all’aspartame è al di sotto della DGA.

Nello stabilire la DGA, il gruppo di esperti ANS ha preso in considerazione i dati desunti da studi a lungo termine su animali da esperimento, relativi a tossicità e carcinogenicità nonché a possibili effetti nocivi della fenilalanina, uno dei prodotti di degradazione dell’aspartame, sulla salute del feto in via di sviluppo. La fenilalanina è un aminoacido che partecipa alla costituzione delle proteine di molti alimenti, ed è notoriamente tossica a livelli di assunzione elevati, in particolare per il feto in via di sviluppo in donne che soffrono di fenilchetonuria (PKU). Questa malattia ereditaria fa aumentare le concentrazioni di fenilalanina nel sangue a livelli che risultano tossici per il cervello in fase di sviluppo. Il gruppo di esperti ha confermato che, se da una lato la DGA protegge la popolazione in generale, dall’altro non è applicabile a individui che soffrono di PKU, in quanto per essi è indispensabile osservare una rigorosa dieta a basso contenuto di fenilalanina.

Per elaborare la bozza di parere, il gruppo di esperti scientifici ANS si è avvalso delle teorie scientifiche e degli approcci metodologici più recenti . Questa revisione completa è stata possibile a seguito di due inviti pubblici a presentare dati, grazie ai quali è stata messa a disposizione una grande quantità di informazioni scientifiche, compresi dati e studi sia pubblicati che inediti, fra cui i 112 documenti originali sull'aspartame presentati a sostegno della richiesta di autorizzazione dell'aspartame in Europa agli inizi degli anni Ottanta. Per garantire trasparenza, l'EFSA ha pubblicato l'elenco completo di tali studi scientifici e ha anche messo a disposizione del pubblico dati scientifici non ancora divulgati. Tali informazioni sono state valutate criticamente e interpretate dagli esperti dell'EFSA per corroborare i principali punti di discussione affrontati nella bozza di parere.

L'EFSA ha predisposto una serie di domande frequenti, pubblicate anch'esse quest’oggi, per aiutare a spiegare alcuni dei principali concetti scientifici e le conclusioni iniziali della bozza di parere. I riscontri derivanti dalla consultazione verranno collazionati in una relazione e, se del caso, integrati nel parere scientifico finale, che il gruppo di esperti scientifici ANS si propone di adottare entro il maggio 2013.


Note per i redattori:

  • L’aspartame è un edulcorante artificiale intenso, a basso tenore calorico, circa 200 volte più dolce del saccarosio (zucchero da tavola). Nell'Unione europea ne è autorizzato l’uso come additivo alimentare in prodotti alimentari tipo bevande, prodotti di pasticceria e confetteria, gomme da masticare, yogurt, prodotti dietetici e per il controllo del peso, nonché come edulcorante da tavola. È autorizzato per l'uso negli alimenti e come edulcorante da tavola da oltre 20 anni in molti Paesi di tutto il mondo dopo approfondite valutazioni sulla sua sicurezza. La prima valutazione della sicurezza dell'aspartame condotta in Europa è stata pubblicata nel 1984 dal disciolto Comitato scientifico per l'alimentazione umana (SCF) della Commissione europea. Le successive valutazioni complementari sono state effettuate dall'SCF nel 1988, 1997 e 2002. Dalla costituzione dell'EFSA nel 2002, l'Autorità ha pubblicato propri pareri su nuovi studi scientifici relativi a questo dolcificante nel 2006, 2009 e 2011, ma fino ad oggi non aveva mai effettuato una valutazione completa dei rischi da esso presentati). Per ulteriori approfondimenti sull'aspartame vedere il documento più generale generale FAQ sull'aspartame .
  • La nuova valutazione dell'aspartame rientra nella rivalutazione sistematica di tutti gli additivi alimentari autorizzati nell'Unione europea prima del 20 gennaio 2009. Nel maggio 2011 la Commissione europea ha chiesto all'EFSA di effettuare una nuova valutazione completa della sicurezza dell'aspartame (E 951), il cui completamento era stato previsto in precedenza per il 2020. Per saperne di più sul quadro normativo dell'Unione europea sugli additivi alimentari come i dolcificanti e sul ruolo dell'EFSA in relazione all'aspartame vedere il Tema sull'aspartame .
  • La fenilalanina (Phe) è un amminoacido utilizzato come costituente delle proteine. Può anche essere trasformato dal corpo in tirosina, un altro aminoacido utilizzato nelle proteine, ulteriormente trasformato in altri prodotti chimici nel corpo, compresi i messaggeri chimici quali gli ormoni o i neurotrasmettitori. La fenilalanina è un cosiddetto aminoacido essenziale in quanto non può essere prodotta dal corpo e deve essere apportata con la dieta.
  • La fenilchetonuria (PKU) è una malattia ereditaria che causa elevati livelli di fenilalanina e bassi livelli di tirosina nel sangue. Alti livelli di fenilalanina nel sangue sono tossici per il cervello e, se non vengono trattati, possono compromettere lo sviluppo cerebrale e causare ritardo mentale, disturbi dell'umore e problemi comportamentali. La maggior parte dei trattamenti della PKU sono volti a mantenere la fenilalanina nel sangue a livelli accettabili, limitando il consumo di alimenti ricchi di proteine (carne, pesce, uova, prodotti lattiero-caseari, frutta secca e semi), molti prodotti amidacei, tra cui quelli che contengono farina (pane, pasta), nonché alimenti e bevande contenenti aspartame.
  • Nell'Unione europea, in quanto fonte di fenilalanina, tutti i prodotti contenenti aspartame devono essere etichettati con la dicitura "Contiene una fonte di fenilalanina" al fine di tutelare i consumatori che debbono evitare l’esposizione a tale sostanza.

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