L’EFSA esamina studi apparsi su alcuni pesticidi e salute delle api

Comunicato stampa
1 giugno 2012

Sulla rivista Science sono apparsi di recente alcuni innovativi studi comportamentali[1], a cura di due equipe di ricercatori, nei quali si indica che bassi livelli di pesticidi[2] neonicotinoidi possono avere effetti rilevanti sulle colonie di api. A seguito della pubblicazione di tali studi, la Commissione europea ha chiesto all'EFSA di confrontare l'esposizione effettiva delle api ai neonicotinoidi (conseguente all’utilizzo come prodotti fitosanitari nell'UE) con i livelli di esposizione utilizzati nella ricerca. All’Autorità è stato inoltre chiesto di determinare se i risultati siano applicabili ad altri neonicotinoidi utilizzati per il trattamento delle sementi.

In una dichiarazione che l’EFSA ha pubblicato quest’oggi, si conclude per le api da miele che le concentrazioni di pesticidi testate negli studi pubblicati sono più elevate dei più alti livelli di residui registrati e riscontrati nel nettare per quanto riguarda i neonicotinoidi tiametoxam, clothianidina e imidacloprid. Per i bombi, le dosi di imidacloprid sottoposte a test sono risultate nell’ambito dei livelli massimi di residui riscontrati nel polline e nel nettare. L'Autorità rende inoltre noto che, per raggiungere tali conclusioni, ha esaminato un terzo studio[3] ove si considerano gli effetti dell’imidacloprid e della clothianidina sulle api da miele.

Negli studi di Henry et al. e Schneider et al. le api hanno assunto la quantità totale di sostanza attiva nell’arco di un periodo relativamente breve anziché in un periodo più lungo e più prossimo alle condizioni reali. A seconda delle proprietà della sostanza e di quanto velocemente la sostanza può essere metabolizzata dalle api, tale metodo di esposizione potrebbe risultare in effetti più gravi rispetto a quando le api bottinano in reali condizioni di campo.

Inoltre non è certo in che misura l'esposizione all’imidacloprid in Whitehorn et al. sia rappresentativa delle condizioni sul campo, dal momento che i bombi dovrebbero bottinare per due settimane esclusivamente su raccolti trattati con imidacloprid per essere esposti nella stessa misura di cui si parla nello studio.

Tuttavia, prima di trarre conclusioni ben precise sugli effetti comportamentali dei neonicotinoidi sulle api bottinatrici e le colonie di api sulla base delle dosi effettivamente assunte, occorrerebbe ripetere gli esperimenti effettuati negli studi con altri livelli di esposizione o in altre situazioni. Occorrerebbero inoltre ulteriori dati per poter valutare appieno l’applicabilità dei risultati delle nuove ricerche al trattamento delle sementi di altre coltivazioni e all’applicazione mediante irrorazione.

L'EFSA continuerà a lavorare nel merito e di recente ha ricevuto un mandato dalla Commissione europea, simile a una richiesta ricevuta anche dalla competente autorità francese, a fornire un’analisi approfondita degli effetti delle sostanze attive neonicotinoidi thiamethoxam, clothianidina, imidacloprid, acetamiprid e thiacloprid. L’analisi, la cui pubblicazione è in programma a dicembre 2012, presterà particolare attenzione agli effetti acuti e cronici sulla sopravvivenza e lo sviluppo delle colonie di api, tenendo in considerazione gli effetti sulle loro larve, nonché sul loro comportamento. In tale contesto potrà essere eventualmente presa in considerazione una valutazione degli effetti delle dosi sub-letali sulla sopravvivenza e sul comportamento delle api.


Note per i redattori:

Per effettuare un confronto tra l'esposizione effettiva e le dosi utilizzate nella ricerca pubblicata, l'EFSA ha analizzato i dati sui prodotti fitosanitari autorizzati negli Stati membri, nonché le informazioni sugli impieghi rappresentativi presi in considerazione nel corso del processo di approvazione delle sostanze attive da parte dell'UE. I dati sui residui di pesticidi nel polline e nel nettare sono stati utilizzati anche per valutare l'entità della contaminazione di tali fonti di nutrimento per le api derivante dall’uso autorizzato dei neonicotinoidi[4]. I più elevati livelli di residui sono stati poi confrontati con le concentrazioni e le dosi utilizzate negli articoli pubblicati.

Per informazioni i giornalisti possono rivolgersi al servizio:
Relazioni Stampa EFSA
Tel. +39 0521 036 149
E-mail: Press@efsa.europa.eu


[1] Henry, M., Beguin, M., Requier, F., Rollin, O., Odoux, J.-F., Aupinel, P., Aptel, J., Tchamitchian, S. and Decourtye, A. (2012): A common pesticide decreases foraging success and survival in honey bees; Whitehorn, P.R., O’Connor, S., Wackers, F.L. and Goulson, D. (2012): Neonicotinoid pesticide reduces bumble bee colony growth and queen production.
[2] I neonicotinoidi appartengono a una classe di insetticidi neurotossici.
[3] Schneider C. W., Tautz J., Grünewald B., Fuchs S. (2012): RFID tracking of sub-lethal effects of two neonicotinoid insecticides on the foraging behavior of Apis mellifera
[4] L’insieme dei dati sui residui nel nettare e nel polline è stato limitato a mais (solo il polline), colza, Phacelia, erba medica e girasole. Poiché i dati erano disponibili solo per gli usi nel trattamento delle sementi e l'assorbimento dal terreno, non si è ritenuto opportuno estendere l’estrapolazione ad altre colture. Non erano disponibili studi su residui riguardanti l’applicazione sotto forma di spray, e dunque l'esposizione derivante da tale uso non è stata inclusa.