Salute delle api: il contributo dell’EFSA alla protezione dei nostri impollinatori

Notizia
30 marzo 2012

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) si tiene in contatto con la Commissione europea e con l’Agenzia francese per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro (Anses) dopo la pubblicazione di due nuovi studi scientifici nella rivista Science secondo cui la diminuzione di api da miele potrebbe essere in relazione con l’impiego di pesticidi, nello specifico i neonicotinoidi. L’EFSA analizzerà il significato di questi risultati nel contesto delle proprie attività in corso sulla salute delle api.

Gli esperti scientifici dell’EFSA sono attualmente impegnati in diversi progetti scientifici relativi alla salute delle api, in particolare nei settori dei pesticidi, della salute di animali e vegetali e degli organismi geneticamente modificati (OGM).

Le api, soprattutto le api da miele, svolgono un ruolo importante nell’impollinazione di una vasta gamma di colture e piante selvatiche. La produzione di circa l’80 % delle 264 specie coltivate nell’Unione europea dipende direttamente dagli insetti impollinatori, per la maggior parte api, e secondo le stime il valore monetario annuo globale dell’impollinazione ammonta a miliardi di dollari.

Oltre a contribuire all’impollinazione, le api ci forniscono anche alimenti e servizi alimentari: miele, polline, larve, cera per la lavorazione di alimenti, propoli nella tecnologia alimentare e pappa reale come integratore alimentare e ingrediente di alimenti.

Vista l’importanza delle api nell’ecosistema e nella catena alimentare e dati i molteplici servizi che esse rendono agli esseri umani, la loro protezione è essenziale. Poiché ha il mandato di migliorare la sicurezza alimentare nell’UE e assicurare un alto livello di protezione dei consumatori, l’EFSA ha anche un ruolo importante da svolgere nel garantire la loro sopravvivenza.

In linea con l’intento di considerare le valutazioni del rischio in una maniera integrata più ampia, per fornire ai gestori del rischio una consulenza esaustiva su cui possano fondare le loro decisioni, l’Autorità sta predisponendo piani per un esame “all’avanguardia”. Lo scopo primario è individuare aree che trarrebbero vantaggio da un approccio più integrato nella valutazione dei rischi per le api e i servizi che esse rendono agli esseri umani.

La colonna portante del lavoro dell’Autorità in quest’area è un documento guida sulla valutazione del rischio dei prodotti fitosanitari in relazione alle api (Apis mellifera, Bombus spp. e api solitarie), che sarà pubblicato quest’anno. La consulenza dell’EFSA è stata richiesta dalla Commissione europea nel 2011, dopo che membri del Parlamento europeo e associazioni di apicoltori avevano espresso preoccupazioni circa l’appropriatezza dell’attuale modello di valutazione del rischio. Tali linee guida saranno precedute da un altro importante documento: un parere sugli elementi scientifici alla base dell’elaborazione di una valutazione del rischio dei prodotti fitosanitari in riferimento alle api, che sarà completato entro la fine di aprile.

Il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sui pesticidi ha anche commissionato una disamina della letteratura su argomenti rilevanti per la revisione dei documenti guida sull’ecotossicità acquatica e terrestre. Riguardo alle api, è stato richiesto un quadro delle informazioni scientifiche disponibili sulle interazioni tra pesticidi e altri fattori, che dovrebbe essere approntato entro la metà del 2012.

I membri dei gruppi di esperti scientifici e delle unità dell’EFSA per la salute e il benessere degli animali, la salute dei vegetali e i rischi emergenti stanno stilando un parere scientifico sul rischio legato all’introduzione e alla diffusione del piccolo scarabeo dell’alveare (Aethina tumida) e dell’acaro delle api Tropilaelaps nell’Unione europea. Il piccolo scarabeo dell’alveare può essere molto nocivo per le colonie delle api da miele, causando danni al favo, al miele conservato e al polline. Nel caso di una massiccia infestazione, le api possono anche abbandonare l’alveare.

Anche il gruppo di esperti scientifici sugli organismi geneticamente modificati è stato attivo in questo settore e, di recente, ha eseguito una valutazione sulla sicurezza per alimenti e mangimi del polline delle piante di colza geneticamente modificate, del mais MON810 e del miele contenente tracce di pollini geneticamente modificati.
Quanto ai dati, l’EFSA ha raccolto informazioni sulla prevalenza della perdita di colonie di api da miele e sui sistemi di sorveglianza attualmente in uso nei 27 Stati membri dell’Unione europea.

Inoltre, questo mese l’EFSA ha ricevuto dalla Commissione il mandato di valutare il fondamento scientifico della sospensione precauzionale da parte dell’Italia dell’immissione in commercio di semi di mais trattati. All’Autorità è stato chiesto di fornire una dichiarazione sui risultati di un progetto di ricerca italiano (APENET) entro tre mesi.

Gli specialisti dell’EFSA sui rischi emergenti hanno recentemente partecipato a un gruppo di lavoro istituito dall’ANSES per esaminare un documento scientifico sull’interazione tra agenti patogeni e pesticidi in riferimento alla mortalità delle api da miele e per assicurare una più stretta collaborazione scientifica tra l’Autorità e l’agenzia francese riguardo alla valutazione del rischio per le api.

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