L’EFSA si esprime in merito alla sicurezza del bisfenolo A e conferma che nel 2012 riesaminerà il proprio parere

Notizia
1 dicembre 2011

Su richiesta della Commissione europea, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato una dichiarazione sul bisfenolo A (BPA) in risposta alle relazioni del settembre 2011 dell’Agenzia francese per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro (Anses[1]). Gli esperti scientifici del gruppo Materiali a contatto con gli alimenti, enzimi, aromatizzanti e coadiuvanti tecnologici (CEF) ritengono nel complesso che le informazioni contenute nella relazione riguardo agli effetti del BPA sulla salute non giustifichino una modifica delle considerazioni espresse dal gruppo nel parere del 2010 sulla sicurezza del BPA[2]. Il gruppo scientifico chiarisce che il lavoro condotto dall’Anses si è limitato all’identificazione del pericolo mentre l’EFSA ha effettuato una valutazione del rischio completa del BPA[3]. La dose giornaliera tollerabile (DGT) per il bisfenolo A, stabilita dall’EFSA per la prima volta nel 2006, viene fissata per tutelare tutti i vari gruppi della popolazione rispetto all’esposizione a tale sostanza tramite la dieta nel corso dell’intera vita.

L’EFSA ha in corso un programma per monitorare gli sviluppi scientifici in merito al BPA. Dopo un’analisi preliminare della nuova letteratura, il gruppo di esperti CEF conferma, come nel 2010, che permangono incertezze sulla possibile rilevanza per la salute umana di taluni effetti associati al BPA, osservati a basse dosi nei roditori. Il gruppo di esperti riconsidererà il proprio parere dopo aver ulteriormente valutato nuovi studi e nuovi dati provenienti da studi a basse dosi, attualmente in corso negli Stati Uniti[4], che saranno disponibili nel 2012.

Per analizzare ulteriormente eventuali divergenze tra le conclusioni dell’Anses e quelle dell’EFSA e individuare incertezze a livello di dati, il gruppo di esperti CEF ha intrapreso una disamina di nuovi studi sul BPA che vengono alla luce tramite la propria attività di continuo monitoraggio della letteratura scientifica. Per la maggioranza degli eventuali effetti sulla salute, secondo il gruppo di esperti le pubblicazioni recenti non contengono nuove informazioni che giustifichino una modifica delle considerazioni espresse nel parere del 2010. Tuttavia, il gruppo di esperti non ha ancora potuto esaminare in modo approfondito la rilevanza per la salute umana di nuovi studi che indicano effetti tossicologici del BPA a basse dosi sugli animali. La pubblicazione di nuovi dati emersi da studi a basse dosi, svolti negli Stati Uniti sulle incertezze associate al BPA potrebbe gettare nuova luce sulla questione.

Per approfondire la valutazione dei nuovi studi e dati scientifici sul bisfenolo A che si rendano disponibili, l’EFSA sta creando un gruppo di lavoro multidisciplinare di esperti. L’Autorità continuerà a seguire attentamente questi sviluppi, che contribuiranno a porre le basi per il riesame del suo parere scientifico nel 2012. L’EFSA manterrà inoltre stretti collegamenti con gli esperti scientifici statunitensi per quanto riguarda gli studi attualmente in corso.


Note per i redattori:

Il bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica usata prevalentemente in associazione con altre sostanze chimiche per produrre plastiche e resine. Nel settembre 2010 il gruppo di esperti CEF ha adottato un parere scientifico sulla sicurezza del bisfenolo A, che ha confermato la dose giornaliera tollerabile (DGT) di 0,05 milligrammi/chilogrammo di peso corporeo stabilita in un parere dell’EFSA del 2006. La DGT è una stima della quantità di una sostanza, espressa in base al peso corporeo, che può essere ingerita ogni giorno per tutta la vita senza rischi significativi. Tale dose è stata fissata al fine di proteggere tutte le categorie di persone rispetto all’esposizione nel corso di tutta la loro vita, compresi i gruppi più vulnerabili come le donne incinte e in fase di allattamento, i lattanti e i bambini nella prima infanzia.

Le quattro fasi del processo di valutazione del rischio sono:

  1. individuazione del pericolo: individuazione degli agenti biologici, chimici e fisici suscettibili di causare effetti avversi sulla salute e che possono essere presenti in un particolare alimento e mangime o gruppo di alimenti e mangimi;
  2. caratterizzazione del pericolo: valutazione qualitativa e/o quantitativa della natura degli effetti avversi sulla salute associati ad agenti biologici, chimici e fisici che possono essere presenti in alimenti e mangimi;
  3. valutazione dell’esposizione: stima quantitativa della probabile esposizione degli esseri umani e degli animali agli alimenti e ai mangimi derivata dagli agenti biologici, chimici e fisici che possono esservi presenti;
  4. caratterizzazione del rischio: stima qualitativa e/o quantitativa, tenuto conto delle incertezze inerenti, della probabilità che si verifichino effetti avversi sulla salute noti o potenziali e della loro gravità in una determinata popolazione, sulla base dell’individuazione e della caratterizzazione del pericolo nonché della valutazione dell’esposizione.

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[1] Agence Nationale de Sécurité sanitaire, de l’alimentation, de l’environement et du travail (Anses).
[2] Nel 2006 l’EFSA ha effettuato una completa valutazione del rischio sul bisfenolo A e ha fissato una dose giornaliera tollerabile. L’EFSA ha pubblicato dei pareri successivi sul BPA nel 2008 e nel 2010 ( parere scientifico del gruppo CEF sul bisfenolo A , 2010)
[3] L’individuazione del pericolo è il primo stadio del processo di valutazione del rischio. In tale fase, gli esperti cercano di descrivere la capacità potenziale di una sostanza di causare effetti avversi in caso di esposizione umana o animale, specificandone ad esempio la tossicità intrinseca o l’eventuale potere patogeno. Per contro, una completa valutazione del rischio è intesa a determinare la probabilità che tali effetti avversi sulla salute si verifichino, tenendo conto dell’esposizione stimata alla sostanza.
[4] Sono attualmente in corso ricerche della Food and Drug Administration (FDA) statunitense, del National Institute of Environmental Health Sciences (NIEHS) e del National Toxicology Program (NTP).