L’EFSA e l’ECDC sottolineano l’importanza di cuocere accuratamente i germogli per ridurre il rischio di ulteriori focolai infettivi di E. coli O104

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) hanno preparato congiuntamente una valutazione rapida del rischio relativa ai casi di sindrome uremica emolitica (HUS) verificatisi a Bordeaux, in Francia. Nella valutazione congiunta le due agenzie europee forniscono una cronologia degli eventi e affermano che attualmente i germogli di fieno greco rappresentano il collegamento più probabile fra i casi registrati in Francia e il precedente focolaio in Germania. L’indagine epidemiologica si incentra su quattro aree fondamentali: l’individuazione della fonte alimentare, lo svolgimento su base collaborativa di indagini retrospettive (coordinate dalla task force dell’EFSA), la sensibilizzazione del personale medico clinico e la formulazione di raccomandazioni per la salute pubblica. A tale riguardo l’EFSA e l’ECDC raccomandano vivamente che venga consigliato ai consumatori di non coltivare germogli per il proprio consumo personale e di non mangiare germogli o semi germogliati a meno che non siano stati sottoposti a un’accurata cottura.

La valutazione si basa sull’ipotesi che i germogli siano all’origine del focolaio. Data l’impossibilità di condurre verifiche su tutti gli alimenti in relazione a ogni tipo di contaminante, è essenziale che l’ipotesi elaborata all’inizio dell’indagine consenta di esaminare le fonti più probabili. Al contempo è necessario assicurare che i parametri utilizzati in tale processo non siano eccessivamente restrittivi, in modo da non escludere eventualità che potrebbero richiedere ulteriori analisi.

La valutazione rapida del rischio svolta congiuntamente evidenzia i legami tra i focolai osservati in Francia e in Germania, giustificando le motivazioni che hanno indotto gli esperti a seguire l’ipotesi dei germogli, specie di fieno greco. Come avvenuto per i casi di E. coli in Germania, i casi che hanno coinvolto esseri umani in Francia sono stati monitorati e i pazienti sono stati sottoposti a esami volti a individuare il batterio responsabile. In entrambi i focolai è stata confermata la presenza dell’O104:H4, un ceppo raro di E. coli.

In base alle conclusioni della valutazione, poiché i semi di fieno greco sono spesso venduti sotto forma di miscele di semi e non è possibile escludere una contaminazione crociata nella fase di riconfezionamento, in attesa del risultato dell’indagine epidemiologica in corso si dovrebbe consigliare ai consumatori di accertarsi che tutti i tipi di germogli vengano sottoposti a una cottura accurata prima del consumo.

Nella valutazione si raccomanda inoltre di incoraggiare il personale medico clinico a segnalare tempestivamente eventuali, nuovi casi di HUS.

Nelle conclusioni della valutazione non si esclude il verificarsi di nuovi casi e si pone l’accento sulla collaborazione tra le due agenzie e la Commissione europea, l’Organizzazione mondiale della sanità e gli Stati membri. Lo scambio rapido di informazioni sui focolai è stato reso possibile dal sistema europeo di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi (RASFF).

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