La Phytophthora Ramorum rappresenta, secondo l'EFSA, una minaccia per foreste, parchi e giardini d'Europa

Notizia
28 giugno 2011

Un patogeno fungino che provoca la “morte improvvisa della quercia” in California e il deperimento di numerose specie di piante comuni rappresenta una crescente minaccia per foreste, parchi e giardini di tutta l’Unione europea, in base a quanto riferito dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA)[1].

In seguito al manifestarsi su larga scala di focolai infettivi di Phytophthora ramorum nelle piantagioni di larice giapponese (Larix kaempferi) nel Regno Unito e in Irlanda[2], la Commissione europea ha chiesto all’EFSA di formulare un parere scientifico su un’analisi del rischio fitosanitario, associato a tale malattia, pubblicata nel 2009 dalla RAPRA (acronimo di analisi del rischio della Phytophthora ramorum), progetto di ricerca del Sesto programma quadro finanziato dall’Unione europea (UE)[3].

Il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sulla salute dei vegetali ha pubblicato un parere in cui concorda con la conclusione della RAPRA, secondo la quale esiste “un rischio di un ulteriore ingresso e insediamento” della P.ramorum nell’UE, e sostiene le opzioni proposte per la riduzione del rischio.

Tuttavia, alla luce di un esame dei commenti degli Stati membri e delle informazioni divenute disponibili soltanto dopo la pubblicazione della relazione RAPRA, il gruppo di esperti scientifici indipendenti dell’EFSA si spinge oltre e conclude che i recenti focolai infettivi – che hanno interessato, secondo le stime, 1 900 ettari di larice giapponese, o 500 000 alberi, soltanto in Inghilterra e in Galles – rappresentano un “cambiamento radicale” nell’epidemiologia della P.ramorum anche in relazione alla valutazione del rischio e ai problemi di gestione associati. Propone inoltre opzioni supplementari per ridurre la probabilità di un’ulteriore diffusione.

Nel parere dell’EFSA si evidenzia che esistono ampie regioni in tutta Europa che sono caratterizzate da condizioni climatiche favorevoli alla diffusione della P.ramorum e in cui sono presenti piante ospiti sensibili. Tra i potenziali ospiti compaiono molte specie comuni, come il faggio europeo (Fagus sylvatica), il rododendro, la camelia e il viburno.

Il focolaio di P.ramorum che ha interessato il larice giapponese nel Regno Unito e in Irlanda evoca la possibilità che anche il larice europeo sia minacciato in tutta l’UE.

Inoltre un numero crescente di indicatori segnala che alcune forme di P.ramorum sono più aggressive di altre. Permettere l’ingresso di nuove varietà, potenzialmente più virulente, nell’UE potrebbe comportare la possibilità di un più diffuso insediamento della P. ramorum nella regione.

La P.ramorum non è classificata come organismo nocivo nell’UE. Tuttavia nel 2002 la Commissione ha adottato misure di emergenza per impedirne l’introduzione e la diffusione. Sulla base delle ricerche del RAPRA e del successivo parere dell’EFSA si deciderà se siano necessarie misure permanenti e, in tal caso, di quale tipo.

Le misure di emergenza, basate su requisiti specifici per l’importazione, il sistema di certificazione noto come “passaporto delle piante” e le misure fitosanitarie adottate nel luogo di produzione hanno avuto, a quanto pare, un successo almeno parziale nel rimuovere la P.ramorum dai vivai, benché non sia certo in che misura esista un nesso causale con la riduzione dei focolai. In molti Stati membri i commercianti di piante denunciano ancora la presenza del patogeno nelle scorte di magazzino.

Gli esperti dell’EFSA esprimono inoltre alcune riserve sull’efficacia della quarantena di tre mesi che fa seguito alle misure di eradicazione, date le incertezze sulla durata del periodo di latenza della P. ramorum.

Secondo il gruppo di esperti scientifici, le misure non sono riuscite a ridurre l’insorgenza della malattia al di fuori dei vivai. A parte i grossi focolai che hanno riguardato recentemente il larice giapponese nel Regno Unito e in Irlanda, la P.ramorum è stata riscontrata su una serie di specie ospiti in parchi, giardini, boschi e foreste di Paesi Bassi, Regno Unito, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Norvegia, Serbia, Slovenia, Spagna e Svizzera.

Il controllo della diffusione di questa patologia vegetale al di fuori dei vivai rappresenta quindi una sfida importante per i responsabili della gestione del rischio. Nelle piantagioni di larice giapponese colpite nel Regno Unito e in Irlanda si sta procedendo all’abbattimento di alberi su vasta scala. Tuttavia il Rhododendron ponticum, la specie ospite più diffusa nel Regno Unito, ricresce dal ceppo madre rendendo pertanto necessaria una rimozione radicale. I tentativi compiuti in passato per rimuoverlo dai boschi britannici sono falliti.

Il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA suggerisce ai responsabili della gestione di concentrare gli sforzi sulla protezione degli alberi che vale la pena conservare, rimuovendo dall’area circostante le piante sane appartenenti a specie ospite.

Gli esperti hanno inoltre evidenziato come permangano tuttora incertezze attorno alla P.ramorum, quali: la carenza di dati in merito all’origine del patogeno; l’efficacia dei metodi di rilevamento; l’ampiezza della gamma di organismi ospite; e la virulenza della progenie del patogeno.

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[1] Negli Stati Uniti la P.ramorum ha causato pesanti tassi di mortalità in numerose specie di querce ma nel contesto europeo l’espressione “morte improvvisa della quercia” non è corretta; infatti, benché la malattia interessi alberi come il larice giapponese e piante da giardino quali il rododendro, il viburno e la camelia, ad oggi vi sono scarse prove che attestino che essa colpisca le specie di quercia europea.
[2] Si stima che in Inghilterra e Galles circa 1 900 ettari di piantagioni di larice giapponese mostrino sintomi di P.ramorum (Brasier e Webber 2010). L’area dell’Inghilterra e del Galles ricoperta dal larice giapponese è di circa 60 000 ettari.
[3] Domanda n. EFSA-Q-2010-00841, adottata il 18/05/2011.