L'EFSA aggiorna sull'influenza aviaria e sulla sicurezza alimentare

La presenza dell’influenza aviaria H5N1 in alcune zone dell’Europa continentale ha destato timori nella popolazione circa la sicurezza dei prodotti a base di pollame e delle uova destinati al consumo umano. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare dichiara che non vi è a tutt’oggi alcuna prova che l’influenza aviaria possa essere trasmessa all’uomo attraverso il consumo di prodotti alimentari, in particolare di pollame e uova. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare conferma inoltre che, per la sicurezza alimentare, è sempre valida la raccomandazione di cuocere bene i prodotti a base di pollame per proteggere i consumatori contro eventuali rischi di intossicazione alimentare.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) dichiara che a tutt’oggi non vi è alcuna informazione epidemiologica indicante la possibilità che l’influenza aviaria (AI), malattia infettiva che colpisce principalmente i volatili, possa essere trasmessa agli esseri umani tramite prodotti alimentari. Tuttavia, in vista degli sviluppi relativi all’AI, il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sui pericoli biologici (BIOHAZ) tiene costantemente sotto esame questo problema. L’EFSA concorda con il parere di autorità sanitarie quali l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), secondo cui la via d’infezione più probabile del virus dell’influenza aviaria H5N1 negli esseri umani è lo stretto contatto con pollame vivo infetto e non il consumo di pollame o uova, sebbene quest’ultima possibilità non possa essere esclusa.

Anche se finora nell’Unione europea non è stata rilevata la presenza di H5N1 nel pollame in commercio, a titolo precauzionale ed al fine di evitare rischi accertati di intossicazione alimentare da salmonella e altri organismi, l’EFSA riconferma le vecchie raccomandazioni di cuocere bene la carne di pollame e le uova. Sebbene sia improbabile che l’H5N1 possa essere trasmesso all’uomo attraverso carne cruda o uova, cuocendo adeguatamente questi prodotti si inattiverebbe il virus e si eliminerebbe così un eventuale rischio.

Per ottenere ulteriori informazioni delle autorità nazionali per la sicurezza alimentare e dell’OMS sul modo sicuro di manipolare, preparare e cuocere i prodotti alimentari consultare il sito: http://www.who.int/foodsafety/publications/consumer/5keys/en/index.html. Per altre informazioni dell’OMS sull’AI e sui problemi di sicurezza alimentare consultare il sito: http://www.who.int/foodsafety/micro/avian/en/index.html.

Il parere del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) in merito agli aspetti sanitari dell’influenza aviaria si trova al seguente indirizzo: http://www.ecdc.europa.eu.

Ulteriori fonti di informazioni dall'Unione Europea e da organizzazioni internazionali sull'influenza aviaria:

Notes to editors

Nel gennaio 2004 l’EFSA ha pubblicato una prima dichiarazione in cui affermava che non esiste alcuna prova che la catena alimentare possa essere una via di trasmissione del virus dell’AI ( Avian Influenza EFSA to address possible implications for animal and human health ).
Il 12 settembre 2005 l’EFSA ha pubblicato un’altra dichiarazione ( L’EFSA definisce i rischi dell’influenza aviaria per il pollame e dà consigli per prevenirne l’ingresso e la diffusione tra i polli europei ) in cui informava sull’attività in corso relativamente alla salute ed al benessere degli animali per quanto riguarda l’AI e ribadiva, in merito alla sicurezza alimentare, le raccomandazioni dell’OMS sul modo di manipolare e cuocere gli alimenti in relazione all’AI.

Il 20 settembre 2005 l’EFSA ha pubblicato una relazione sulla salute ed il benessere degli animali relativamente all’AI , con informazioni sul rischio che l’AI entri in Europa e si diffonda tra il pollame e con raccomandazioni per prevenirne l’ingresso in Europa e la diffusione negli allevamenti. Questa relazione ha fornito la base scientifica per le misure di gestione del rischio di AI già applicate in Europa per quanto riguarda la salute degli animali.

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