FAQs on Guidance on the assessment of pesticide exposure for operators, workers, residents and bystanders

Qual è lo scopo delle linee guida?

L’EFSA ha elaborato la prima metodologia armonizzata per valutare i rischi derivanti dall’esposizione ai pesticidi per operatori, lavoratori, residenti e astanti. Le linee guida definiscono un approccio comune per il calcolo dell’esposizione ai pesticidi per via non alimentare per questi importanti gruppi della popolazione. L’EFSA ha sviluppato un software di facile utilizzo che stima l’esposizione con un semplice clic del mouse.

Perché l’EFSA ha elaborato le attuali linee guida?

TLe linee guida si basano sul lavoro svolto dall’EFSA nel 2007 e nel 2010 allo scopo di valutare l’esposizione di operatori, lavoratori, residenti e astanti ai pesticidi. Il documento pubblicato nell’ottobre 2014 affronta le questioni sollevate dalla Commissione europea e dagli Stati membri dopo la pubblicazione del parere scientifico originale su questo argomento nel 2010.

Come verranno usate le linee guida?

Le linee guida aiuteranno i valutatori del rischio dell’UE e i produttori che presentino richieste di autorizzazione per pesticidi a calcolare il rischio per quanti siano esposti ai pesticidi perché lavorano o si trovano in prossimità fisica (dove vivono, lavorano o vanno a scuola) ad aree in cui vengono utilizzate queste sostanze chimiche. Nel documento si valuta l'esposizione ai pesticidi per via non alimentare, soprattutto per inalazione o assorbimento cutaneo, ma anche per potenziale ingestione mediante trasmissione mano-bocca.

Quali gruppi della popolazione sono presi in esame nelle linee guida?

Le linee guida interessano quattro principali gruppi di popolazione:

  • Operatori: agricoltori di professione che svolgono attività legate all’applicazione di pesticidi, come la miscelazione e il caricamento dei pesticidi nei macchinari, o l’azionamento, la pulizia, lo svuotamento e la riparazione di tali apparecchiature.
  • Lavoratori: coloro che, nell’ambito della propria attività lavorativa, operano in aree in cui si utilizzano pesticidi o che maneggiano colture trattate con sostanze chimiche.
  • Residenti: le persone che vivono, lavorano o vanno a scuola nelle vicinanze di una zona in cui vengono utilizzati pesticidi e che non adottano misure protettive, come l’indossare indumenti speciali, per ridurre l’esposizione. Si tratta verosimilmente di un’esposizione a lungo termine.
  • Astanti: coloro che possono trovarsi all’interno o nelle vicinanze di una zona trattata con pesticidi e che non attuano misure di protezione. L’esposizione è verosimilmente di breve durata.

In che modo i valutatori del rischio, i produttori di pesticidi e i ricercatori possono utilizzare la metodologia?

L’EFSA ha sviluppato un calcolatore di facile utilizzo che effettua valutazioni dell’esposizione in linea con la nuova metodologia. Lo strumento attinge ai rigorosi dati raccolti da molteplici fonti per effettuare valutazioni dell’esposizione istantanee, con un semplice clic del mouse. Inserendo informazioni essenziali quali il nome del pesticida, il tipo di formulazione (liquido o in granuli ecc.), la coltivazione da trattare e le modalità di applicazione, il calcolatore fornisce stime in tempo reale dell’esposizione per via non alimentare, in specifiche condizioni d’uso, per ciascuno dei quattro gruppi di popolazione. Mette quindi a confronto le stime di esposizione con i livelli di riferimento per un’esposizione accettabile al pesticida e indica se l’esposizione è al di sopra o al di sotto di tali livelli.

Quali sono i principi generali della metodologia?

Le linee guida descrivono un approccio di valutazione del rischio in quattro fasi, che considera sia situazioni realistiche, sia situazioni di esposizione elevata, basate sull’assunto che i pesticidi vengano impiegati nel rispetto delle buone prassi agricole:

  1. individuando quali dei quattro gruppi di popolazione è verosimilmente esposto e se tale esposizione rappresenta un rischio a breve o lungo termine per la salute, ossia se si tratta di un rischio acuto o cronico.
  2. Effettuando una valutazione standard iniziale  (o di primo livello) dell’esposizione, che ingloba nella stima un fattore di sicurezza elevato. Si esamina cioè il gruppo esposto (operatori, lavoratori ecc.) e si stabilisce se è necessario abbinare l’esposizione derivante da due o più attività (per esempio, miscelazione e applicazione a spruzzo). Si valutano inoltre il tipo di pesticida usato e le apparecchiature per l’irrorazione, e si fa riferimento all’uso o meno di indumenti protettivi. L’EFSA è del parere che tale approccio permetterà di tener conto della maggior parte degli scenari di esposizione.
  3. Uso di metodi di valutazione dell’esposizione specializzati (ad hoc), se non è disponibile un metodo di primo livello standard o nel caso in cui il ricorso a metodi ad hoc sia considerato più realistico.
  4. È anche possibile ricorrere a valutazioni dell’esposizione specializzate (ad hoc) di livello superiore per gli scenari di esposizione interessati dall’approccio standard di primo livello. Ciò andrebbe fatto soltanto laddove vi siano le prove che tali stime produrranno una valutazione dell’esposizione più affidabile.

Nelle linee guida l’EFSA formula raccomandazioni per ulteriori azioni?

L’EFSA fa presente che le linee guida contengono una serie d’incertezze dovute alla mancanza di dati, in particolare per la valutazione dell’esposizione dei residenti. Nel documento si individuano pertanto quali siano tali lacune a livello di dati. L’EFSA invita dunque gli scienziati degli Stati membri, gli organismi di ricerca e i produttori a generare e fornire i dati necessari per irrobustire ulteriormente questa metodologia.

Last Updated
23 ottobre 2014