Epigenetica e valutazione del rischio: colloquio scientifico EFSA prefigura via da percorrere

Valencia
14 giugno 2016

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Epigenetica e valutazione del rischio: il colloquio scientifico dell’EFSA prefigura la via da percorrere

"Abbiamo individuato ciò che sappiamo ma anche ciò che non sappiamo. Si tratta di un grosso risultato” ha affermato la prof.ssa Sandra Ceccatelli del Karolinska Institutet di Stoccolma, in Svezia, a conclusione del colloquio scientifico EFSA vertente sull’epigenetica. Il simposio si prefiggeva di fare il punto sulle conoscenze attuali in materia di epigenetica e di individuare le lacune nei dati, le esigenze di ricerca e il potenziale contributo dell'epigenetica alla valutazione del rischio.

La questione dell’epigenetica e del suo influsso sulla salute umana e sulla durata della vita era stata intensamente dibattuta nel corso della seconda conferenza scientifica dell'EFSA "Plasmare il futuro della sicurezza alimentare, insieme", tenutasi a ottobre del 2015. Circa 100 scienziati, gestori del rischio e responsabili politici provenienti da 20 Paesi, tra cui cinque non membri dell'UE, si sono incontrati a Valencia, in Spagna, il 14 e 15 giugno scorsi per proseguire il dibattito già avviato ed esaminare il potenziale ruolo dell'epigenetica nella valutazione del rischio.

Che cos’è l'epigenetica?

L'epigenetica è un campo scientifico relativamente nuovo e gli scienziati stanno ancora discutendo sulle sue reali implicazioni. Ciò che sappiamo è che l'epigenetica comporta cambiamenti riguardanti il DNA nelle cellule, cambiamenti che influenzano il modo in cui i geni vengono decodificati, pur senza alterare la sequenza del DNA stesso.

Il prof Kevin Chipman dell'Università di Birmingham ha dichiarato: "L'epigenetica è un aspetto molto importante della normale fisiologia. E’ molto importante per noi controllare il modo in cui ci adattiamo e rispondiamo all’ambiente".

Un numero sempre crescente di prove indica che fattori esterni come lo stile di vita personale, la dieta e i fattori di stress dall’ambiente influenzano i processi epigenetici.  Pertanto l'aspetto fisico, la longevità, la salute e la vulnerabilità alle malattie possono essere modificati da effetti potenzialmente benefici o negativi.

La funzione potenziale dell’epigenetica nella valutazione del rischio

Obiettivo generale delle discussioni era quello di individuare il ruolo potenziale dell'epigenetica nella valutazione dei rischi per la sicurezza alimentare. La dott.ssa Diane Wray-Cahen del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti si è chiesta: "L’epigenetica arricchirà il modo attuale in cui analizziamo il rischio di pericoli specifici negli alimenti? Non conosciamo ancora la risposta a questo quesito".

Gruppi di discussione

Organizzati in distinti gruppi di discussione, i partecipanti hanno affrontato varie questioni, tra cui: se i processi epigenetici vadano considerati nella valutazione dei rischi oppure no; la necessità di affrontare i meccanismi molecolari, i metodi per indagare gli effetti epigenetici e l'uso di biomarcatori epigenetici; ma anche la necessità di individuare le attuali lacune nei dati e le esigenze in termini di ricerca.

In tutti i gruppi di discussione sono emersi alcuni temi ricorrenti come la potenziale reversibilità e gli effetti trans-generazionali dei mutamenti epigenetici, come pure la necessità di distinguere tra cambiamenti protettivo-adattivi ed effetti nocivi. Gli esperti hanno anche discusso la questione “causa o conseguenza”: quand’è che i mutamenti epigenetici provocano effetti avversi e quand’è che i mutamenti epigenetici sono conseguenza di effetti nocivi causati dall’esposizione a sostanze chimiche.

Spunti di riflessione per il futuro

Il messaggio cardine del colloquio è stato quello di porsi domande che aumentino la comprensione dell’epigenetica, cercando le relative risposte. Che significato hanno le modificazioni epigenetiche?  Come facciamo a studiarle? Quand’è che tali modificazioni raggiungono una dimensione tale per cui dobbiamo preoccuparci? Il dr. Robert Feil del Centro nazionale per la ricerca scientifica (CNRS), Francia, ha detto: "Abbiamo avuto eccellenti dibattiti, che ci aiuteranno senz'altro a formulare con maggiore precisione quali sono tali domande e come proseguire".

A che punto siamo?

Riferendosi agli esiti scientifici del colloquio, la prof.ssa Ceccatelli ha detto: "Ora sappiamo cosa va fatto in futuro. Abbiamo individuato il modo in cui procedere". In chiusura ha sottolineato che la cooperazione e la collaborazione tra le diverse discipline scientifiche e con il settore clinico dell’epidemiologia sono elementi strategici per migliorare la valutazione scientifica del rischio. 

Webcast

Sessione plenaria introduttiva

Sessione plenaria conclusiva

Programma

Programma

Gruppi di discussione: note informative

Presentazioni

Verhagen (EFSA): Welcome and introduction to the colloquium

Feil (National Center for Scientific Research, France): Introduction – epigenetic regulation of health and disease

Kleinjans (Maastricht University, Netherlands): Molecular mechanisms of chemical injury: input from epigenomics

Doerge (National Toxicology Program, U.S.A.): The role of epigenetics in toxicological risk assessment of furan in food

Niemann (German Institute of Farm Animal Genetics): Epigenetics and risk assessment in livestock production

Chipman (University of Birmingham, UK): Impact of epigenetics in environmental risk assessment