Parere del gruppo di esperti scientifici sui pericoli biologici (BIOHAZ) e del gruppo di esperti scientifici sulla salute e il benessere degli animali (AHAW) relativo alla “Analisi della relazione comunitaria dell’EFSA sulle tendenze e le fonti delle zoonosi, degli agenti zoonotici e della resistenza agli antimicrobici nell’Unione europea nel 2004”

doi:10.2903/j.efsa.2006.403
  EFSA Panel on Animal Health and Welfare   EFSA Panel on Biological Hazards Panel Members Bo Algers, Harry J. Blokhuis, Donald Maurice Broom, Patrizia Costa, Mariano Domingo, Matthias Greiner, Daniel Guémené, Jörg Hartung, Trevor Stewart Hastings, Per Have, Frank Koenen, David B. Morton, Christine Müller-Graf, Dirk Udo Pfeiffer, Mo Salman, Moez Sanaa, James Michael Sharp, Philippe Vannier, Martin Wierup, Marion Wooldridge Acknowledgment The Scientific Panel on Biological Hazards wishes to acknowledge the contribution of the working group that prepared the draft opinion: Pierre Colin, Hilde Kruse (Chair), Simone Magnino, Riitta Liisa Maijala, Birgit Noerrung, Servé Notermans, Terence Roberts, Ivar Vågsholm. The Scientific Panel on Biological Hazards also wishes to acknowledge the contribution of Andrea Ammon of the European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC).
Type: Opinion of the Scientific Committee/Scientific Panel Question number: EFSA-Q-2006-050 , EFSA-Q-2006-051 Adopted: 08 September 2006 Published: 09 November 2006 Last updated: 09 November 2006. This version replaces the previous one/s.
Abstract

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Summary

Sintesi

Il sistema comunitario per il monitoraggio e la raccolta delle informazioni sulle zoonosi è stato istituito dalla direttiva 92/117/CEE del Consiglio, che stabilisce le disposizioni concernenti la raccolta, la valutazione e la comunicazione alla Commissione da parte degli Stati membri, con cadenza annuale, dei dati sulle zoonosi e sugli agenti zooonotici negli animali, negli alimenti e nei mangimi. La direttiva 92/117/CEE è stata sostituita da una nuova direttiva sulle zoonosi (la direttiva 2003/99/CE), adottata dal Consiglio e dal Parlamento europeo il 17 novembre 2003 e introdotta il 12 giugno 2004.
 
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) è stata incaricata di raccogliere i dati e preparare la relazione sintetica comunitaria per il 2004 e per gli anni futuri. I dati relativi ai 25 Stati membri (UE-25), compresi i nuovi 10 Stati membri (UE-10), e alla Norvegia sono stati raccolti conformemente alla precedente direttiva 92/117/CEE. La preparazione della relazione sintetica comunitaria del 2004 è stata commissionata, sotto la supervisione dell’EFSA, al centro per la collaborazione sulle zoonosi (Istituto danese per la ricerca alimentare e veterinaria); la relazione è stata pubblicata sul sito web dell’EFSA il 21 dicembre 2005.
 
Ai gruppi AHAW e BIOHAZ è stato chiesto di esaminare la situazione alla luce dei risultati presentati nella relazione sintetica comunitaria del 2004. L’analisi svolta dai due gruppi di esperti scientifici ha interessato:
  • le conclusioni sulla situazione a livello comunitario e l’individuazione delle priorità per la salute pubblica e animale;
  • i fattori di rischio legati alle zoonosi, alla resistenza agli antimicrobici ed ai focolai di origine alimentare considerati nella relazione;
  • le raccomandazioni, se del caso, riguardanti azioni da intraprendere allo scopo di accrescere la protezione dalla salute pubblica e animale nell’Unione europea;
  • i suggerimenti per migliorare il sistema di monitoraggio e di notifica delle zoonosi, degli agenti zoonotici, della resistenza agli antimicrobici e dei focolai di origine alimentare e per migliorare l’analisi di tali informazioni.
Si deve riconoscere che la prima relazione sintetica mostra il suo enorme potenziale come punto di partenza per azioni comunitarie e delle parti interessate volte a prevenire le infezioni trasmesse dagli animali all’uomo. Questa prima relazione sintetica comunitaria sulle zoonosi e sull’antibiotico-resistenza ha buone probabilità di trasformarsi in uno strumento prezioso, che consentirà di prendere decisioni preventive per tenere sotto controllo le infezioni di origine alimentare e altre infezioni zoonotiche in tutti gli Stati membri, come suggerito dal libro bianco sulla sicurezza alimentare.
È importante notare che i dati e le informazioni inclusi nella relazione sintetica comunitaria devono essere interpretati con cautela, poiché derivano da schemi di monitoraggio, di sorveglianza o, più in generale, di campionamento non armonizzati tra i diversi Stati membri.
Ai fini del presente parere i termini "zoonosi", "agente zoonotico", "resistenza agli antimicrobici", "epidemia di origine alimentare" e "monitoraggio" vengono utilizzati nel significato indicato dalla direttiva 2003/99/CE.
Inoltre, ai fini del presente parere, sono stati considerati come fattori di rischio tutti quei fattori potenzialmente in grado di accrescere l’impatto,  o comunque associati in maniera significativa ad effetti sulla salute umana (incidenza e/o gravità). Sono compresi quindi anche i fattori che hanno un impatto sull’incidenza dei pericoli nella catena produttiva.
Di seguito sono riportate le principali conclusioni e raccomandazioni che possono essere tratte dalla relazione annuale comunitaria sulle zoonosi 2004. L’ordine di presentazione non è indice di priorità.

 

Panoramica della situazione all’interno della Comunità
  • Le infezioni zoonotiche più comunemente riportate negli uomini nell’UE sono senz’altro quelle causate da agenti zoonotici di origine batterica, che possono essere presenti in animali da allevamento asintomatici:  la salmonellosi (192 703 casi riportati in totale) e la campylobatteriosi (183 961)[1], seguite dalla yersiniosi (10 381) e dalle infezioni da HP-VTEC (4 143). A confronto, i casi di listeriosi segnalati nell’uomo sono significativamente meno numerosi (1 267 casi). Il numero totale di casi di zoonosi parassitarie riferiti è pari a 2 349 (trichinosi, toxoplasmosi ed echinococcosi insieme). Rispetto alle principali infezioni di origine alimentare succitate (395 455 in totale), il numero di casi di zoonosi “classiche” notificate nell’uomo è relativamente basso: brucellosi (1 337), tuberculosi prodotta da M. bovis (86) e rabbia (2 importati).
  • Tuttavia, è importante ricordare che la relazione sintetica comunitaria fornisce solo un’indicazione della situazione all’interno della Comunità, a causa della probabile incompletezza nelle notifiche e della sottostima del reale numero di casi, con differenze da paese a paese. Inoltre, la prevalenza degli effetti cronici a lungo termine delle infezioni non viene riportata. Non è pertanto possibile determinare, a partire dalla relazione sintetica comunitaria, l’ammontare totale degli effetti determinati dalle malattie infettive nell’Unione europea e paragonare l’impatto sulla salute pubblica tra gli Stati membri.
  • La maggior parte dei casi di salmonellosi sembra essere collegata al consumo di uova e prodotti a base di uova contaminati.
  • La Listeria monocytogenes è stato l’agente responsabile del maggior numero di decessi riferiti associati alle malattie di origine alimentare.
  • L’acqua contaminata (acqua per usi ricreativi, acqua potabile, acqua per l’irrigazione) è stata identificata come importante via di trasmissione per gli agenti zoonotici, implicata sia in casi sporadici che in focolai.
  • L’emergente resistenza ai fluorochinolonici in Salmonella spp. e Campylobacter spp. isolati da animali destinati alla produzione di alimenti e dalla carne è motivo di preoccupazione per la salute pubblica.
  • La presenza di parassiti (Toxoplasma gondii, Echinococcus spp., Trichinella spp. e Taenia spp./ Cysticercus spp.) è stata riportata meno frequentemente nell’uomo e nel 2004 ha causato un numero di focolai inferiore nell’Unione europea rispetto a virus e batteri. In molti casi tuttavia il loro impatto (gravi malattie, disabilità, decessi e costi legati a procedure diagnostiche, ricoveri ospedalieri e trattamenti) sui gruppi vulnerabili della popolazione, e spesso su persone immunocompetenti, è stato probabilmente considerevole.
    • La toxoplasmosi, pur facendo registrare l’incidenza più alta nell’uomo tra le zoonosi parassitarie menzionate nella relazione sintetica comunitaria, è considerata in particolar modo una malattia sottostimata e poco segnalata rispetto al numero effettivo di casi.
    • L’Echinococcus multilocularis è ritenuto un rischio zoonotico emergente all’interno della Comunità.
    • L’Echinococcus granulosus continua ad essere responsabile della maggior parte dei casi di echinococcosi nell’uomo all’interno della Comunità e, stando alle cifre registrate dall’OMS e dall’OIE, il numero di casi non è diminuito nel 2004.
    • Il numero di episodi di trichinosi nell’uomo denunciati nell’UE ha subito un aumento, in parte dovuto all’inclusione nella relazione dei dati provenienti dai nuovi Stati membri.
  • I dati presentati nella relazione indicano che la situazione concernente la brucellosi nell’uomo in Europa è migliorata nel corso del periodo di riferimento. La brucellosi nell’uomo sembra essere dovuta per lo più a B. melitensis e, pertanto, molto probabilmente, è collegata, alle infezioni nei piccoli ruminanti. In generale, l’incidenza nei bovini non è diminuita, sebbene in parecchi Stati membri si sia ridotta nei piccoli ruminanti.
  • A causa della carenza di dati non è attualmente possibile trarre conclusioni definitive sulla situazione comunitaria per quanto concerne la tubercolosi nell’uomo dovuta a Mycobacterium bovis. Le prove epidemiologiche relative alla situazione della tubercolosi generate dai sistemi di sorveglianza e di notifica esistenti sono di qualità difforme.
  • La rabbia continua a porre dei gravi rischi (letali) per la salute umana nelle aree in cui è diffusa tra gli animali selvatici. La vasta presenza della rabbia tra gli animali selvatici in alcuni paesi dell’Europa orientale, sia all’interno che all’esterno dell’Unione europea, può determinare occasionali fenomeni di trasmissione dell’infezione agli animali domestici. In alcuni paesi vige l’obbligo di vaccinare i cani contro la rabbia, ma il grado di copertura vaccinale della popolazione insufficiente può spiegare l’incidenza continua dell’infezione in tali specie.
Keywords

Opinion of the Scientific Panel on Biological Hazards (BIOHAZ) and of the Scientific Panel on Animal Health and Welfare (AHAW) on “Review of the Community Summary Report on Trends and Sources of Zoonoses, Zoonotic Agents and Antimicrobial Resistance in the European Union in 2004