Wulf Becker, Francesco Branca, Daniel Brasseur, Jean-Louis Bresson, Albert Flynn, Alan A.
Jackson, Pagona Lagiou, Martinus Løvik, Geltrude Mingrone, Bevan Moseley, Andreu Palou,
Hildegard Przyrembel, Seppo Salminen, Stephan Strobel, Henk van den Berg, and Hendrik
van Loveren.
No abstract available
Sintesi
La Commissione europea ha chiesto all’EFSA un parere sulla fondatezza scientifica delle indicazioni nutrizionali relative agli acidi grassi omega 3, ai grassi monoinsaturi, ai grassi polinsaturi e ai grassi insaturi. In tale contesto è stato chiesto all’EFSA di esaminare il valore scientifico delle indicazioni proposte indicate appresso e di esprimere un parere sulla loro inclusione nell’allegato al regolamento relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari proposto dalla Commissione nel luglio 2003.
- Fonte di acidi grassi omega 3: l’alimento deve contenere più del 15% dell’assunzione alimentare raccomandata o RNI per un adulto di sesso maschile (dove l’RNI è stabilita a 2 g/giorno per un adulto di sesso maschile) degli acidi grassi omega 3 specificati per 100 g o 100 ml o 100 kcal.
- Ad alto contenuto di acidi grassi omega 3: l’alimento deve contenere più del 30% dell’RNI per un adulto di sesso maschile degli acidi grassi omega 3 per 100 g o 100 ml o 100 kcal.
- Ad alto contenuto di grassi monoinsaturi: l’indicazione per cui un alimento è ad alto contenuto di grassi monoinsaturi e ogni altra indicazione che può avere lo stesso significato per il consumatore può essere fornita solo nel caso in cui almeno il 45% degli acidi grassi presenti nel prodotto derivi da grassi monoinsaturi e a condizione che i grassi saturi non forniscano oltre il 10% del tenore energetico.
- Ad alto contenuto di grassi polinsaturi: l’indicazione per cui un alimento è ad alto contenuto di grassi polinsaturi e ogni altra indicazione che può avere lo stesso significato per il consumatore può essere fornita solo nel caso in cui almeno il 45% degli acidi grassi presenti nel prodotto derivi da grassi polinsaturi e a condizione che i grassi saturi non forniscano oltre il 10% del tenore energetico.
- Ad alto contenuto di grassi insaturi: l’indicazione per cui un alimento è ad alto contenuto di grassi insaturi e ogni altra indicazione che può avere lo stesso significato per il consumatore può essere fornita solo nel caso in cui i grassi insaturi rappresentino il 70% del contenuto totale di grassi del prodotto.
Il gruppo di esperti scientifici sui prodotti dietetici, l’alimentazione e le allergie ha valutato le indicazioni proposte e ha formulato le seguenti conclusioni.
Indicazioni relative agli acidi grassi omega 3
Esistono due categorie di acidi grassi omega 3 (acidi grassi polinsaturi n-3 o n-3 PUFA): una costituita dall’acido alfa-linolenico (ALA) e l’altra dagli acidi grassi polinsaturi n-3 a catena lunga (o LC n-3 PUFA), rappresentati principalmente dall’acido eicosapentenoico (EPA) e dall’acido docosaesaenoico (DHA), che si distinguono per funzione e fabbisogno. Le indicazioni proposte non fanno distinzione tra ALA e LC n-3 PUFA, che hanno funzioni diverse dal punto di vista nutrizionale. L’ALA è un acido grasso essenziale sotto il profilo nutrizionale necessario per la sintesi di acidi grassi ed eicosanoidi importanti. I dati a disposizione suggeriscono che gli LC n-3 PUFA (EPA e DHA) potrebbero ridurre il rischio di malattia cardiovascolare, forse tramite la prevenzione delle aritmie cardiache.
L’RNI proposta nell’indicazione (2 g/giorno) rientra nello stesso intervallo dei valori di assunzione di ALA raccomandati da alcune autorità nazionali e internazionali per soddisfare il fabbisogno dietetico dell’adulto (1-3 g/giorno). Tuttavia, risulta di gran lunga superiore alle assunzioni di LC n-3 PUFA (EPA e DHA) raccomandate per l’adulto da alcune autorità a scopo di cardioprotezione (200-500 mg/giorno). In diverse popolazioni dell’UE i valori di assunzione sia di ALA sia di LC n-3 PUFA sono tipicamente inferiori rispetto a tali raccomandazioni.
Indicazione: Fonte di grassi acidi omega 3 - più del 15% dell’RNI (2 g/giorno) degli acidi grassi omega 3 specificati per 100 g o 100 ml o 100 kcal.
Come già accennato, l’indicazione potrebbe essere fornita per più alimenti sia sulla base del tenore energetico, sia del rapporto peso/volume, ad esempio per la maggior parte degli oli vegetali, alcuni tipi di frutta con guscio, alcuni ortaggi (principalmente ALA) e per la maggior parte dei pesci (principalmente LC n-3 PUFA).
Alcuni alimenti avrebbero i requisiti per tale indicazione sulla base del rapporto peso/volume, ma non sulla base del tenore energetico (ad es. olio di cartamo, semi di soia, arachidi, burro), mentre altri alimenti (ad es. rafano, merluzzo) avrebbero i requisiti in base al tenore energetico ma non al rapporto peso/volume. Alcuni alimenti hanno i requisiti per tale indicazione, sebbene una porzione normale fornisca una quantità ridotta di n-3 PUFA (ad es. rafano, olio di cartamo, burro). La ragione di tali anomalie risiede nel fatto che la quantità di alimento presa come riferimento (100 g, 100 ml, 100 kcal) non è correlata all’assunzione tipica dell’alimento.
Indicazione: Ad alto contenuto di grassi acidi omega 3 - più del 30% dell’RNI (2 g/giorno) degli acidi grassi omega 3 specificati per 100 g o 100 ml o 100 kcal.
Come già accennato, l’indicazione potrebbe essere fornita per più alimenti sia sulla base del tenore energetico, sia del rapporto peso/volume, ad esempio per la maggior parte degli oli vegetali e per alcuni tipi di frutta con guscio (principalmente ALA), e per i pesci grassi (principalmente LC n-3 PUFA).
Alcuni alimenti avrebbero i requisiti per tale indicazione in base al rapporto peso/volume, ma non in base al tenore energetico (ad es. noce pecan e alcune margarine vegetali). Altri alimenti hanno i requisiti per tale indicazione in base al tenore energetico ma non al rapporto peso/volume, sebbene una porzione tipica fornisca solo una quantità modesta di n-3 PUFA (ad es. cavolo). La ragione di tali anomalie risiede nel fatto che la quantità di alimento presa come riferimento (100 kcal) non è correlata all’assunzione tipica dell’alimento.
Indicazione sui grassi monoinsaturi
Gli acidi grassi monoinsaturi (MUFA) non sono essenziali da un punto di vista nutrizionale in quanto possono essere sintetizzati da altri acidi grassi (saturi) e carboidrati. La sostituzione nella dieta degli acidi grassi saturi (SFA) con una pari quantità di MUFA riduce il colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità). È stata dimostrata una relazione causale tra tassi plasmatici elevati di colesterolo LDL e cardiopatia coronarica. Siccome l’assunzione di SFA presso molte popolazioni dell’UE supera i livelli (circa il 10% energia) largamente raccomandati per mantenere bassi i livelli plasmatici di colesterolo LDL, il consumo di MUFA svolge un importante ruolo nell’alimentazione per limitare l’assunzione di SFA. Presso alcune popolazioni dell’UE i livelli di assunzione di MUFA si situano all’estremità bassa dell’intervallo dei valori raccomandati (nell’intervallo 10-18% del tenore energetico, corrispondente al 30-50% di acidi grassi per una dieta con un 35% energia dai grassi totali).
Indicazione: Alto contenuto di grassi monoinsaturi - almeno il 45% degli acidi grassi deriva da grassi monoinsaturi, e i grassi saturi non devono fornire oltre il 10% del tenore energetico.
L’indicazione sopra esposta può essere fornita per una serie di alimenti, tra cui buone fonti di MUFA, ad es. olio di colza, alcune margarine liquide, alcuni tipi di frutta con guscio (ad es. nocciola, arachide, pistacchio, mandorla). Tuttavia tale indicazione potrebbe essere fornita anche per alcuni alimenti che forniscono solo basse quantità di MUFA in una porzione tipica, ad es. alcuni pesci (ad es. merlango), carni magre (ad es. vitello, manzo, suino), pane bianco e alcuni tipi di biscotti. Tali anomalie sono dovute al fatto che la soglia di MUFA è espressa come percentuale del contenuto totale di acidi grassi, che non è direttamente correlato all’assunzione tipica dell’alimento. Inoltre, alcuni alimenti che forniscono quantità significative di MUFA potrebbero non avere i requisiti per tale indicazione, ad es. alimenti che contengono in natura un’elevata quantità di MUFA, come l’olio di oliva e i pesci grassi (ad es. aringa e salmone) e alcune margarine. Tale anomalia è dovuta al fatto che il contenuto di SFA di questi alimenti può superare la soglia del 10% energia, che non renderebbe possibile l’indicazione.
Indicazione sui grassi polinsaturi
Oltre all’n-3 PUFA (ALA e LC n-3 PUFA, ovvero EPA e DHA), i PUFA comprendono anche gli n-6 PUFA (principalmente acido linoleico). L’acido linoleico è essenziale dal punto di vista nutrizionale ed è necessario per la sintesi di acidi grassi a catena lunga ed eicosanoidi e, assieme ai suoi metaboliti, svolge funzioni importanti per la funzionalità delle membrane e la regolazione del metabolismo.
Oltre alle prove dell’effetto di cardioprotezione degli LC n-3 PUFA e al fabbisogno nutrizionale di ALA e acido linoleico, la sostituzione nella dieta dell’SFA con una uguale quantità di PUFA di tipo cis riduce il colesterolo LDL. Ne consegue che il consumo di PUFA svolge un ruolo nutrizionale importante nel limitare l’assunzione di SFA. Nelle popolazioni dell’UE i livelli di assunzione dei PUFA totali rientrano generalmente nell’intervallo raccomandato (circa il 5-10% del tenore energetico), il che corrisponde a circa il 15-30% di grassi acidi per una dieta con un 35% di energia dai grassi totali.
Indicazione: Alto contenuto di grassi polinsaturi - almeno il 45% degli acidi grassi deriva da grassi polinsaturi, e i grassi saturi non devono fornire oltre il 10% del tenore energetico.
L’indicazione sopra esposta può essere fornita per alcuni oli vegetali (ad es. olio di cartamo), alcuni tipi di frutta con guscio (ad es. noce) e di semi (ad es. semi di girasole, semi di lino), che costituiscono buone fonti di PUFA. Tuttavia, molti oli vegetali che forniscono quantità significative di PUFA potrebbero non avere i requisiti per l’indicazione, ad es. olio di mais, olio di vinacciolo, olio di colza, olio di semi di soia, olio di semi di girasole) e ciò perché il contenuto di SFA di questi alimenti può superare la soglia del 10% energia, che non renderebbe possibile l’indicazione. Inoltre, l’indicazione potrebbe essere fornita anche per alcuni alimenti che forniscono solo quantità limitate di PUFA in una porzione tipica, ad es. alcuni tipi di pane, prodotti cereali, fagioli e pesce bianco (ad es. merluzzo, rombo). Tale anomalia è dovuta al fatto che la soglia di PUFA è espressa come percentuale del contenuto totale di acidi grassi, che non è direttamente correlato all’assunzione tipica dell’alimento.
Indicazione sui grassi insaturi
Gli acidi grassi insaturi di tipo cis (UFA) comprendono MUFA, n-6 PUFA (principalmente l’acido linoleico) e n-3 PUFA (ALA e LC n-3 PUFA, ovvero EPA e DHA) e costituiscono il bilancio degli acidi grassi totali escludendo SFA e acidi grassi trans (TFA). Per n-6 PUFA e n-3 PUFA (ALA e LC n-3 PUFA) sono state individuate specifiche funzioni nutrizionali. Oltre alle prove dell’effetto di cardioprotezione degli LC n-3 PUFA e al fabbisogno nutrizionale di ALA e acido linoleico, la sostituzione nella dieta dell’SFA con una uguale quantità di cis-UFA (sia MUFA che PUFA) riduce il colesterolo LDL. Ne consegue che il consumo di UFA può svolgere un ruolo nutrizionale importante nel limitare l’assunzione di SFA.
Indicazione: Elevato contenuto di grassi insaturi - la quantità dei grassi insaturi rappresenta il 70% del contenuto totale di grassi.
L’indicazione sopra esposta può essere fornita per un’ampia gamma di alimenti che costituiscono buone fonti di UFA, ad es. la maggior parte degli oli vegetali, alcuni cibi da spalmare a base di grassi, frutta con guscio e semi (principalmente PUFA n-6 e n-3) e pesce grasso (principalmente LC n-3 PUFA). L’indicazione potrebbe essere fornita per alcuni alimenti con un contenuto relativamente elevato di SFA e/o TFA; ad es. alcuni alimenti come oli e cibi da spalmare, in cui la maggior parte o tutta l’energia è ottenuta dai grassi, potrebbero avere l’indicazione pur contenendo fino al 30% energia data da SFA e/o TFA. L’indicazione potrebbe essere fornita anche per alcuni alimenti che danno solo quantità limitate di UFA in una porzione tipica, ad es. fagioli e lenticchie, frutti a bacca, cereali e pesce bianco. Tale anomalia è dovuta al fatto che la soglia di UFA è espressa come percentuale del contenuto totale di grassi, il che non è direttamente correlato al livello di grassi dell’alimento o all’assunzione tipica dello stesso.

