Parere del gruppo di esperti scientifici sui prodotti dietetici, l’alimentazione e le allergie in merito ad una richiesta della Commissione relativa all’apporto massimo tollerabile di cloruro

doi:10.2903/j.efsa.2005.210
  EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies Panel Members Wulf Becker, Francesco Branca, Daniel Brasseur, Jean-Louis Bresson, Albert Flynn, Alan A. Jackson, Pagona Lagiou, Martinus Løvik, Geltrude Mingrone, Bevan Moseley, Andreu Palou, Hildegard Przyrembel, Seppo Salminen, Stephan Strobel, Henk van den Berg, and Hendrik van Loveren. Acknowledgment The Scientific Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies wishes to thank Jan Alexander, Angelo Carere, Werner Grunow, Andrew Renwick and Gerrit Speijers for their contributions to the draft opinion.
Type: Opinion of the Scientific Committee/Scientific Panel Question number: EFSA-Q-2003-018 Adopted: 21 April 2005 Published: 17 June 2005 Last updated: 17 July 2006. This version replaces the previous one/s.
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Abstract

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Summary

Sintesi

Il cloruro è un nutriente essenziale che contribuisce all’equilibrio elettrolitico e dei fluidi ed è necessario per la normale funzione cellulare. La carenza dietetica del cloruro è estremamente rara a causa della sua ampia presenza nei prodotti alimentari.

Il cloruro è presente, a livelli ridotti, quale normale componente degli alimenti. Viene peraltro aggiunto agli alimenti, essenzialmente sotto forma di cloruro di sodio (comunemente noto come “sale”), oppure come miscele di clururo di sodio e cloruro di potaggio (a volte note come “sostituti di sale”) durante la lavorazione, la cottura e poco prima del consumo. I motivi principali per i quali viene aggiunto durante la preparazione degli alimenti sono il sapore, la consistenza e la conservazione.

L’apporto giornaliero medio di cloruro nelle popolazioni in Europa è di circa 5-7 g (circa 8-11 g di sale), un tenore ben superiore al fabbisogno alimentare (circa 2-2,5 g di cloruro/die negli adulti). La fonte principale di cloruro nella dieta è costituita dagli alimenti lavorati (circa il 70-75% dell’apporto complessivo), mentre il 10-15% proviene dal cloruro naturalmente presente negli alimenti non lavorati e circa il 10-15% dal cloruro aggiunto dai singoli durante la cottura e a tavola.

La principale reazione negativa di un maggiore apporto di cloruro, sotto forma di cloruro di sodio, è un aumento della pressione sanguigna. Una pressione sanguigna più elevata costituisce un noto fattore di rischio di cardiopatia ischemica, ictus e insufficienza renale, tre delle principali cause di morbilità e mortalità in Europa. Per gruppi di individui, esistono solide prove di un aumento dose-dipendente della pressione sanguigna con un incremento del consumo di cloruro sotto forma di cloruro di sodio. Si tratta di una relazione continua che interessa i livelli di cloruro abitualmente consumati e non è possibile determinare un livello soglia di consumo abituale di cloruro al di sotto del quale è improbabile che si verifichino reazioni negative sulla pressione sanguigna.

Sintomi gastrointestinali (fastidio, lesioni della mucosa e, a volte, ulcerazioni) sono stati constatati in soggetti sani durante l’assunzione di determinate forme di integratori a base di cloruro di potassio (ad esempio formulazioni a matrice cerosa a rilascio lento), con dosi variabili da 1 a 4 g di cloruro/die o superiori, ma la loro incidenza e gravità sembrano essere maggiormente legate alla formulazione che alla dose.
Il cloruro non è cancerogeno ma dosi elevate di clururo di sodio possono aumentare la suscettibilità agli effetti cancerogeni di prodotti cancerogeni quali le nitrosamine e le infezioni gastriche da H. pylori.

Il gruppo di esperti conclude che i dati disponibili non sono sufficienti per determinare un limite superiore di cloruro da fonti alimentari.
Vi sono solide prove del fatto che gli attuali livelli di consumo di cloruro (sotto forma di cloruro di sodio) nei paesi europei hanno contribuito all’incremento della pressione sanguigna nella popolazione, incremento che a sua volta è stato direttamente collegato allo sviluppo di malattie cardiovascolari e renali. Per questo motivo, una serie di organismi nazionali e internazionali hanno fissato obiettivi di riduzione del consumo di cloruro, sotto forma di cloruro di sodio, nella dieta.

Keywords

Opinion of the Scientific Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies on a request from the Commission related to the Tolerable Upper Intake Level of Chloride